mercoledì 24 dicembre 2008

Assemblea nazionale a Roma


Sabato scorso a Roma al Teatro Capranica si è tenuta la prima Assemblea nazionale dei Giovani Democratici.

Il segretario nazionale eletto lo scorso 21 novembre, Fausto Raciti (foto in alto), nel suo discorso ha sottolineato la nostra scelta di impegno politico, che va quindi contro ogni forma di antipolitica. Da questo è passato a parlare della nostra generazione, del diritto alla speranza che ci è stato negato da chi è cresciuto nella generazione dei diritti senza responsabilità e che dobbiamo riprenderci. Un riscatto è possibile tramite la politica e le politiche, attraverso la consapevolezza che diritti e responsabilità siano due facce della stessa medaglia, consapevolezza che permetta, dunque, di garantire l'interesse collettivo. Per far questo è anche necessario guardare a noi stessi con umiltà, autonomia e severità. Altro punto fondamentale evidenziato dal Segretario è quello del territorio, la nostra sfida più grande: il nostro scopo non sarà di creare una somma di circoli, ma ideare un progetto di sviluppo che dia anche a livello locale la capacità di elaborare proposte politiche autonome.
Il segretario nazionale Walter Veltroni ha sottolineato la necessità di un ciclo riformista basata su: 1-lotta alla precarietà attraverso un cambiamento nel sistema di ammortizzatori sociali, 2-scuola: no a tagli ma razionalizzazione e riorganizzazione attraverso due metodi, valutazione e autonomia (intesa come fiducia nei ragazzi che devono diventare soggetti del loro processo formativo attraverso la facoltà di scegliere il loro percorso di studio)



Nasce "Uguaglianze"

Nasce l'associazione del Pd per favorire e promuovere la partecipazione degli immigrati

UGUAGLIANZE è un forum tematico del Partito Democratico, aperto al contributo di donne e uomini che vogliono impegnarsi per la crescita di una società interetnica ed interculturale.

dal sito del Partito democratico



mercoledì 17 dicembre 2008

Assemblea nazionale sabato a Roma

L'Assemblea nazionale dei Giovani Democratici si riunirà per la prima volta sabato a Roma.

L'appuntamento per i 1000 delegati eletti in tutta Italia è alle 10.30 al Teatro Capranica. L'assise è stata convocata dal Comitato Promotore Nazionale. Nell'occasione, saranno probabilmente indette le date di riunione delle Assemblee regionale che, quindi, si riuniranno dopo la pausa natalizia.

Il lancio del movimento giovanile del Pd, che sarà guidato da Fausto Raciti, eletto direttamente con le primarie del 21 novembre scorso, avviene in un momento molto difficile per il Partito democratico che, nelle intenzioni del suo segretario nazionale Walter Veltroni, deve puntare proprio al rinnovamento generazionale per rilanciare la propria azione. Anche altri dirigenti di spicco del Pd pongono l'accento sulla necessità dell'innovazione del gruppo dirigente, a tutti i livelli.

Largo ai giovani, dunque.


La crisi con gli occhi di un adolescente

Gli articoli sono tratti da un progetto di RepubblicaSCUOLA
Tutti gli articoli sono su: http://scuola.repubblica.it/?ref=hphead

Per papà un Natale da cassintegrato
E' buio, quando papà rientra a casa. Ha un'aria strana, forse è stanco o infreddolito. Si avvicina, ci dà un bacio sulla fronte come al solito e va in cucina da mamma. Io e mio fratello continuiamo ad addobbare l'albero, mio fratello un po' si stufa, perché dice che è sempre lo stesso da molti anni. Mamma allora, per accontentarlo, ha comprato cinque decorazioni nuove in quei negozietti da 50 centesimi, ma a lui non bastano, è un periodo nero, non gli va mai bene niente, non gli vanno bene i vestiti che ci hanno regalato delle amiche di mamma dei loro figli più grandi di noi, non gli va bene mangiare verdure per secondo, non gli va bene non avere il telefonino o la play station di ultima generazione, insomma è incontentabile! Mamma dice che è l'età e bisogna capirlo.
[...] Distrattamente guardo in cucina e vedo papà che si mantiene la fronte, ma anche mamma ha un'aria strana, direi preoccupata. Allora furtivamente ascolto cosa stanno dicendo, ora capisco : papà sarà in cassa integrazione dalla prossima settimana, perché, a causa della crisi economica, non c'è richiesta di lavoro.
continua...

Assemblea regionale

Sono stati convalidati gli eletti nell'Assemblea regionale dei Giovani Democratici. Sono 27 divisi per provincia come segue:


Trieste
Eloisa Cignatta
Nicola Furlani
Valentina Manin
Max Aicardi
Melissa Ciancio
Luca Bressan


Gorizia
Federico Nastasi
Chiara Gobbo
Andrea Passoni
Valentina Buran
Beatrice Defacio


Udine
Miguel Velasco
Eleonora Meloni
Rudi Buset
Andrea Gos
Fiammetta Montanari
Sonia Serafini
Erika Clocchiatti
Alessandro Venanzi
Elisa De Sabbata
Marco Gargari


Pordenone
Alessandro Bagnariol
Daniele Passone
Francesca Cazorzi
Matteo Loro
Piera Pasut
Giada Francescut

giovedì 11 dicembre 2008

Assemblea nazionale

Dovrebbe tenersi il prossimo 20 dicembre la prima Assemblea nazionale dei Giovani Democratici, secondo quanto riportato dal sito nazionale giovanidemocratici.org.



sabato 6 dicembre 2008

Niente più contributi per i ragazzi del Servizio Civile

Il decreto 185 prevede che da gennaio 2009 lo Stato non versi più i contributi previdenziali per chi fa servizio civile: dovrà eventualmente versarli da sè. Inoltre, il fondo nazionale cala dai 299 milioni del 2008 stanziati dal governo Prodi a appena 171 milioni.

