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sabato 3 dicembre 2011
sabato 14 novembre 2009
Il centrodestra cancella gli 80 milioni di euro destinati ai giovani ricercatori

Spariti dalla Finanziaria gli 80 milioni di euro che il governo aveva promesso di destinare alla stabilizzazione dei giovani ricercatori. Quello che doveva essere un emendamento alla
finanziaria presentata dal governo, è diventato un semplice ordine del giorno non vincolante: ancora una volta il ministro Gelmini non ha mantenuto le promesse, e la sua debolezza politica getta ancora una volta una scure su migliaia di giovani ricercatori, la fascia più preparata delle nuove generazioni che invece di essere valorizzata si trova ad essere la più penalizzata dal centrodestra.
lunedì 18 maggio 2009
Elezioni all'ateneo di Udine: sconfitta CL dopo anni di dominio
Vittoria schiacciante di NeoAteneo, la lista indipendente creata dal movimento antigelmini
dal Gazzettino di sabato 16 Maggio 2009
Udine - Tra gli studenti è già stato sintetizzato come un “sorpasso storico”, una “rivoluzione”.
E’ il risultato delle elezioni per il rinnovo delle rappresentanze studentesche negli organismi dell’Università di Udine. Ieri lo spoglio e, ancorché i risultati ufficiali siano attesi per lunedì, le percentuali ufficiose non lasciano dubbi: ha vinto la lista “NeoAteneo”, nata dall’aggregazione di “Altrementi” e dal movimento anti riforma Gelmini, battendo l’avversaria “Student Office”, vicina a Comunione e liberazione e da anni in maggioranza nell’ambito della componente studentesca dell’ateneo di Udine.
Nel Cda dell’Università “NuovoAteneo” si aggiudica due dei tre rappresentanti, con oltre il 58% delle preferenze, mentre “Student Office” ne avrà uno avendo raggiunto il 34% circa. Stesse proporzioni nel Cda dell’Erdisu con “NuovoAteneo” che ha toccato il 64%. Nella corsa ai due organismi, non c’è stata storia per le liste “Lesanspapiers” (espressione della sede goriziana), fermatasi al 7% e per la “ListAperta” che ha sfiorato il 6%.
“NuovoAteneo” si aggiudica anche i Consigli di tutte le Facoltà ad eccezione di Agraria, dove ha vinto la lista indipendente “Gram Positivi” e Vetrinaria, dove la vittoria è andata a agli “Svaccati”. Pareggio tra “Nuovo Ateneo” e “Student Office” ad Economia (2 rappresentanti ciascuno).
Ancora incerto il risultato ad Ingegneria, dove la lista di Cl è in vantaggio (5 membri a tre), ma potrebbe perdere un posto a beneficio dell’indipendente “Caffè architettura”.
Tra gli argomenti “forti” dei vincitori, la denuncia d’immobilismo da parte della rappresentanza a lungo egemone e di uno scarso coinvolgimento della popolazione studentesca alla vita degli organismi universitari.
Antonella Lanfrit
dal Gazzettino di sabato 16 Maggio 2009
Udine - Tra gli studenti è già stato sintetizzato come un “sorpasso storico”, una “rivoluzione”.
E’ il risultato delle elezioni per il rinnovo delle rappresentanze studentesche negli organismi dell’Università di Udine. Ieri lo spoglio e, ancorché i risultati ufficiali siano attesi per lunedì, le percentuali ufficiose non lasciano dubbi: ha vinto la lista “NeoAteneo”, nata dall’aggregazione di “Altrementi” e dal movimento anti riforma Gelmini, battendo l’avversaria “Student Office”, vicina a Comunione e liberazione e da anni in maggioranza nell’ambito della componente studentesca dell’ateneo di Udine.
Nel Cda dell’Università “NuovoAteneo” si aggiudica due dei tre rappresentanti, con oltre il 58% delle preferenze, mentre “Student Office” ne avrà uno avendo raggiunto il 34% circa. Stesse proporzioni nel Cda dell’Erdisu con “NuovoAteneo” che ha toccato il 64%. Nella corsa ai due organismi, non c’è stata storia per le liste “Lesanspapiers” (espressione della sede goriziana), fermatasi al 7% e per la “ListAperta” che ha sfiorato il 6%.
“NuovoAteneo” si aggiudica anche i Consigli di tutte le Facoltà ad eccezione di Agraria, dove ha vinto la lista indipendente “Gram Positivi” e Vetrinaria, dove la vittoria è andata a agli “Svaccati”. Pareggio tra “Nuovo Ateneo” e “Student Office” ad Economia (2 rappresentanti ciascuno).
