lunedì 16 giugno 2008

Per innovare il nostro avvenire

La mozione approvata dall'Assemblea provinciale

Mozione collegata alla candidatura di
LUCA COROLLI
Coordinatore provinciale dei Giovani Democratici

SOMMARIO
· Perché i Giovani Democratici?
· Investire nei giovani, accrescere la partecipazione
· Il coraggio di innovare e di ascoltare
· Problemi a noi vicini: famiglia e lavoro
· I grandi temi di oggi
· Collaborazione sul confine
· Comunicazione a misura di giovani
· Proposizioni politiche conclusive

Perché i Giovani Democratici?

Giovani Democratici: il movimento giovanile del Partito Democratico sta nascendo ora, su radici forti che non lo vogliono come un unione tra i movimenti giovanili dei due partiti fondanti il PD, ma come un vero luogo aperto in grado di coinvolgere tutti, anche e soprattutto chi era prima estraneo alla politica. I Giovani Democratici nascono con un’idea forte: creare un luogo di discussione e di formazione dove trovare una risposta al desiderio di trovarci e sentirci utili, insieme, per la nostra comunità e per il nostro Paese.Noi abbiamo raccolto questa sfida: anche qui a Gorizia, in una provincia piccola e marginale, segnata dalla storia, ma oggi di nuovo al centro dell’Europa che noi sentiamo come la nostra seconda Patria.

Siamo nati dopo la fine delle grandi esperienze politico-culturali del Novecento, mettendo in comune competenze diverse, del mondo del lavoro, della scuola e dell’università, perché vogliamo essere la vera novità per la politica della provincia di Gorizia e di tutti i suoi comuni. Giovani che condividono un’aspettativa, che insieme è una domanda rivolta a noi e agli adulti: può esistere, e quale può essere, oggi, il ruolo dei giovani all’interno della dimensione politica? Quali spazi propositivi possono aprirsi ai giovani che vogliono impegnarsi nella società?

(per leggere tutta la mozione clicca qui)

venerdì 6 giugno 2008

Come partecipare all'Assemblea costituente

Cara/o amica/o democratica/o,

stanno nascendo anche nella nostra provincia i circoli dei Giovani Democratici. Sono il movimento dei giovani che si riconoscono nel Partito Democratico: uno dei tasselli che lo completa.

Nella nostra provincia, un po’ spontaneamente, un po’ perché c’era un affiatato gruppo di ragazze e ragazzi che si erano avvicinati alla politica, è attivo da alcuni mesi un gruppo giovanile del PD. Ora però la fase di “autogestione” deve lasciar spazio a un’organizzazione più efficiente: è necessario per iniziare un percorso di iniziative, dibattiti, momenti di formazione politica e di confronto tra di noi.

Il prossimo 14 giugno, a Cormòns, si terrà l’Assemblea Costituente dei Giovani Democratici. Sarà l’atto di nascita “formale” per così dire, dei G.D., ma soprattutto un momento di confronto, dibattito, crescita personale e politica. Per questo, abbiamo previsto 3 tavoli tematici (“Scuola e università in Italia” – “Per una nuova classe dirigente” e “Laicità e democrazia”): puoi scegliere a quale di questi partecipare. Al termine, dopo aver tirato le somme della giornata, eleggeremo il Coordinatore provinciale e il Coordinamento.
A tal proposito, per poter votare il coordinamento, se non hai votato alle primarie del 14 ottobre 2007, devi pre-iscriverti mandando una mail (vd. il box qui a sinistra) a giovanipdgorizia@gmail.com entro lunedì 9 giugno.
Per candidarsi c'è invece tempo fino a martedì.
Se non vuoi candidarti, il gruppo di Giovani Democratici sta comunque predisponendo una lista di candidatura al Coordinamento per rappresentare il più possibile il territorio della Provincia, e i ragazzi che si sono impegnati in questi mesi.

Ti invitiamo a seguire sul blog le comunicazioni dei prossimi giorni: potranno esserti di chiarimento. Inoltre, inviando una mail a giovanipdgorizia@gmail.com potrai iniziare a ricevere la newsletter dei G.D.

Se non riesci ad essere presente a tutta l’assemblea (che inizia alle 10.30, e dopo la divisione in gruppi tematici, finirà attorno alle 16.00), puoi partecipare almeno a parte di essa.