Chi sceglie di dare alcuni mesi della propria vita per la collettività attraverso il Servizio Civile volontario, non si vedrà più versare dallo Stato i contributi previdenziali: lo prevede il decreto 185 approvato dal Governo Berlusconi.
Secondo quanto affermato dal sottosegretario Giovanardi (leggi qui) ciò si è reso necessario perché i contributi gravavano sul fondo nazionale del Servizio Civile decurtandolo di circa un terzo ogni anno. Vero, ma va fatto notare che il Governo non ha minimamente pensato di incrementare il fondo. Inoltre, l'eliminazione dei contributi non favorirà gli enti e le associazioni che si avvalgono di questa forma di volontariato, in quanto il governo ha comunque ridotto da 299 a 171 milioni di euro il fondo nazionale per il Servizio civile.
Si grava dunque, ancora una volta, sui più giovani, sulle nuove generazioni che dovranno di tasca propria, se vorranno e soprattutto se potranno, riscattare gli 8 mesi di contribuzione al momento del pensionamento.

mercoledì 3 dicembre 2008

Firme contro il decreto Gelmini

Ringraziamo Luca Tringali del Liceo scientifico "Duca degli Abruzzi" per averci segnalato l'iniziativa che diversi studenti goriziani hanno avviato lo scorso fine settimana nell'ambito di un coordinamento delle proteste avviate da diversi istituti della città.

La raccolta di firme informale è stata avviata sulla base di un documento preparato da studenti triestini (il documento è scaricabile QUI) a cui si sono associatigli studenti goriziani.

Potete seguire le iniziative promosse sul sito:





sabato 29 novembre 2008

L'Onda degli studenti di nuovo in piazza



Scuola, torna in piazza la protesta: diecimila in piazza contro la riforma
Studenti di superiori e università, insegnanti, genitori, tanti bambini e ragazzi, esponenti di partiti della sinistra e dei sindacati sono ancora una volta scesi in strada per chiedere al governo di fare marcia indietro.

"Noi non ci stiamo": si può raccogliere in questa affermazione, scritta su tanti striscioni e cartelli, il senso della manifestazione di protesta dell'Onda anomala contro la riforma Gelmini che si è tenuta nel pomeriggio a Milano. Studenti di superiori e università, insegnanti, genitori, tanti bambini e ragazzi, esponenti di partiti della sinistra e dei sindacati sono ancora una volta scesi in strada per chiedere al governo di fare marcia indietro
. [continua...]






venerdì 28 novembre 2008

Comunicazione sulla presentazione ricorsi

Il collegio dei garanti regionale ha deliberato che eventuali ricorsi riguardanti le elezioni primarie dello scorso Venerdì 21 Novembre dovranno pervenire entro e non oltre il giorno Venerdì 5 Dicembre.

Tali ricorsi, per la provincia di Gorizia, possono essere inviati all'indirizzo giovanipdgorizia@gmail.com oppure ai membri del collegio dei garanti, composto da Matej Iscra, Luca Corolli, Luca Dovigo, Michela Cicismondo e Marco Rossi.

martedì 25 novembre 2008

Sicurezza scuole: è scontro

Sulla sicurezza degli edifici scolastici italiani è scontro tra la maggioranza e il Pd.


"Il governo ha tagliato 23 milioni sui 100 destinati all'edilizia scolastica, e la tragedia di Rivoli dimostra che non si possono fare certi tagli". Manuela Ghizzoni e Mariangela Bastico, parlamentari del Pd, accendono la miccia. Si infiamma lo scontro tra opposizione e governo sull'incidente che ieri l'altro ha ucciso Vito Scafidi nel liceo Darwin. "Non è stata fatalità - rincara la dose Di Pietro - ma miopia politica". Il leader dell'Italia dei Valori attacca Berlusconi dopo la dichiarazione del premier che addebita la tragedia di Rivoli ad una fatalità inevitabile. E gli fa eco il vicesegretario del Pd Dario Franceschini che polemizza: "C'è una responsabilità politica, non sull'incidente in sé, ma sul fatto di aver tagliato risorse alla scuola".

lunedì 24 novembre 2008

Raciti segretario nazionale dei GD

Si sono concluse a livello nazionale le operazioni di scrutinio delle primarie dei Giovani democratici. Ad essere eletto segretario nazionale è stato infatti FAUSTO RACITI, che ha ottenuto il 72% dei voti (il 12% a Giulia Innocenzi, l'8% a Dario Marini e il 7% a Salvatore Bruno).
Hanno partecipato alle primarie ben 121.623 ragazzi e ragazze tra i 14 e i 29 anni in tutta Italia.

A metà dello scrutinio il candidato del segretario Veltroni ottiene il 72% dei consensi, la sfidante Radicale non va oltre il 12%

Dal quotidiano nazionale Il Tempo

A metà dello scrutinio il candidato del segretario Veltroni ottiene il 72% dei consensi, la sfidante Radicale non va oltre il 12%
Raciti è il nuovo leader, ma Innocenzi denuncia brogli e irregolarità alle primarie

Nicola Imberti n.imberti@iltempo.it
Sono le 5 di pomeriggio quando le agenzie di stampa battono una dichiarazione di Pina Picierno, ministro ombra delle Politiche Giovanili con un passato da responsabile dei ragazzi della Margherita. «Auguri di buon lavoro a Fausto Raciti, il neosegretario dei giovani del Partito Democratico - commenta -, e un enorme grazie a tutti le ragazze ed i ragazzi che hanno voluto partecipare a quella che è stata una grande festa della democrazia».