Ancora incerto il risultato ad Ingegneria, dove la lista di Cl è in vantaggio (5 membri a tre), ma potrebbe perdere un posto a beneficio dell’indipendente “Caffè architettura”.
Tra gli argomenti “forti” dei vincitori, la denuncia d’immobilismo da parte della rappresentanza a lungo egemone e di uno scarso coinvolgimento della popolazione studentesca alla vita degli organismi universitari.
Antonella Lanfrit
mercoledì 4 febbraio 2009
L'università non attrae più
Dopo un trend positivo che durava dagli anni Settanta, l'università non attrae più. Le riforme degli anni Novanta hanno determinato una vera e propria esplosione della popolazione universitaria, oggi però il numero degli immatricolati inizia a calare, tra difficoltà di inserimento nel mondo del lavoro e tasse universitarie sempre più alte.Un breve stralcio dell'articolo comparso su Repubblica per il quale vi rimandiamo al sito del quotidiano.
di Salvo Intravaia
Immatricolazioni universitarie a picco. In appena due anni, mentre il numero di studenti promossi alla maturità è notevolmente cresciuto, i nuovi iscritti all'università sono scesi del 4,4 per cento. Un calo con il quale dovranno fare i conti i singoli atenei che non sembrano più attrarre i giovani come qualche anno fa. In Italia, il numero di immatricolazioni all'anno accademico 2008/2009 fa segnare il record negativo degli ultimi sette anni. Secondo il dato diffuso qualche giorno fa dal ministero dell'Università, le new entry di quest'anno toccano quota 312.104. Nel 2006/2007 furono oltre 14 mila in più: 326.384 in totale. Le regioni italiane dove si registra il decremento più consistente sono quelle meridionali: meno 6,6 per cento in un solo anno.
Immatricolazioni universitarie a picco. In appena due anni, mentre il numero di studenti promossi alla maturità è notevolmente cresciuto, i nuovi iscritti all'università sono scesi del 4,4 per cento. Un calo con il quale dovranno fare i conti i singoli atenei che non sembrano più attrarre i giovani come qualche anno fa. In Italia, il numero di immatricolazioni all'anno accademico 2008/2009 fa segnare il record negativo degli ultimi sette anni. Secondo il dato diffuso qualche giorno fa dal ministero dell'Università, le new entry di quest'anno toccano quota 312.104. Nel 2006/2007 furono oltre 14 mila in più: 326.384 in totale. Le regioni italiane dove si registra il decremento più consistente sono quelle meridionali: meno 6,6 per cento in un solo anno.
lunedì 19 gennaio 2009
L'università delle cattedre grigie
Il sito lavoce.info pubblica un'analisi di Giovanni Caputo, fra gli animatori del Coordinamento di ricercatori dell'Università di Salerno nato in opposizione alle politiche del governo Berlusconi sull'università.
Vi rimandiamo al sito lavoce.info per l'articolo completo.
Qui, alcuni stralci:
"La classe docente italiana è anche la più vecchia d'Europa. Come riportato nel rapporto Miur, il 55 per cento dei docenti di ruolo supera i 50 anni con una distribuzione dell’età diversa fra le tre fasce. Gli ultra-cinquantenni costituiscono l’82 per cento degli ordinari, il 55 per cento degli associati e il 31 per cento dei ricercatori. Se poi si osserva la fascia d’età degli ordinari, si rileva che il 45 per cento ha più di 60 anni e che addirittura il 24 per cento ne ha oltre 65. Nel panorama internazionale ed europeo in particolare, l’Italia è tra i paesi con la quota più alta di docenti ultra-cinquantenni"
"Le cause dell'elevata età media dei docenti sono essenzialmente due: i tempi troppo lunghi per l'immissione in ruolo dei ricercatori, che avviene secondo percorsi non definiti, e una normativa troppo generosa sull'età pensionabile dei professori ordinari."

venerdì 16 gennaio 2009
Affollato incontro sull'università

Una sala affollata e interventi approfonditi e a tutto campo hanno caratterizzato l'incontro pubblico che si è tenuto ieri sera nella Sala del Consiglio provinciale di Gorizia, che vi avevamo già segnalato.