Estendi pure l’invito ai tuoi amici,
Ti aspettiamo,

i Giovani Democratici della Provincia di Gorizia

giovedì 5 giugno 2008

Dobbiamo crescere con le nostre gambe


di Stefano de Fabris

La sfida generazionale segnerà i destini a livello globale nel volgere di pochi decenni.
Il confronto sarà sempre lo stesso, fra chi avanza e chi si difende. E il primo aspetto che colpisce profondamente confrontando i paesi industrializzati con quelli emergenti è quanto siano “giovani” i popoli del sud del mondo, rispetto ad un occidente agiato e sempre più “vecchio”. Mai quanto oggi è evidente questo scarto che condizionerà, in pieno, la vita di chi ha oggi venti-trent’anni nonché dei più giovani.
Chi saranno i protagonisti di questa competizione ce lo dice ormai la cronaca: fra tutti Cina e India. Due modelli diversi, che si contenderanno nei prossimi decenni il primato con l’attuale, solitaria superpotenza, gli Stati Uniti. Un confronto che a breve sembra privilegiare il “gigante rosso”: crescita del Pil, competitività sfrenata, primati nella produttività e nell’attrazione di capitali stranieri. Ma che nel volgere di qualche decennio potrebbe consegnare la palma dell’egemonia economica mondiale all’altro protagonista d’oriente: l’India, oggi il più grande paese democratico al mondo.
Il subcontinente è infatti una democrazia che niente ha da invidiare alla nostra: un sistema parlamentare collaudato, governi che si alternano senza sussulti, libertà civili (forse più spesso a parole che nei fatti) garantite. Lo stesso sistema economico e produttivo risente di questa impostazione. E il segreto, secondo demografi ed economisti, è la mancata coercizione sulle nascite praticata invece in Cina. «Oggi l’India ha 200 milioni di giovani fra i 15 e i 24 anni di età, cioè più dell'intera popolazione del Brasile – dice il demografo dell’università di Harvard, David Bloom – e il 70% dei suoi abitanti hanno meno di 35 anni». «Siamo esattamente complementari ai vostri paesi ricchi – commenta il presidente degli industriali indiani Seshasayee – perché abbiamo la risorsa che a voi mancherà di più: una sovrabbondanza di giovani competitivi, motivati, entusiasti e pieni di fiducia nel futuro».
Non si tratta di falso ottimismo, i numeri già oggi parlano chiaro: il Politecnico di Nuova Delhi sforna ingegneri del tutto paragonabili a quelli Italiani, quanto a quantità e livello di conoscenze e tecnologie. Prova di questo è la volontà dell’Alcatel (azienda di telecomunicazioni che detiene il 60% del mercato mondiale nel campo degli apparati di telefonia fissa) di prendere in considerazione di delocalizzare il proprio centro di ricerca da Vimercate (MI) in India. Per questo motivo il modello di sviluppo indiano è certamente “più pericoloso” – perché più concorrenziale – di quello cinese (che difetta di qualità, tutele e verifiche), ma allo stesso tempo “meno pericoloso” perchè basato su un sistema di valori democratici. Se a questo aggiungiamo la preferenza di Delhi a rapportarsi all’esempio europeo piuttosto che a quello Usa, potremmo davvero affermare che l’India tra venti anni sarà come la Romania oggi. Se aggiungiamo a questo i dati del rapporto Eurispes 2007, i quali indicano che l’Italia è il paese europeo dove si investe meno in ricerca e in cui i giovani hanno sempre minor intesse per la cultura tecnico-scientifica, si ha l’idea del quadro desolante in cui si trova il nostro paese.
Ma che risposta può offrire il sistema Italia, e nel piccolo la nostra realtà isontina, ad una sfida generazionale di tali proporzioni? Noi, parte della regione Friuli Venezia Giulia che da sola detiene il triste primato di più bassa natalità e di maggiore invecchiamento della popolazione a livello mondiale? Di sicuro questi cambiamenti non potranno essere gestiti dai “vecchi arnesi” dell’apparato burocratico-economico-politico che troppo spesso emergono o riemergono sulla scena. Noi ci fidiamo dei “vecchi” (vedi il nostro parlamento, specie il senato), mentre per l’Italia sembrano lontani i casi dell'ex-premier inglese Tony Blair o del conservatore David Cameron, leader a trent’anni.
Occorre una vera svolta dettata dalle nuove generazioni. I partiti, e il PD in particolare, devono promuovere e non bloccare il rinnovamento. I Giovani Democratici devono essere il motore autonomo di questa sfida, e l'assemblea di Cormòns sarà il primo tassello di un più ampio movimento che deve coinvolgere tutta la provincia di Gorizia, per renderla protagonista in regione, per poi guardare verso traguardi più alti. Siamo piccoli, e solo l'eccellenza ci potrà salvare. E dare un po' di speranza a chi, soprattutto giovani laureati, potrà trovare un futuro più facilmente fuori dall'Isontino che a casa propria.
Ma ancor di più sentiamo il bisogno di un cambio di mentalità. “Finti” giovani, che pensano come i gerontocrati che li hanno formati e cullati per crescerli come “cloni”, non possono rappresentare il domani. Le liste bloccate per il Parlamento hanno portato i "giovani" a Montecitorio, ma in un modo (scelta dall'alto) che è meglio dimenticare. Dobbiamo crescere con le nostre gambe.
E tutto questo ce lo ricorda l’India.