In effetti, stando ai dati comunicati poche ore prima dal segretario Walter Veltroni, le primarie dei giovani democratici che si sono celebrate venerdì non sono andate malissimo: 121.623 votanti tra i 14 e 29 anni. Non tantissimi ma, sottolinea il leader del Pd, più dei francesi iscritti al partito socialista che hanno partecipato al ballottaggio tra Royal e Aubry (in realtà sono un po' meno ndr). C'è solo un piccolo particolare. Basta aprire il sito internet dedicato all'evento (http://primariegd.ilcannocchiale.it/) per sapere che le votazioni non sono ancora terminate. In gran parte della Lombardia, ad esempio, i seggi sono aperti. Così perlomeno è scritto. Di dati ufficiali, poi, neanche l'ombra. Eppure nelle stanze del potere, quelle abitate presumibilmente dal ministro ombra Picierno, c'è già un vincitore. Perché? Basta guardare il curriculum del ventiquattrenne Raciti. Nel 2007 è diventato segretario nazionale della Sinistra giovanile (i giovani ex Ds) e, alle primarie che incoronarono Walter, è stato eletto membro dell'Assemblea costituente del Pd nella lista «Con Veltroni, ambiente, innovazione, lavoro». Insomma Raciti non è uno qualunque. Le trattative di Palazzo avevano già da tempo affidato a lui la poltrona di leader. Ma, come accaduto a Veltroni, c'era bisogno dell'investitura popolare. E così è stato. Salvo che, all'ultimo minuto, è spuntata dal nulla Giulia Innocenzi. Giovane, carina e radicale (lavora per l'Associazione Luca Coscioni), ha cominciato a insidiare il trono di Raciti. Solo virtualmente, però. Il segreto dell'urna, infatti, non ha tradito il prescelto. Anche grazie a qualche piccolo «aiutino». Già giovedì, infatti, alcuni giovani palermitani avevano denunciato anomalie nello svolgimento della consultazione: un solo seggio a Palermo contro i 42 dei comuni della Provincia, nessuna regola certa per la composizione dei seggi e la nomina degli scrutatori, poca pubblicità dell'evento. Il tutto, spiegavano i denuncianti, per «rafforzare le "posizioni" di alcuni gruppi a scapito di chi è più radicato in città». Ieri, a questa prima denuncia, se ne sono aggiunte altre che Giulia Innocenzi ha raccolto sul proprio blog. Così, ad esempio, si scopre che in Trentino Alto Adige non c'erano seggi (anche il sito delle primarie non li indica) ma qualcuno è riuscito a votare ugualmente. A Roma, nel V municipio, l'unico scrutatore, un candidato regionale, invitava tutti a scrivere il nome di Raciti. Qualcuno, a Massa, è riuscito a votare telefonicamente. Mentre un po' dovunque (a Pescara, Roma, Napoli) i seggi indicati erano chiusi o inesistenti. A Nizza Monferrato sono stati i candidati stessi a fare da scrutatori invitando, ovviamente, a votare Raciti. E che dire poi delle urne aperte, del voto palese davanti al presidente di seggio, dei documenti non richiesti e della possibilità di votare più volte in seggi diversi, dell'euro (obbligatorio da versare) che non veniva nemmeno richiesto perché tanto «paga il partito»? Insomma, per dirla con i ragazzi, si è trattato di elezioni false. Poco male, alle 20, una nota ufficiale del partito informa che, a metà scrutinio, Raciti ha raggiunto il 72%, Giulia Innocenzi è ferma al 12%, Dario Marini 8% e Salvatore Bruno 7%. A Monza, in piazza Roma si continuerà comunque a votare fino alle 23.

23/11/2008

sabato 22 novembre 2008

Grazie di cuore, cari amici

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Federico Vidic sulla giornata di ieri.

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Grazie di cuore, cari amici.
Per avermi dato l’opportunità di assistere, seppure da lontano, alla distruzione di un progetto a cui ho dedicato, con serietà e passione, anni della mia vita.
Grazie per aver tradito, in un solo giorno, il clima di apertura e fiducia che con tanta fatica e sincero sforzo avevamo cercato di costruire con un lungo lavoro.
Grazie per aver insegnato, anche a ragazzi ancora minorenni, che non conta solo il fine, ma anche i mezzi con cui lo persegui.
Grazie per aver abusato della falsa democrazia delle cosiddette “primarie”, una corsa al voto fine a se stessa, priva di chiarezza, valori, programmi. Un esercizio organizzativo, un voto non “libero” perché l’opinione pubblica non era informata e perché vi ha partecipato gente che non aveva idea di che cosa fossero i Giovani Democratici, portata per mano nei seggi dicendole “come e cosa” doveva votare. Un voto viziato da pesanti irregolarità (mancano firme, carte, riscontri, c’erano volantini di candidati dentro le cabine!), tutte a senso unico e attuate con il sostegno e il concorso dei soliti “apparati”. Un voto a cui hanno partecipato anche persone pubblicamente contrarie al Pd, ma che hanno fatto un “favore” all’amico di turno. Un voto diseducativo, in sintesi, che proprio nei suoi piccoli numeri ha tolto ogni speranza in chi voleva ancora credere che il “movimento giovanile” fosse uno strumento, limitato sì, ma per cambiare il mondo e i suoi aspetti deteriori.
Grazie, infine, per aver umiliato la provincia di Gorizia, l’unico territorio a livello regionale e nazionale in cui il 40% dei suoi rappresentanti in Regione non abita e risiede nel territorio, non ne conosce realtà e difficoltà, non sa il nome dei paesi, il colore della laguna, delle viti del Collio, delle pietre del Carso. La segretezza con cui sono state preparate le candidature è indice dell’“operazione” messa in piedi. La presenza degli universitari fuori sede, anziché essere valorizzata in sinergia con i giovani isontini, è stata usata come “clava” e ha scavato un solco di diffidenza e timore difficilmente colmabile. Gorizia di nuovo ridotta a colonia.
Ringrazio in particolare chi, avendo incarichi delicati e importanti dentro il Partito, e ormai avviato verso un “professionismo della politica” lontano anni-luce dalle aspettative dei giovani e della società, ha organizzato con cura la presa del “potere” approfittando dell’assenza di chi – conoscendo da quasi 10 anni vizi e trucchi del mestiere – era forse l’unico a poter sbarrare la strada all’operazione di sfascio a cui abbiamo assistito. Adesso rimarrà a regnare, solo, sulle macerie.
Mi permetto il “lusso” di intervenire dopo un lungo silenzio proprio perché – e nessuno può negarlo – all’idea di costruire nella provincia di Gorizia un gruppo di giovani preparati e attenti alla politica ho dedicato un numero lunghissimo di ore, serate, speranze, disillusioni.
Già prevedo l’ira di chi dirà “Si è approfittato della password che ha per scrivere a tutti dall’email ufficiale dei giovani”: Sì, lo confesso, colpevole. “Doveva stare zitto, così ci discredita tutti”: Sì, lo confesso, colpevole!
La distanza da Gorizia mi aiuta ad avere più chiara la situazione, e nessun timore per me stesso. Grazie a Dio ho avuto il dono della libertà, e di questa me ne servirò ancora, perché non ho nessuna ambizione o calcolo personale che mi impedisca di farlo.
Sono certo che i giovani validi ed onesti, che ho conosciuto in questi anni e che sono stati i veri protagonisti di questa spiacevole vicenda, da oggi saranno più forti, più consapevoli, più maturi. Il cammino verso il bene comune che passa per la “politica” è irto di ostacoli, talvolta si cade, ma rialzarsi è ancora più bello. Perché ciò che conta è lavorare insieme, tutti i giorni, non solo il giorno delle primarie, condividendo fatica, entusiasmo, speranze. Perché lo faremo insieme.