Avremo modo di tornare in maniera più dettagliata sull'iniziativa, a cui hanno partecipato i delegati dei rettori dei due atenei presenti a Gorizia, Pascolini e Gabassi, nonché l'assessore provinciale Salomoni (Pd) e quello comunale Devetag (Pdl) a testimoniare la volontà del Pd di portare anche il centrodestra ad esprimersi (ed agire) sul tema università. Il presidente del Consorzio Universitario, Niccolò Fornasir, ha illustrato sia i vari problemi che i poli universitari isontini devono affrotnare, sia il lavoro del Consorzio in questi anni e le prospettive che si aprono per il futuro.
L'iniziativa, organizzata dal Circolo comunale del Pd (il segretario Giuseppe Cingolani ha introdotto l'incontro e spiegatone il senso all'interno dell'importante attenzione che il Pd locale attribuisce all'università come volano di sviluppo) in collaborazione con il Circolo Camillo Medeot (per esso ha portato i saluti il presidente Carlo Rojic), ha goduto della presenza di Claudio Cressati, docente universitario e ex assessore comunale alla Cultura e Università, che ha moderato l'incontro e ne ha sintetizzato le conclusioni.Nel dibattito che è seguito, hanno avuto modo di intervenire alcuni studenti universitari e il consigliere provinciale monfalconese Fabio Del Bello: un fatto che sottolinea come l'università sia patrimonio (e questione) che interessa l'intero territorio provinciale.
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martedì 13 gennaio 2009
Il futuro dell'università a Gorizia
Un incontro pubblico per discutere di università, e in particolare del futuro della vocazione universitaria della città di Gorizia all'interno del sistema universitario regionale.
L'incontro, organizzato dal Circolo Pd di Gorizia con la collaborazione del Circolo "Camillo Medeot", si terrà:
giovedì 15 gennaio
ore 18.00
presso la Sala del Consiglio Provinciale
Palazzo della Provincia, Gorizia
Corso Italia 55
"Gorizia nel sistema universitario regionale"
Interverranno:
Piergiorgio Gabassi direttore del Polo Didattico e Culturale di Gorizia – Università di Trieste
Mauro Pascolini, direttore del Centro Polifunzionale di Gorizia - Università di Udine
Nicolò Fornasir, presidente del Consorzio Universitario di Gorizia
Antonio Devetag, assessore Cultura e Università - Comune di Gorizia
Maurizio Salomoni, assessore Istruzione e Università - Provincia di Gorizia
L'incontro sarà moderato da Claudio Cressati, già assessore comunale alla Cultura e Università dal 2002 al 2007 durante il mandato Brancati.
Piergiorgio Gabassi direttore del Polo Didattico e Culturale di Gorizia – Università di Trieste
Mauro Pascolini, direttore del Centro Polifunzionale di Gorizia - Università di Udine
Nicolò Fornasir, presidente del Consorzio Universitario di Gorizia
Antonio Devetag, assessore Cultura e Università - Comune di Gorizia
Maurizio Salomoni, assessore Istruzione e Università - Provincia di Gorizia
L'incontro sarà moderato da Claudio Cressati, già assessore comunale alla Cultura e Università dal 2002 al 2007 durante il mandato Brancati.
giovedì 8 gennaio 2009
Tavola rotonda sull'università a Gorizia
Ci spiace informare che l'assemblea che si sarebbe dovuta tenere domani mattina è stata annullata per motivi di salute di uno dei relatori invitati.
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Lunedì mattina si terrà nell'Aula magna del Polo universitario di Gorizia (Univ. di Trieste) di Via Alviano, una tavola rotonda, organizzata dai rappresentanti degli studenti di Scienze politiche, e aperta a tutta la cittadinanza.
Si discuterà dello stato del sistema accademico italiano, dei suoi mali e delle ricette per rilanciarlo in un'ottica di "Europa regione della conoscenza".
Interverranno:
FABIO MUSSI
già ministro dell'università e della ricerca 2006-2008
FRANCESCO PERONI
Rettore dell'Università di Trieste
ROBERTO SCARCIGLIA
preside della facoltà di Scienze politiche dell'Univ. di Trieste
GILIBERTO CAPANO
preside della Facoltà di Scienze politiche, Univ. di Bologna (da confermare)
PAOLO PRELAZZI
presidente del Consiglio degli Studenti, Università di Trieste
martedì 11 novembre 2008
Facoltà di dissentire!
Gli studenti universitari di Gorizia si sono ritrovati in piazza per una giornata di lezioni pubbliche all'aperto organizzate dai rappresentanti degli studenti con la collaborazione di numerosi docenti universitari. Tutti insieme nella protesta contro i tagli all'Università e alla ricerca.