mercoledì 4 giugno 2008

Movimento o amministrazione?

Un intervento di Marco Rossi, per sviluppare un dibattito sulla "mission" dei Giovani Democratici, alla luce delle scelte che a breve faremo sulle persone che, dal coordinamento, ci "guideranno".

Nei prossimi giorni ci troveremo assieme per discutere della composizione del Coordinamento. Inevitabilmente, faremo delle scelte.
In un gruppo che, a me pare, è piuttosto affiatato e molto cresciuto di numero rispetto a 6-7 mesi fa, ci sono inevitabilmente opinioni diverse su come funziona un movimento politico giovanile, aspettative differenti e diversi interessi.
Certamente, dovremmo investire nel futuro: un'organizzazione giovanile è solida se si gharantisce che ci sia un costante ricambio in essa, dall'altra parte dovremo garantirci dei "referenti territoriali". E altri ragazzi o ragazze saranno i nostri responsabili "tematici".
Tuttavia, la scelta della "squadra" fa emergere un'altra questione, piuttosto dirimente e non semplice. I "Giovani democratici" dovranno essere più "movimentisti" o più un centro di formazione amministrativa?
E anche: più focalizzati sulle grandi tematiche del nostro tempo, o sullo sviluppo di una politica che nasce dal territorio, che fa emergere le istanze dal basso.
Certamente ci sono pro e contro in tutto. Io, personalmente, ritengo che un equilibrio possa e debba essere trovato.
Un'organizzazione politica giovanile ha un ruolo, io credo, che è fondamentalmente quello di sviluppare una coscienza critica, un ragionare politico: portare un ragazzo tra i 16 e i 29 anni a interrogarsi in maniera seria sui problemi sociali ed economici del suo tempo, e svilupparne la capacità di analisi fino a portarlo a soffermarsi sul COME una situazione negativa si può superare. Ovvero: il parlare di programmi, idee, ecc., non può nascere se non da un'analisi delle situazioni esistenti.

Anche perché, da un lato sono le tematiche nazionali quelle su cui si misura il grado di consenso di una grande formazione politica come il Pd che mira a rappresentare il centrosinistra italiano e la sua tradizione riformista. Dall'altro lato, la politica che nasce dal territorio non può esimere dal confrontarsi con tematiche nazionali (il disagio sociale, il precariato, l'efficacia del sistema dell'istruzione e formazione, solo per fare degli esempi), perché altrimenti finisce per non porsi degli obiettivi di miglioramento dell'esistente, anche a livello locale, e si riduce a semplice amministrazione. Magari ottima amministrazione, ma priva di una visione di lungo termine, capace di incidere davvero sul mondo in cui viviamo.
E io, personalmente, credo che questo sia lo scopo vero del fare politica: migliorare l'esistente, contribuire, ad ogni livello, magari a piccoli passi, a creare una società più equa, più giusto, capace di dare a ciascuno le opportunità che merita.
Peraltro, tutto questo non riduce altri aspetti altrettanto importanti:
- il fatto di essere il "pungolo" rispetto al Pd su molti temi, beneficiando della maggiore facilità di sviluppare un dibattito sincero su molte questioni: in questo senso l'organizzazione giovanile può essere un vero stimolo al Partito democratico, e pertanto dovremo sempre mantenere costante il confronto su temi nazionali: ottima l'idea dei Tavoli tematici sul sistema universitario e scolastico, sul rinnovo delle classi dirigenti, sulla laicità.
- siamo l'interlocutore privilegiato del Pd quando si parla di politiche giovanili: mi piace ricordare, ad esempio, l'importante ruolo avuto da Sinistra giovanile e Giovani della Margherita nella stesura della Legge regionale sulle politiche giovanili, approvata ad aprile 2007 (e per la cui applicazione dovremo batterci!);
- siamo forse l'unico luogo rimasto in cui si fa formazione politica, ad ogni livello: dal formare il futuro consigliere comunale, al formare il cittadino ai problemi del suo tempo. La mia è un'idea "ampia", estesa, della formazione politica;
- non possiamo esimerci da un impegno universitario e studentesco: perché anche in questi luoghi si forma il futuro cittadino; anche qui si fa "cultura", ci si confronta; e anche si fa "battaglia culturale" contro la destra, la cui infiltrazione nelle scuole è ormai preoccupante.
Ecco, penso che dovremo porci degli obiettivi alti.