Grazie per la vostra attenzione.

Federico Vidic

Primarie: ecco i risultati ufficiosi di Gorizia

Eccovi i risultati ufficiosi delle primarie dei Giovani Democratici avuti nella provincia di Gorizia:

Segretario nazionale:
1) Fausto Raciti 47
2) Salvatore Bruno 25
3) Giulia Innocenzi 20
4) Dario Marini 5

Assemblea nazionale:
1) Emi Bertoli 57 (eletta)
2) Michele Di Lorenzo 50 (eletto)
3) Giulia Trevisan 31 (eletta)
4) Francesco Cristin 30

Assemblea regionale:
1) Guglielmo Federico Nastasi 47 (eletto)
2) Chiara Gobbo 31 (eletta)
3) Andrea Passoni 22 (eletto)
4) Beatrice Defacio 24 (eletta)
5) Carlo Andrea Rojic 16 (eletto)
6) Valentina Buran 16
7) Stefano De Fabris 10
8) Chiara Dall'Osto 15


Questi risultati saranno comunque ufficializzati dopo l'esaminazione di un ricorso che è stato annunciato in fase di verifica della regolarità del voto a Gorizia, per l'incompletezza delle schede relative ai votanti di numerosi seggi.

venerdì 21 novembre 2008

Il giorno è arrivato: oggi si vota!

Carissimi/e tutti/e,
il giorno delle primarie dei Giovani Democratici è finalmente arrivato! Come ormai ben saprete, su tutto il territorio nazionale, e dunque anche nella provincia di Gorizia, avremo le primarie con le quali verranno eletti il coordinatore nazionale, l'assemblea nazionale e l'assemblea regionale.

I seggi sul territorio provinciale saranno i seguenti:

Gorizia: via Locchi 9 dalle 9:00 alle 23:00
Gorizia: gazebo in corso Italia (a fianco alla Girandola) dalle 12:30 alle 19:00
Monfalcone: via Verdi 48, dalle 18:00 alle 22:00
Cormons: via Udine 5 dalle 15:00 alle 23:00
Gradisca: casa del popolo di Piazza Unità 14 dalle 19:00 alle 21:00
San Pier d'Isonzo: via Sauro 19 dalle 17:00 alle 19:00
San Canzian: piazza Santi Martiri 5 dalle 18:00 alle 20:30


Per votare si deve avere un'età compresa tra i 14 ed i 29 anni e ci si deve recare nel seggio più vicino alla propria residenza, oppure per gli studenti fuori sede presso uno dei due seggi di Gorizia fornendo un attestato di regolare iscrizione al corrente anno accademico (scaricabile e stampabile dal sistema informativo universitario) e per i lavoratori fuori sede fornendo un attestato di domicilio, nel seggio più prossimo al loro domicilio.


I candidati in lizza sono i seguenti:

COORDINATORE NAZIONALE:
Salvatore Bruno
Giulia Innocenzi
Dario Marini
Fausto Raciti

ASSEMBLEA NAZIONALE (saranno eletti 3 delegati):
Maschi: Francesco Cristin, Michele Di Lorenzo
Femmine: Emi Bertoli, Giulia Trevisan

ASSEMBLEA REGIONALE (saranno eletti 5 delegati):
Maschi: Stefano de Fabris, Guglielmo Federico Nastasi, Andrea Passoni, Carlo Andrea Rojic
Femmine: Valentina Buran, Chiara Dall'Osto, Beatrice Defacio, Chiara Gobbo


Su questo blog potete inoltre trovare le dichiarazioni di intenti di alcuni dei candidati, ovvero (nell'ordine in cui sono pervenute) Guglielmo Federico Nastasi, Carlo Andrea Rojic (candidati entrambi all'assemblea regionale), Giulia Trevisan e Francesco Cristin (candidati all'assemblea nazionale). Se non le aveste già lette, potete trovarle tra i post precedenti.


Buon voto a tutti quanti!