Ore 14.00-15.00: Prof Roberto Scarciglia, Preside della Facoltà di Scienze Politiche di Trieste, “Come si elegge un Presidente americano”
La mattina le lezioni si sono tenute in Piazza S.Antonio, al pomeriggio nella Galleria di C.so Verdi. Il programma era il seguente:
Ore 9.00-10.00: Prof.ssa Teresa Tonchia, “L’immagine della Strega”
Ore 10.00-11.00: Prof Franco Goio, “La Nazione: realtà o immaginazione?”
Ore 11.00-12.00: Prof Cesare La Mantia, “Il dissenso e il culto della personalità nell’Urss”
Ore 12.00-13.00: Prof.ssa Paola Belli Schulze, “La prima guerra mondiale e la poesia tedesca”
Ore 10.00-11.00: Prof Franco Goio, “La Nazione: realtà o immaginazione?”
Ore 11.00-12.00: Prof Cesare La Mantia, “Il dissenso e il culto della personalità nell’Urss”
Ore 12.00-13.00: Prof.ssa Paola Belli Schulze, “La prima guerra mondiale e la poesia tedesca”
Ore 14.00-15.00: Prof Roberto Scarciglia, Preside della Facoltà di Scienze Politiche di Trieste, “Come si elegge un Presidente americano”
Ore 15.00-16.00: Prof Diego Abenante “L’Islam politico”
Ore 16.00-17.00: Prof Maurizio Scaini “La città islamica tra colonialismo ed esotismo: Tangeri nell’immaginario mitico dell’Occidente”
Ore 17.00-18.00: Prof Antonio Luigi Palmisano, “Il viaggio e l’antropologia”
Di seguito alcune foto.


martedì 22 luglio 2008
La finanziaria di Tremonti mette in crisi gli atenei
Assemblee negli atenei. E Veltroni scrive a studenti e professori
E’ allarme. Il mondo accademico si mobilita e contesta la manovra economica messa in piedi dal governo Berlusconi che impone notevoli tagli al sistema universitario, tagli che incideranno pesantemente e che metteranno a rischio il prossimo anno accademico. Da Roma a Firenze, dal Friuli all’Emilia Romagna, i 1,4 miliardi tolti al Fondo di funzionamento ordinario per i prossimi cinque anni smuoveranno il fior fiore dei professori universitari italiani pronti a dare battaglia contro il ministro dell’Economia Giulio Tremonti. Oltre ai tagli il ministro ha anche previsto la possibilità che le università si trasformino in fondazioni private. Altro aspetto interlocutorio è il blocco del turn over: cioè fino al 2011 ogni 10 docenti che smetteranno di insegnare ne saranno assunti solo due. Nel 2012 invece saranno 5 su 10. Se si tiene contro delle cifre fornite dal rapporto 2007 del Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario, significa in sostanza una riduzione di oltre 7.200 unità, pari al 12% del corpo insegnante.
Il rettore dell’Università La Sapienza di Roma, Renato Guarini, ha indetto un’assemblea generale sul decreto 112 cui ha preso parte tutta la comunità universitaria, e che alla fine ha portato all’approvazione di una mozione per la sospensione delle misure riguardanti l’università. Inoltre, come si legge in una nota della Sapienza, il decreto Tremonti limita l’inserimento dei giovani ricercatori nell’organico universitario.
L’allarme lanciato dal mondo universitario denuncia chiaramente come la manovra metta in crisi il sistema universitario italiano, il modello e la missione delle università. Guarini durante l’assemblea ha auspicato la sospensione del decreto legge 112, ma docenti e ricercatori sono pronti ad astenersi dagli incarichi aggiuntivi e ad attenersi al lavoro ordinario, mettendo così a repentaglio un terzo delle attività didattiche. In discussione, come aggiunge ancora Guarini a nome anche degli altri rettori italiani in collegamento con l’assemblea, non sono solo i tagli ma il fatto che siano indiscriminati, e che come al solito si ripercuoteranno contro gli studenti, quelli meno abbienti, visto che i fondi andranno cercati altrove con il conseguente aumento delle tasse.
Dall’assemblea è emersa la volontà di indire quindi una grande protesta di tutti gli atenei perché i tagli colpiscono tutte le università pubbliche.