Che troveranno modo di esplicarci a livello locale. Su tematiche nazionali potremmo agire partecipando a petizioni, raccolte di firme ecc., con dibattiti e iniziative di formazione.
Mentre strumenti di analisi della società esaminati su problemi più "astratti", ci aiuteranno ad affrontare problemi della nostra provincia, della nostra scuola, della nostra università.
Quindi, se volete chiamatemi "movimentista".

di Marco Rossi

Regolamento per la Costituente dei Giovani Democratici

Approvato il regolamento per la costituzione dei Giovani Democratici nel Friuli Venezia Giulia. Il documento è stato elaborato dal Gruppo di lavoro regionale Under30 costituito nel novembre scorso dall'Assemblea regionale del Pd. Nella formulazione del regolamento, discusso il 10 maggio a Udine ed approvato ieri con alcuni emendamenti, un ruolo fondamentale è stato giocato proprio dalla delegazione isontina, con i suoi due componenti Marco Rossi e Federico Vidic.

Di seguito il Regolamento.
L'assemblea costituente provinciale si terrà nella nostra provincia sabato 14 giugno a Cormòns.

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Art. 1 – Convocazione delle Assemblee costitutive
a. Sono convocate, in ciascuna provincia, le Assemblee costitutive dei Giovani Democratici entro il 12/07/2008 per procedere all’elezione, laddove non ancora avvenuta, dei Coordinatori e dei Coordinamenti provinciali dei Giovani Democratici.
b. Nei casi in cui sia già stato costituito il Coordinamento provinciale, viene data comunicazione della sua composizione al Gruppo di lavoro regionale giovanile (di seguito: GLR) costituito secondo deliberazione dell’Assemblea regionale del PD, ferma restando la possibilità di ampliare, in ogni momento, il Coordinamento secondo quanto previsto dall’art. 7, comma c, delle presenti norme.
c. Il GLR può, qualora lo richiedano particolari condizioni locali, derogare una delle province a procedere all’elezione del Coordinamento in un momento successivo. I termini della deroga sono stabiliti all’occasione, sentita la parte interessata.


Art. 2 – Platea dei partecipanti
a. Concorrono a formare la platea dei Giovani Democratici i votanti alle Primarie del PD che alla data dell’Assemblea non abbiano compiuto 29 anni.
b. All’atto di partecipazione dell’Assemblea essi devono formalizzare l’iscrizione presso un Circolo dei Giovani Democratici costituito nel territorio provinciale.
c. Partecipano altresì coloro che si iscrivono ad un Circolo entro e non oltre cinque giorni prima della data di convocazione dell’Assemblea. La richiesta di iscrizione deve essere presentata dall’interessato e non è ammessa la presentazione per delega.


Art. 3 – Convocazione e notizia dell’Assemblea
Gli aventi diritto devono essere avvertiti della convocazione dell’Assemblea tramite lettera, e-mail, a mezzo stampa o con ogni altro mezzo atto a favorire la più ampia partecipazione possibile, almeno sei giorni prima della data dell’Assemblea.