Luca Corolli
Coordinatore dei Giovani Democratici della Provincia di Gorizia

giovedì 20 novembre 2008

Le primarie dei GD

Pd, venerdì le primarie dei giovani
da Il Messaggero del 16 novembre 2008
C’è attesa anche nell’Isontino per le primarie che eleggeranno, venerdì prossimo, l’assemblea regionale e quella nazionale dei Giovani democratici e il segretario nazionale. A presentare il voto in provincia di Gorizia sono stati ieri Luca Corolli e Marco Rossi, in rappresentanza degli stessi giovani, e il segretario provinciale del Partito democratico, Omar Greco. «È vero – ha detto Corolli –, siamo la generazione dell’Erasmus e, proprio per questo, abbiamo una visione aperta della società, una visione europea che va oltre i confini del proprio territorio di appartenenza. E possiamo anche fare dei confronti fra l’Italia e gli altri paesi stranieri, confronti che ci portano a dire un no deciso ai tagli proposti dalla riforma scolastica e universitaria dell’attuale governo. Non c’è bisogno di tagli perché già oggi, nel nostro paese, la situazione è al limite perché si investe troppo poco rispetto agli altri Stati. Noi giovani vogliamo contribuire a creare la società del futuro e le primarie di venerdì rappresentano una grande occasione in questo senso». È poi intervenuto Omar Greco che ha auspicato «un rinnovamento della classe politica italiana, visto che in questo senso siamo un paese gerontocratico. C’è stata una grande effervescenza in questo periodo nel mondo giovanile, generata dalle riforme scolastiche, un’effervescenza che, ci auguriamo possa avere effetti positivi sulle scelte future». Elena Mazza del Sid dell’Università di Trieste a Gorizia ha parlato delle iniziative di protesta degli ultimi giorni ricordando che «sono state iniziative spontanee e non politiche». Concetto ripreso anche da Marco Rossi: «Ci batteremo comunque in tutte le sedi perché questi tagli vengano revocati e le primarie dei Giovani democratici rappresentano un momento importante anche in questo senso, un momento per consentire ai giovani di riappropriarsi del proprio futuro e investire sulla propria formazione». Le primarie che faranno nascere ufficialmente i Giovani democratici si svolgeranno, come detto, venerdì. Si potrà votare nei sette seggi dislocati nell’Isontino e per la precisione a Gorizia, dove ce ne saranno due, uno nella sede del Pd, in via Locchi e l’altro in un gazebo in corso Italia, mentre in tutti gli altri comuni, Monfalcone, Cormòns, San Pier d’Isonzo e San Canzian, si voterà nella sede del Pd, tranne che a Gradisca, dove il seggio sarà allestito nella Casa del popolo.
(p.a.)

Bruno a Gorizia auspica democrazia vera

Mercoledì 21 Novembre è stato a Gorizia a presentare la propria candidatura ai giovani elettori delle primarie, ed anche a qualche non giovane curioso, Salvatore Bruno.

Il candidato segretario nazionale dei Giovani Democratici ha dapprima illustrato i punti fondamentali della propria candidatura, ovvero il radicamento territoriale dell'organizzazione giovanile, la necessità di dettare l'agenda politica al PD su alcuni temi fondamentali quali il lavoro, la scuola, l'Università ed i diritti civili, e soprattutto la necessità di avere all'interno del partito la presenza di molti giovani liberi e con spirito critico, in quanto ritiene che solo così la giovanile sarà veramente autonoma. La discussione è poi proseguita liberamente parlando dei temi proposti dai giovani stessi, con un dibattito molto informale e che ha lasciato i giovani presenti molto soddisfatti dell'incontro.

Bruno si è rammaricato del fatto che a Gorizia, come in altri posti d'Italia, al suo arrivo siano successi strani episodi di boicottaggio da parte dei sostenitori di Fausto Raciti, i quali hanno disertato l'incontro con lui. Egli aggiunge che, nonostante questo, è rimasto molto soddisfatto dell'incontro fatto a Gorizia in quanto ha avuto l'occasione di incontrare i veri giovani democratici, che sono coloro i quali - a suo avviso - si confrontano sui temi e non scappano alla telefonata di questo o quel dirigente.

Prima della sua partenza per concludere la propria campagna elettorale, Salvatore Bruno ha voluto lanciare l'invito a votare i ragazzi che ha potuto conoscere e che ritiene che siano persone che pensano con la propria testa e che possono portare un contributo vero per il proprio territorio, vivendolo in prima persona, ovvero i candidati all'assemblea nazionale Francesco Cristin e Giulia Trevisan ed i candidati all'assemblea regionale Stefano de Fabris, Valentina Buran, Carlo Andrea Rojic e Chiara Dall'Osto.

Mi candido per i giovani, con i giovani

Un'ulteriore lettera di intenti ci è ora giunta dal candidato all'assemblea nazionale Francesco Cristin. Ve la proponiamo così come ricevuta:

Il 21 Novembre sarà un altro giorno storico, una giornata dove noi giovani siamo i protagonisti e otteniamo dei ruoli, che abbiamo tanto desiderato e richiesto nella vita quotidiana, per poterci esprimere liberamente. Si potrà votare per il segretario nazionale e per i delegati all’assemblea nazionale e regionale dei Giovani Democratici.
Io, Cristin Francesco, studente dell’Università di Udine, cittadino italiano, abitante di San Lorenzo Isontino, figlio di Paola Carrieri, nipote di Claudio Carrieri, ho tenuto un discorso anche con Walter Veltroni, mi candido all’assemblea nazionale per:

- rifiutare le imposizioni del ministro di turno su scuola ed Università, ma coinvolgere anche studenti e professori nei processi di riforma, in un esempio di vera democrazia, e creando un referendum contro la legge Gelmini portando delle modifiche fattibili per salvare l’istruzione.

- facilitare l’entrata dei giovani nel mondo del lavoro, poichè oggi per noi giovani è difficile trovare lavoro, senza lavoro non si può vivere e l’Italia non ha un futuro. Per risolvere questo problema bisogna assicurare la trasparenza dei concorsi pubblici, contro le logiche lobbystiche e accettare gli sviluppi che ogni giovane può portare nel mondo del lavoro.

- favorendo l’istruzione si può promuovere una cultura contro l’odio e la discriminazione, problemi attuali che ci indirizzano verso un futuro negativo e portano anche a una lunga serie di divisioni all’interno della società.


Questi punti e tanti altri saranno la mia bussola, io li difenderò con la forza, volontà e tanta passione.
Ascoltandovi sempre.


Francesco Cristin

mercoledì 19 novembre 2008

I candidati segretari nazionali

Stasera alle 20.45 presso la sede del Pd di Viale D'Annunzio a Gorizia, sarà possibile incontrarsi con Salvatore Bruno, candidato a segretario nazionale dei Giovani Democratici.