“Una norma di occulta privatizzazione dell’Università – non esita a definirla Manuela Ghizzoni capogruppo del Pd della commissione Cultura della Camera - poco chiara nei contenuti che non risolve i problemi dell'università, ma rappresenta l'obiettivo dell'esecutivo di disimpegnarsi dalla missione costituzionale di sostenere l'istruzione e la formazione di grado superiore". Una manovra depressiva incapace di far crescere il Paese - ribadisce ancora la Ghizzoni - che interviene su scuola, università e tutto il sistema della conoscenza e della ricerca con la sola preoccupazione di tagliare"
La mobilitazione degli atenei italiani è stata quindi condivisa pienamente dal PD che, come annuncia la Ghizzoni, darà vita ad un tavolo permanente di confronto sull'università".
domenica 18 maggio 2008
Universitari delusi: "Gorizia non ci vuole"
Un gruppo di universitari che studiano a Gorizia, tra cui molti Giovani democratici, sono intervenuti sul dibattito scatenato dall'ordinanza anti-schiamazzi del sindaco di Gorizia, con una Lettera aperta alla città, pubblicata oggi sul Messaggero Veneto.
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Continua a far discutere l'ordinanza anti-schiamazzi decisa dal Comune.
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Continua a far discutere l'ordinanza anti-schiamazzi decisa dal Comune.
"La città corre il pericolo di perdere la comunità studentesca".
Universitari delusi: "Gorizia non ci vuole"
Lettera aperta alla città: perché chiudere i bar alle 24? La verità è che siamo sopportati
Gli universitari goriziani hanno scritto una lettera apertà alla città sulla questione dell'ordinanza antischiamazzi. La lettera è firmata dai rappresentanti degli studenti di Udine e Trieste, dal gruppo "Studenti in movimento" e dal gruppo "Univatma.it". "Intendiamo esprimere la nostra contrarietà e denunciare un grande pericolo - esordiscono - Si è convinti che i bar, quattro, siano luogo di ritrovo di masnade di briganti che usano la città come discarica all'aria aperta e si sostiene l'equazione "studente = vandalo", ma quello che noi vediamo e viviamo è, invece, una normale vita notturna studentesca e, semmai si dovessero essere verificati episodi eccessivi, non spetta certo ai gestori del bar controllarli. C'è una più che sufficiente presenza di forze dell'ordine atte a questo".
Gli universitari continuano affermando che "il decreto ci sembra esagerato rispetto all'entità del fatto: si tenta di spegnere una fiammella con un idrante. Invitiamo chiunque a poter dire che Gorizia sia una città chiassosa e sporca e che, per questo, sia necessario chiudere i bar a mezzanotte. Crediamo che queste misure colpiscano noi e il nostro tempo libero, ma anche, e soprattutto, l'economia cittadina. Non ci è mai sembrato di essere benvoluti da questa città e il decreto ne è la conferma".
Gli universitari goriziani hanno scritto una lettera apertà alla città sulla questione dell'ordinanza antischiamazzi. La lettera è firmata dai rappresentanti degli studenti di Udine e Trieste, dal gruppo "Studenti in movimento" e dal gruppo "Univatma.it". "Intendiamo esprimere la nostra contrarietà e denunciare un grande pericolo - esordiscono - Si è convinti che i bar, quattro, siano luogo di ritrovo di masnade di briganti che usano la città come discarica all'aria aperta e si sostiene l'equazione "studente = vandalo", ma quello che noi vediamo e viviamo è, invece, una normale vita notturna studentesca e, semmai si dovessero essere verificati episodi eccessivi, non spetta certo ai gestori del bar controllarli. C'è una più che sufficiente presenza di forze dell'ordine atte a questo".
Gli universitari continuano affermando che "il decreto ci sembra esagerato rispetto all'entità del fatto: si tenta di spegnere una fiammella con un idrante. Invitiamo chiunque a poter dire che Gorizia sia una città chiassosa e sporca e che, per questo, sia necessario chiudere i bar a mezzanotte. Crediamo che queste misure colpiscano noi e il nostro tempo libero, ma anche, e soprattutto, l'economia cittadina. Non ci è mai sembrato di essere benvoluti da questa città e il decreto ne è la conferma".
Gli studenti, dunque, mettono in dubbio che Gorizia voglia, di fatto, l'università. "L'ordinanza ci sembra, quindi, una misura squilibrata, perché agisce senza trovare una soluzione: chiudendo i locali in una zona è evidente che la vita notturna non si spegnerà, ma si sposterà solamente in altre zone della città. Chiuderanno allora anche gli altri locali, finché non ce ne sarà più uno aperto?"