Art. 4 – Candidature
a. Entro le ore 21 del quarto giorno precedente la data dell’Assemblea sono presentate, presso la sede provinciale del Partito Democratico competente, le mozioni programmatiche e le mozioni collegate alle candidature a Coordinatore provinciale.
b. Le candidature a Coordinatore, presentate da almeno quindici aventi diritto, devono essere accompagnate da una mozione programmatica e dalla lista di candidati al Coordinamento provinciale, composta, al fine di garantire nei termini del possibile la parità di genere, secondo alternanza di genere per almeno i primi due terzi di componenti della lista. La lista può presentare l’indicazione di uno o più Vicecoordinatori.
c. Le candidature, corredate da mozione e lista, vengono comunicate alla mailing list provinciale dei Giovani democratici entro il terzo giorno precedente la data dell’Assemblea. In alternativa, sono pubblicate a mezzo stampa.

Art. 5 – Presidenza e Commissione di garanzia
a. L’Assemblea, appena costituitasi, elegge a maggioranza semplice il proprio Presidente e il Comitato di presidenza, composto da altri due membri, che ne coordina i lavori, vaglia la regolarità delle candidature e delle operazioni di voto e ne dichiara i risultati, procedendo altresì a redigerne un verbale.
b. Eletta la presidenza, l’Assemblea delibera a maggioranza assoluta se eleggere una Commissione di garanzia provinciale, composta di tre membri, e fissa il termine di presentazione delle candidature.
c. Qualora prevista, la Commissione di garanzia è eletta a scrutinio segreto, esprimendo fino ad un massimo di tre preferenze.


Art. 6 – Elezione del Coordinatore
a. L’elezione del Coordinatore e del Coordinamento ad esso collegato avviene a scrutinio segreto con il principio “una testa, un voto”.
b. Non è ammesso il voto per delega. La presidenza può verificare l’identità dei votanti chiedendo l’esibizione di un documento d’identità valido.
c. Risulta eletto il candidato che ha ottenuto la maggioranza assoluta dei voti; in caso contrario si procede a ballottaggio tra i due candidati più votati.


Art. 7 – Elezione del Coordinamento
a. Il Coordinamento provinciale, escluse le figure individuate per funzioni, è composto da un numero di membri fissato da ogni provincia. Il numero dei componenti viene comunicato al GLR, entro dieci giorni dalla data dell’Assemblea, insieme alla data in cui si terrà l’elezione, dai suoi componenti eletti in quella Provincia.
b. L’elezione del Coordinamento si effettua a scrutinio di lista con sistema proporzionale. La ripartizione dei seggi fra le liste concorrenti all’elezione viene effettuata adottando il metodo d’Hondt. Nell’attribuire i posti si scorre l’ordine di lista fino a completare la quota eletta.
c. Il Coordinamento può deliberare, con maggioranza di due terzi dei membri effetti, e sentita la Commissione provinciale di garanzia, qualora prevista secondo l’art. 5, di cooptare ulteriori componenti espressione di aree territoriali sottorappresentate.
d. Al fine di garantire l’elezione del candidato coordinatore non eletto, i candidati Coordinatori figurano sempre al primo posto della rispettiva lista.


Art. 8 – Candidatura unica
Qualora sia stata presentata una sola candidatura a Coordinatore, questa, assieme alla lista e alla mozione ad essa collegate, deve essere approvata dall’Assemblea a maggioranza assoluta.


Art. 9 - Norma di rinvio
Quanto non previsto dalle presenti norme è rimandato all’autonomia decisionale di ciascuna provincia e alla compatibilità con le previsioni dello Statuto nazionale del Partito Democratico.

lunedì 2 giugno 2008

Festa della Repubblica: "Non facciamo passi indietro"

Il Presidente Napolitano in occasione della Festa della Repubblica: Un rinnovato sforzo della comunità nazionale che poggi sui principi e gli indirizzi della Costituzione che la Repubblica si diede sessant'anni fa. Cittadini e istituzioni facciano la loro parte nell'interesse generale. Costruiamo insieme un costume di rispetto reciproco, nella libertà e nella legalità.