Di seguito, alcune notizie sui 4 candidati alla segreteria nazionale dei Giovani Democratici:



Salvatore Bruno

26 anni, toscano, iscrittosi ai Democratici di Sinistra nel 2005, ha poi fondato il circolo "J. Palach” con lo scopo dichiarato di avvicinare i coetanei alla politica. Ha aderito all'Associazione Nazionale Partigiani Italiani, di cui è componente del direttivo regionale. Ha partecipato attivamente alle primarie del 14 ottobre 2007 sostenendo convintamene la proposta politica e la candidatura di Rosy Bindi.






Giulia Innocenzi

24 anni, riminese, è studente alla LUISS a Roma. Collabora con l'Associazione Luca Coscioni ed ha lavorato per alcuni mesi a Bruxelles presso l'ufficio parlamentare di Pannella e Cappato al Parlamento europeo. Con l’Associazione Luca Coscioni, fra le varie iniziative, ha dato vita alla campagna di informazione sessuale, con distribuzione di preservativi e raccolta firme per abolire la ricetta della pillola del giorno dopo nelle università e nelle scuole.




Dario Marini

27 anni, bresciano, è allievo del CFP, il centro di formazione politica creato da Massimo Cacciari. Dal 2004 al 2006 è stato assistente parlamentare di un senatore dell'Ulivo e attualmente è specializzando all'Università Cattolica di Milano.







Fausto Raciti

24 anni, siciliano, ha iniziato il suo impegno civile nel movimento studentesco della sua città. Nel 2004 è stato eletto segretario nazionale del movimento Studenti di Sinistra e, nella primavera del 2007, a soli 22 anni, diventa segretario nazionale della Sinistra Giovanile.

Lettera dal confine

Riceviamo e pubblichiamo una lettera di presentazione, proveniente dalla candidata all'assemblea nazionale dei Giovani Democratici Giulia Trevisan.

Ciao, sono Giulia 
ed è dalla lontana Gorizia che vi porto la mia personale esperienza di aver vissuto in una città di confine, e, non solo di confine, ma di una città che era stata divisa in due
E ora, grazie all'entrata della Slovenia nell'Unione Europea e nell'area Shengen e dalla cancellazione dei confini, le due città sono diventate una sola
Quotidianamente mi reco a Nova Gorica dove mi sento pienamente integrata
Noi di Gorizia ce l'abbiamo fatta e dobbiamo ora, tutti quanti assieme, eliminare i confini non fisici che poniamo tra noi e chi consideriamo come "diverso". 

YES, WE CAN! 


Giulia Trevisan

martedì 18 novembre 2008

CANDIDATI / 2

Pubblichiamo l'elenco dei candidati per l'Assemblea nazionale dei Giovani Democratici.

BERTOLI EMI
CRISTIN FRANCESCO
DI LORENZO MICHELE
TREVISAN GIULIA

Nella provincia di Gorizia saranno eletti 3 delegati dell'Assemblea nazionale.

CANDIDATI / 1

Pubblichiamo l'elenco delle candidature pervenute per l'Assemblea regionale, in ordine rigorosamente alfabetico.

BURAN VALENTINA
DALL'OSTO CHIARA
DE FABRIS STEFANO
DEFACIO BEATRICE
GOBBO CHIARA
NASTASI FEDERICO
PASSONI ANDREA
ROJIC CARLO ANDREA

Nella provincia di Gorizia saranno eletti 5 delegati all'assemblea regionale.

Un invito al voto

Riceviamo e pubblichiamo un'altra lettera d'intenti di un altro candidato all'Assemblea regionale dei Giovani democratici, Carlo Andrea Rojic.

"Il mio maggior impegno sarà soprattutto focalizzato nel garantire ai giovani trasporti più sicuri contro le stragi dei fine settimana, anche per tranquillizzare un po’ di più le nostre famiglie. Il mio vuole essere un messaggio d’invito alla prudenza, una maggiore sicurezza stradale. Possiamo divertirci, vivere momenti felici di gioia senza rischiare la nostra vita e quella degli altri.

Le cause di queste stragi sulle strade sono dovute spesso all’abuso di sostanze alcoliche, magari al ritorno da serate trascorse in discoteca. Invito i ragazzi a non mettersi alla guida se prima non accertino il proprio stato di ebbrezza. All’esterno delle discoteche perché non riservare uno spazio alla sicurezza stradale con degli alcool test anche per evitare i problemi legati alle penalità che si incorre se si viene fermati dalla polizia. “Prevenire” è sempre meglio.

Il nuovo regime sanzionatorio è forte: 
Tasso alcolico fra 0,5 ed 1,5 gr/litro: fermo amministrativo dell'auto più multa;Tasso alcolico oltre 1,5 gr/lt: confisca dell'auto più multaGuida in stato di ebrezza o sotto effetto di droghe: arresto fino a 6 mesi, multe sino a 24.000 euro (se in tale stato si provocano incidenti stradali) con pene accessorie in caso di recidiva.Ci sembrano misure sacrosante; a chi si pone in quelle condizioni poco importa - lo dimostra la casistica delle cosiddette “stragi del sabato sera” - delle potenziali conseguenze a livello fisico e morale (soprattutto sui terzi coinvolti o sui passeggeri trasportati), ma forse prima di bere o assumere sostanze, ora si farà un pensierino sulla pesantezza delle multe e sul fermo o sulla confisca dell'auto. Se questo inducesse alla sobrietà (a turno) di uno o due componenti del Gruppo di amici in vista del rientro all'alba, sarebbe un gran bel risultato!

E perché non utilizzare un “discobus” che accompagni i ragazzi nelle più vicine discoteche?

Eventualmente si organizzeranno campagne informative a scuola, nei locali o in centri di aggregazione giovanili su questo tema che ritengo importante.

- Altro tema che vorrei trattare è quello di ridare in particolare alla città di Gorizia ma anche al territorio provinciale e regionale dei punti di aggregazione giovanile, contro le logiche di centri città - case di riposo. Tutti quei giovani che cercano di creare servizi per la città, aree di incontro, luoghi di confronto, hanno l'idea di un Comune che è ostile e pone paletti burocratici continui. Il Comune non è mai intervenuto a sostenere questi progetti, ad incoraggiare il loro sviluppo. Ma questi spazi possono essere tesori di aggregazione giovanile e cultura e per questo bisogna investirvi, sostenerli e promuoverli. Si dovrebbe istituire una carta giovani che permetta di usufruire della cultura, a cominciare da cinema, teatro, mostre d’arte, concerti, a prezzo agevolato finanziato dal Comune.