Aggiungono anche: "A chiunque pensi che che le riunioni di giovani nei bar siano rumorose e incivili consigliamo di passare un qualunque giorno della settimana a Udine o a Trieste. Città straordinarie e civilissime. Udinesi e triestini certamente non sono sordi o non vedenti: accettano la vivacità degli studenti perché questi danno risalto e prestigio alla loro città. Invece temiamo che a Gorizia non ci sia un reale interesse a convivere con gli studenti universitari e che la nostra presenza sia vissuta come una costrizione, un obbligo". "Si delinea un pericolo chiaro: Gorizia rischia di perdere la comunità universitaria che, otlre a rappresentare un importante aspetto economico, mercato immobiliare, copisterie, librerie, ristoranti e appunto bar è, per sua natura, un valore aggiunto alla città".
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giovedì 15 maggio 2008
Dall'università di Trieste
Federico Nastasi, aderenti ai Giovani democratici, e già eletto rappresentante nel Consiglio di Facoltà di Scienze Politiche dell'ateneo triestino con la lista "Studenti in movimento" organizzata dagli studenti del Corso in Scienze internazionali e diplomatiche di Gorizia, è stato eletto martedì segretario del Consiglio degli Studenti.
Il CdS raggruppa i rappresentanti degli studenti in tutti i Consigli di facoltà, e negli organi maggiori (Senato accademico, Consiglio d'amministrazione, Consiglio d'amministrazione Erdisu).
Si tratta di un'importante risultato che permette anche un ruolo di spicco per uno studente goriziano.
Presidente del CdS è stato poi eletto Paolo Perazzi, studente della Facoltà di Medicina, della Lista di Sinistra (lista che, nel complesso, vede larga partecipazione dei Giovani democratici e che a Gorizia ha ottenuto più di 100 voti!). Vicepresidente un esponente della lista "Oltre" (espressione di CL).
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Le elezioni sono state purtroppo funestate da uno spiacevole episodio: Luca Marsi, espressione della lista indipendente "Autonomamente" e candidato anche lui allo stesso ruolo ottenuto da Nastasi, è stato oggetto di insulti omofobi che, comunque, sono stati stigmatizzati da tutti, rettore compreso. Un approfondimento lo trovate qui.
giovedì 3 aprile 2008
mercoledì 2 aprile 2008
Università e ricerca cresceranno con il Partito democratico
Il manifesto di professori, ricercatori e studenti
Alta formazione e ricerca per lo sviluppo economico e territoriale
Trovandosi al punto d'incrocio della ricerca, dell'istruzione e dell'innovazione, le università hanno in mano, sotto diversi aspetti, la chiave dell'economia e della società della conoscenza.
Queste parole, tratte da un documento della Commissione Europea del 2003, continuano ad esprimere efficacemente il ruolo dell’Università nella società contemporanea. Università vuol dire alta formazione, ricerca ma anche sviluppo economico e territoriale. Le politiche sull’università devono tenere conto di tutte e tre le missioni. Le università italiane sono molto differenti tra loro, per dimensione, per finanziamenti, per qualità scientifica e didattica. Non si devono creare università di serie A e di serie B, ma non si deve neppure livellare tutte verso il basso. Ogni ateneo deve progettare con serietà il suo futuro e il sistema nazionale deve incoraggiare e premiare chi fa meglio. Tutte le università chiedono giustamente di vederriconosciuti i risultati che hanno saputo raggiungere, in modo da poter realizzare le proprie aspettative di crescita. Hanno ragione e il PD garantisce il suo sostegno alle università che vorranno impegnarsi seriamente nella crescita della qualità in un quadro di stabilità e solidità finanziaria e di coesione del paese.Più istruzione per molti.
L’Università non è più soltanto la scuola d’élite per formare la classe dirigente del paese ma deve essere il luogo capace di formare la maggior parte dei cittadini dando loro gli strumenti culturali e professionali che li rendano capaci e consapevoli di vivere in una società della conoscenza la cui coesione è garantita da una maggiore equità sociale e di genere. Garantire formazione universitaria ad una quota maggiore di cittadini non deve implicare necessariamente rinunciare all’eccellenza.
Per raggiungere questo obbiettivo l’Università ha bisogno di un nuovo sistema di governo, adatto al suo nuovo duplice ruolo e coerente con l’autonomia che il sistema universitario ha e merita. Poche regole chiare, poca burocrazia, autonomia piena, trasparente e responsabile ed una rigorosa valutazione.Largo al merito e alla valutazioneLe università, al pari di altri settori strategici del nostro Paese, devono superare le logiche improprie che troppo spesso inquinano l’operato di chi vi lavora: nepotismo e clientelismo non possono avere cittadinanza nell’Università che vogliamo e di cui il Paese ha bisogno.
Perché l’Università torni ad essere il grande motore della mobilità sociale bisogna prima di tutto dare valore al merito in tutti i luoghi del sapere.