Di seguito, il testo integrale del messaggio che il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in occasione della Festa Nazionale della Repubblica ha rivolto dalle sale del Quirinale in cui è ospitata la mostra "L'Eredità di Luigi Einaudi":

"Per voi che ascoltate auguro innanzitutto che la festa del 2 giugno possa rappresentare un momento di serenità. Ricordiamo in queste settimane – con la mostra che vedete – la figura di Luigi Einaudi, grande studioso, maestro di vita civile e uomo delle istituzioni, che nel 1948 fu eletto Presidente della Repubblica. Ma questa giornata è l’occasione per ricordare anche come nacque, oltre sessant’anni fa, la Repubblica: tra grandi speranze e potendo contare sulla volontà allora diffusa tra gli italiani di ricostruire e far rinascere il paese, in un clima di libertà, attraverso uno sforzo straordinario di solidarietà e unità. E’ qualcosa che vale la pena di ricordare perché l’Italia, divenuta un paese altamente sviluppato, avrebbe oggi bisogno di uno sforzo simile, per la complessità dei problemi che sono dinanzi alla società e allo Stato, in un mondo profondamente mutato. Riuscimmo in quegli anni lontani a risalire dall’abisso della guerra voluta dal fascismo, e a guadagnare il nostro posto tra le democrazie occidentali. E abbiamo poi superato tante tensioni e prove. Non possiamo ora permetterci di fare un passo indietro ; sapremo – ne sono certo – uscire dalle difficoltà e farci valere ancora una volta, grazie a un forte impegno e slancio comune. Su quali basi un rinnovato sforzo della nostra comunità nazionale debba poggiare, lo dicono i principi e gli indirizzi della Costituzione che la Repubblica si diede sessant’anni fa, in meno di due anni dal referendum e dalle elezioni del giugno 1946. Ma non posso tacere la mia preoccupazione, in questo momento, per il crescere di fenomeni che costituiscono invece la negazione dei principi e valori costituzionali: fenomeni di intolleranza e di violenza di qualsiasi specie, violenza contro la sicurezza dei cittadini, le loro vite e i loro beni, intolleranza e violenza contro lo straniero, intolleranza e violenza politica, insofferenza e ribellismo verso legittime decisioni dello Stato democratico. Chiedo a quanti, cittadini e istituzioni, condividano questa preoccupazione, di fare la loro parte nell’interesse generale, per fermare ogni rischio di regressione civile in questa nostra Italia, che sente sempre vive le sue più profonde tradizioni storiche e radici umanistiche. Costruiamo insieme un costume di rispetto reciproco, nella libertà e nella legalità, mettiamo a frutto le grandi risorse di generosità e dinamismo che l’Italia mostra di possedere. Buona festa della Repubblica a tutte le italiane e gli italiani.

venerdì 30 maggio 2008

La nostra assemblea costituente

Nelle settimane scorse il gruppo di ragazze e ragazzi che si riunisce da mesi come "Gruppo giovani Pd", ha impostato l'organizzazione dell'Assemblea costituente che il prossimo 14 giugno farà nascere formalmente i Giovani Democratici nella provincia di Gorizia.
Certo, formalmente si tratta di eleggere un coordinatore e un coordinamento, darsi un minimo di organizzazione per responsabilizzare i partecipanti.
Siamo un gruppo composito (giovani lavoratori, studenti medi, universitari), di varia provenienza (della provincia e diversi studenti universitari fuori sede), con varie opinioni, interessi diversi. Per noi il 14 giugno sarà quindi più che un'occasione formale, un momento per dibattere, confrontarsi e impostare il lavoro dei prossimi mesi.

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Nella riunione di ieri sera è stato deciso che il 14 giugno organizzeremo 3 tavoli tematici per approfondire alcuni argomenti di confronto, che potranno essere introdotti dall'intervento di un ospite, e saranno conclusi da un dibattito "plenario":
  1. UNIVERSITA' E SCUOLA: LA PUBBLICA ISTRUZIONE IN ITALIA - un tavolo "generale" sui problemi del sistema scuola-università in Italia
    Organizzazione: Elena Mazza, Andrea Lucietti, Marta Marcuzzi
  2. PER UNA NUOVA CLASSE DIRIGENTE - alla luce del fatto che diversi "giovani democratici" sono giovani amministratori (consiglieri comunali o circoscrizionali)
    Organizzazione: Luca Corolli
  3. LAICITA' E DEMOCRAZIA - un dibattito sul rapporto tra concezione della laicità e come queste diverse concezioni si rapportano con la democrazia (il tema della tutela del singolo, contrasto tra volontà della maggioranza e tutela delle minoranze ecc.)
    Organizzazione: Federico Nastasi, Marco Rossi

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Stiamo invece ancora decidendo DOVE tenere l'Assemblea. Oltre a Gradisca (Casa del Popolo) e Gorizia, è emersa tra ieri e oggi la proposta di Cormòns (Sala Civica del Comune)... preferenze in proposito?