- Bisogna inoltre favorire spazi di aggregazione transfrontaliera promuovendo iniziative specifiche dove i giovani italiani e sloveni trovino uno spazio comune per il divertimento ed il dialogo oppure promuovendo luoghi di insegnamento della lingua italiana e/o slovena per inserire meglio anche dal punto di vista lavorativo futuro i nostri giovani su questo territorio."


Carlo Andrea Rojic

lunedì 17 novembre 2008

Non restare a guardare!

Riceviamo e pubblichiamo una lettera di invito al voto per le primarie dei Giovani Democratici da parte di Federico Nastasi


Partecipa, non restare a guardare
Il 21 novembre si eleggono gli organismi dei Giovani democratici, in Friuli Venezia Giulia e in tutta Italia. Sarà un'occasione per decidere che impronta dare all'organizzazione giovanile, e quindi anche al Partito Democratico. Sarà un'occasione per fare un censimento di quello che i ragazzi pensano e vogliono. Sarà un'iniziativa politica, adesso che si vuole far passare l'idea che apolitico è meglio. Io ho deciso di candidarmi e di non stare a lamentarmi di quello che Veltroni dovrebbe fare e non fa, perché credo che se il PD non si risolleva adesso sarà l'ennesima occasione sprecata. L'ho fatto per tre buone ragioni:
1. Perché credo nel ruolo della scuola e dell'università pubblica come momento centrale della formazione della personalità, la destra taglia i fondi alle scuole pubbliche “comincia a trascurarle, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private” scriveva Piero Calamandrei quasi sessant'anni fa, anticipando quello che oggi fa la Gelmini. Ecco, io credo che con tutti i difetti e i ritardi che ha la nostra istruzione pubblica, questa debba essere accompagnata e migliorata, e vada difesa da chi pensa di poter utilizzare il governo per favorire i suoi affari.
2. la seconda ragione, è perché credo che la presente classe politica, con difetti e privilegi, mostri tutti i segni della vecchiaia, e quindi anche una forma crescente di cecità. Non vede questioni urgenti per la generazione futura, la nostra. E' una questione generazionale, internet è immediato per un ragazzo che ha meno di 30anni, difficile per chi ne ha più di 50. La questione ambientale, che diventa emergenza, è questione generazionale noi ne pagheremo le conseguenze e dunque bisogna iniziare adesso, qui e ora, a costruire alternative sostenibili per il pianeta. L'Europa è una questione generazionale, è la polizza assicurativa sul nostro futuro, le porte chiuse che troviamo in Italia, si trasformano in possibilità in Europa. Il ricambio dei politici non è una cosa da urlare in piazza e basta, diventa bisogno davanti alle sfide che ci attendono e che dovremo affrontare da soli.
3. Sopratutto ci lamentiamo del PD, i limiti del partito democratico vanno affrontati, va affrontato il rapporto con il governo – dialogo non vuol dire silenzio- e vanno dette parole chiare su temi che sono nelle corde della sinistra italiana: vanno condannate le nuove forme di razzismo-risultato di un decennio delle politiche della paura della Lega-, bisogna affrontare il problema della collocazione europea, Pse oppure no, e non farne merce di scambio elettorale, va arricchito un dibattito culturale monotono. I nostri genitori hanno avuto la possibilità di sognare di poter cambiare il mondo, noi – un po' meno sognanti- abbiamo la concreta possibilità di farlo, oggi tutti gli equilibri internazionali sono cambiati. Gli USA di Obama devono ricostruirsi un posto nel mondo, altri paesi si fanno largo per ottenere le prime file, e l'Europa non deve restare a guardare: costruire il futuro è una necessità, se restiamo a guardare lo faranno altri per noi. Costruirsi un futuro a partire da un lavoro decente, diverso dalle nuove forme di sfruttamento, ottenuto per quello che hai fatto e non per chi ti ha raccomandato, questi credo siano i temi più urgenti della società attuale e parole d'ordine per chi voglia far parte di un processo di trasformazione e miglioramento.

Per questo vi chiedo di partecipare, di non restare a guardare e andare a votare nei seggi allestiti nella provincia venerdì 21.

Federico Nastasi

domenica 16 novembre 2008

La Rete si organizza


Dal movimento anti-gelmini alle scuse per un premier "imbarazzante"

Nel web si trova di tutto. La notizia che i grandi network tentano di nascondere, la voce che nessuno giornale vuole amplificare, la protesta che qualche governo non riesce proprio a digerire. Insomma nella sterminata terra virtuale si danno appuntamento le passioni reali e il risultato è sorprendente.
Per dire no alla 'controriforma' della scuola i cittadini del web si sono organizzati attraverso siti e blog per raccontare la loro protesta. Quella che li ha portati in piazza a manifestare contro un decreto sciagurato e umiliante, per la scuola e per gli studenti. Su internet si possono trovare centinaia di video girati in ogni angolo dello Stivale o migliaia di foto che hanno immortalato la protesta pacifica che ha invaso le piazze.

martedì 11 novembre 2008

Facoltà di dissentire!

Gli studenti universitari di Gorizia si sono ritrovati in piazza per una giornata di lezioni pubbliche all'aperto organizzate dai rappresentanti degli studenti con la collaborazione di numerosi docenti universitari. Tutti insieme nella protesta contro i tagli all'Università e alla ricerca.