L’Università ha bisogno di strumenti in grado di evidenziare merito e qualità all’interno delle sue strutture: la valutazione è certamente il più importante. Valutare non significa punire ma significa permettere al sistema e agli atenei di evolvere continuamente verso risultati migliori.Aumentare i finanziamenti pubblici verso Università e Ricerca è un obbiettivo strategico soltanto se si rivedono i criteri di assegnazione delle risorse. Si deve aumentare la quota di risorse trasferita tramite valutazione, fino al 30% nel prossimo decennio. E’ la condizione per introdurre la cultura del merito in tutti gli aspetti della vita universitaria e della ricerca, dalla carriera dei docenti, alla forma di governo, ai percorsi di formazione dei docenti e dei ricercatori. E’ la condizione per affermare l’autonomia come responsabilità. E per riaprire l’università italiana al contributo di tutti gli studiosi del mondo.
La ricerca è un investimento strategico
L’Italia investe troppo poco in ricerca, la metà della media europea, un terzo della Germania. L’investimento in ricerca è un’emergenza nazionale perché la ricerca è la leva dello sviluppo. La ricerca deve essere di base e applicata, precompetitiva e industriale ma, nel sistema delle università e della ricerca pubblica, si deve lasciare spazio alla ricerca libera, cioè quella guidata dalla curiosità dei ricercatori, senza la quale la filiera ricerca-innovazione-sviluppo si paralizza e declina. Anche nella ricerca, largo al merito e alla valutazione. I finanziamenti alla ricerca devono avvenire all’interno di un quadro complessivo di investimenti pubblici e privati e la selezione dei progetti da finanziare deve essere subordinata a criteri chiari, trasparenti e coerenti con le prassi internazionali, come alcuni autorevoli scienziati italiani hanno recentemente chiesto con forza appellandosi al Presidente della Repubblica.
Investire nel capitale umanoUn’indispensabile “cura” per il sistema universitario è la valorizzazione del capitale umano, vera risorsa del nostro Paese.
Investire negli studenti più meritevoli, valorizzare il dottorato di ricerca quale massimo livello di formazione, rendere attraenti le carriere dei ricercatori rappresentano tre emergenze del nostro sistema.I
l reclutamento deve diventare serio, trasparente e allineato agli standard internazionali, non si può attendere oltre. Diminuire il precariato dei giovani significa reclutare in ruolo prima - professori a trent’anni - puntando sul potenziale che i giovani esprimono. Una valutazione periodica seria dei risultati ottenuti da ciascun professore costituirà lo strumento per percorsi di carriera regolati dal merito a qualunque età.Più EuropaL’Italia deve essere parte sempre più attiva del sistema europeo dell’alta formazione e della ricerca. Non deve continuare ad avere il primato del differenziale fra i giovani ricercatori esportati (tanti) e quelli importati (pochissimi), ma deve diventare un luogo appetibile dove svolgere ricerca. Questo si ottiene, oltre che adottando il merito come unico criterio di selezione, anche riducendo la burocrazia e investendo nelle infrastrutture di ricerca.
Inoltre tutti gli studenti universitari italia dovrebbero avere l’opportunità di svolgere almeno un semestre in un'altra università europea (Erasmus), anche per aumentare il senso di appartenenza all’Europa dei giovani e, in prospettiva,di tutti i cittadini.
Il Partito Democratico si impegni a promuovere una nuova stagione in cui Università e Ricerca si avvicinino ai cittadini e il dibattito sul loro futuro diventi un tema cruciale di interesse diffuso, a partire da chi vive e lavora dentro gli atenei. Sono molte le sedi, anche all’interno delle istituzioni universitarie, in cui si può portare il seme di queste idee. Solo se avranno cittadinanza piena, potremo sperare che l’Italia non si rassegni e riprenda a crescere anche in questo campo portando a compimento il processo europeo lanciato nel 2000 a Lisbona.
Primi firmatari (in ordine alfabetico): Roberto Battiston, Università di Perugia - Giliberto Capano, Università di Bologna - Claudio Costantino, Componente del CNSU e del CUN, Palermo - Francesco Esposto, Componente del CNSU, Brescia - Marzia Foroni, Studentessa universitaria - Manuela Ghizzoni, Deputato PD, Capogruppo PD VII Commissione Camera - Ignazio Marino, Senatore PD, Presidente Commissione Sanità Senato - Luciano Modica, Sottosegretario Ministero Università e Ricerca - Donato Montibello, Presidente nazionale della RUN - Rete Universitaria - Franco Pacini, Università di Firenze - Diego Piccoli, Componente del CNSU e del CUN, Roma - Andrea Ranieri, Responsabile Area Sapere PD - Marta Rapallini, Area Sapere PD - Giancarlo Schirru, Università di Cassino - Albertina Soliani, Senatrice PD, Capogruppo PD VII Commissione Senato - Giuseppe Tognon, Area Sapere PD, Responsabile università e ricerca - Antonio Vicino, Università di Siena
lunedì 18 febbraio 2008
Dichiarazione sull'università a Gorizia
Giovani Democratici
Coordinamento provinciale provvisorio di Gorizia
Coordinamento provinciale provvisorio di Gorizia
Dichiarazione di principio sull’università a Gorizia
Nell’ultimo quindicennio Gorizia è diventata sede distaccata dei due atenei regionali; per la città, lo stabilirsi delle due università con alcune migliaia di studenti, ha significato e significa ancora oggi importanti investimenti in infrastrutture, alloggi, servizi, nonché un rilevante indotto e una rinnovata vivacità culturale.
Nella penuria di risorse dei bilanci statali, e di fronte al rischio di un folle moltiplicarsi di minuscole sedi universitarie, il governo Prodi ha ritenuto di mettere un freno alla moltiplicazione delle sedi e al decentramento dei corsi. Ciò riteniamo che sia avvenuto dopo attente valutazioni e in risposta a fenomeni che stavano danneggiando il precario sistema universitario italiano.
pertanto chiediamo
che il Partito democratico isontino operi affinché
- Regione e Provincia si attivino per evitare in qualunque modo il depotenziamento della sede universitaria di Gorizia
- dopo una fase di importanti investimenti in strutture, si focalizzino gli investimenti sulla didattica e sul rafforzamento del corpo docente;
- la Regione valorizzi la specificità dei corsi di laurea di Gorizia, promuovendo l’ulteriore stabilirsi in città di un Dipartimento dell’Università di Trieste, dopo l’avvenuta costituzione di un dipartimento dell’ateneo udinese;
- a livello provinciale si valuti se, a fronte di un orientamento nazionale restio a favorire le sedi universitarie di ridottissime dimensioni, non sia opportuno, di fronte al rischio di perderle a beneficio di Trieste o Udine, chiedere il concentramento a Gorizia delle due altri sedi universitarie: Cormòns (viticoltura-enologia) e la prossima sede di Ronchi (ingegneria aeronautica);
- ci si attivi per realizzare le maggiori possibili sinergie con l’Università di Nova Gorica nell’utilizzo delle strutture universitarie e dei servizi per gli studenti, e che ci si impegni per favorire ulteriori insediamenti della stessa università slovena nel territorio del Comune di Gorizia;
- la Regione, la Provincia, il Comune, i rappresentati in Parlamento, si impegnino per favorire l’insediamento sul territorio provinciale di strutture di ricerca scientifica.
I Giovani del PD della Provincia di Gorizia
15 febbraio 2008
venerdì 15 febbraio 2008
Alcune ulteriori proposte su Erdisu e accesso al lavoro

1. Accesso al lavoro e alle professioni
Riteniamo compito del Partito democratico favorire l’accesso dei giovani al mondo del lavoro e alle libere professioni, eliminando quei fattori che impediscono lo sprigionarsi delle forze più attive della società.
Riteniamo necessario migliorare inoltre i servizi online di recruitment e di cercalavoro oggi offerti da diversi enti regionali (IAL, Province, ...) in maniera separata e non coordinata, che producono uno spezzettamento dell’offerta lavorativa: queste banche dati vanno messe in rete in modo da ampliare e migliorare il mercato di offerta-domanda di lavoro.
2. ERDISU
La divisione dell’Ente regionale per il Diritto allo Studio Universitario è inutile e dannosa, in particolare per le sedi distaccate di Gorizia dei due atenei regionali che subiscono le rivalità tra le due università. Riteniamo vada recuperato, nel programma di Intesa Democratica, l’originaria proposta di fondere i due ERDISU in un’unica struttura regionale.
Pensiamo infatti che i risparmi così ottenuti e il migliore sfruttamento delle risorse umane e finanzarie permetterebbe anche di aprire sportelli temporanei Erdisu a Gorizia nel periodo autunnale quando si concentra la principale attività di queste strutture, evitando così agli studenti di doversi recare a Trieste o Udine.
In particolare, pensiamo vada valutata la possibilità di attivare lo sportello Erdisu presso l’URP multiente già attivo e che ad esempio già distribuisce la Carta Studenti GoUnicardGo.
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