La mattina le lezioni si sono tenute in Piazza S.Antonio, al pomeriggio nella Galleria di C.so Verdi. Il programma era il seguente:

Ore 9.00-10.00: Prof.ssa Teresa Tonchia, “L’immagine della Strega”
Ore 10.00-11.00: Prof Franco Goio, “
La Nazione: realtà o immaginazione?”
Ore 11.00-12.00: Prof Cesare La Mantia,
“Il dissenso e il culto della personalità nell’Urss”
Ore 12.00-13.00: Prof.ssa Paola Belli Schulze, “La prima guerra mondiale e la poesia tedesca”

Ore 14.00-15.00: Prof Roberto Scarciglia, Preside della Facoltà di Scienze Politiche di Trieste, “Come si elegge un Presidente americano”
Ore 15.00-16.00: Prof Diego Abenante “L’Islam politico
Ore 16.00-17.00: Prof Maurizio Scaini “La città islamica tra colonialismo ed esotismo: Tangeri nell’immaginario mitico dell’Occidente”
Ore 17.00-18.00: Prof Antonio Luigi Palmisano, “Il viaggio e l’antropologia”

Di seguito alcune foto.

lunedì 10 novembre 2008

Dove votare


L'UBICAZIONE DI TUTTI I SEGGI IN PROVINCIA DI GORIZIA


L'ubicazione precisa di tutti i seggi dove sarà possibile votare per le primarie dei Giovani Democratici con gli orari di apertura dei singoli seggi.
Ricordiamo che per votare è necessario contribuire CON 1 EURO!


GORIZIA
Sede provinciale del Pd - VIA LOCCHI, 9 - dalle 9.00 alle 23.00
Gazebo in Corso Italia - a partire dalle 12.30 (orario da precisare)

MONFALCONE
Sede del Partito democratico - VIA VERDI, 48 - dalle 18.00 alle 22.00

CORMONS
Sede del Partito democratico - VIA UDINE, 5 - dalle 15.00 alle 23.00

GRADISCA
Casa del Popolo - PIAZZA UNITA', 14 - dalle 19.00 alle 21.00

SAN PIER D'ISONZO
Sede del Partito democratico - VIA SAURO, 19 - dalle 17.00 alle 19.00

SAN CANZIAN D'ISONZO
Sede del Partito democratico - Piazza Santi Martiri, 5 - dalle 18.00 alle 20.30

Come si vota

Con queste primarie si eleggono il segretario nazionale dei Giovani Democratici (direttamente: puoi scegliere tra i 4 candidati), l'Assemblea nazionale e quella regionale.

Si vota con il sistema della doppia preferenza di genere: in pratica, per ciascuna delle due Assemblee, hai la possibilità di esprimere due preferenze, una ragazza e un ragazzo. Non ci sono liste, quindi, scrivi semplicemente il cognome delle persone che vuoi siano elette.
In sostanza, potendo votare due persone per assemblea (purché di genere diverso) e due Assemblee, puoi votare fino a quattro persone!

Saranno elette le persone che hanno ottenuto il maggior numero di preferenze, fermo restando il principio di parità di genere (ovvero saranno eletti metà ragazze e metà ragazzi).

Primarie dei Giovani Democratici il 21 novembre

Il 21 novembre nascono i Giovani Democratici.
Come? Con la partecipazione di tutti noi, che possiamo recarci nei seggi che saranno allestiti in tutta Italia e votare i nostri coetanei che si sono messi in gioco candidandosi a far parte dell'Assemblea regionale o di quella nazionale dei Giovani Democratici: sono questi organismi infatti che costituiranno il nucleo nascente dei Giovani Democratici, un movimento che, essendo alla nascita, ha infatti bisogno di darsi un minimo di organizzazione, diffondersi sul territorio nazionale. Ecco perché per prima cosa si è voluto creare questo momento di mobilitazione "dal basso" per eleggere un primo nucleo di ragazze e ragazzi.


L'Assemblea nazionale avrà il compito, una volta eletta, di decidere nome, simbolo e statuto dell'organizzazione, ma soprattutto si interfaccerà con il Partito democratico a livello nazionale. E visto che tanti giovani militanti democratici sono in prima linea nelle proteste per la difesa della scuola e dell'università pubbliche, possiamo immaginare che ci sarà anche tanto lavoro da fare "concreto". E speriamo sinceramente di riuscire a dare il nostro contributo per il rinnovamento della politica.


Le Assemblee regionali saranno invece organi molto operativi: essendo più piccole, potranno efficacemente prendere decisioni pratiche, avviare campagne politiche e aiutare le strutture già nate a livello provinciale.


Per saperne di più, scarica dal sito http://www.giovanidemocratici.org/ il Regolamento nazionale di queste primarie dei Giovani Democratici.

30 ottobre: la manifestazione a Gorizia

Anche a Gorizia lo scorso 30 ottobre una marea di studenti medi ha manifestato contro i tagli alla scuola pubblica. Con loro, decine di insegnanti, maestri elementari, genitori e bambini. Tutti insieme per difendere la scuola pubblica e il sistema della formazione dai tagli voluti dal governo di desta e dal ministro Gelmini.




Alcune foto della manifestazione studentesca del 30 ottobre (sopra), cui hanno partecipato diversi Giovani Democratici, in prima linea nell'organizzazione delle manifestazioni, e del sit in dello scorso venerdì 7 novembre davanti alla Provincia (sotto), conclusosi con un'Assemblea nella sala del Consiglio provinciale grazie al supporto del presidente della Provincia Gherghetta.

Il 25 ottobre dei Giovani Democratici


Anche un gruppo di ragazze e ragazzi dei Giovani Democratici di Gorizia è stato alla manifestazione nazionale del Pd al Circo Massimo a Roma lo scorso 25 ottobre. Alcune foto.












martedì 22 luglio 2008

La finanziaria di Tremonti mette in crisi gli atenei

Assemblee negli atenei. E Veltroni scrive a studenti e professori

E’ allarme. Il mondo accademico si mobilita e contesta la manovra economica messa in piedi dal governo Berlusconi che impone notevoli tagli al sistema universitario, tagli che incideranno pesantemente e che metteranno a rischio il prossimo anno accademico. Da Roma a Firenze, dal Friuli all’Emilia Romagna, i 1,4 miliardi tolti al Fondo di funzionamento ordinario per i prossimi cinque anni smuoveranno il fior fiore dei professori universitari italiani pronti a dare battaglia contro il ministro dell’Economia Giulio Tremonti. Oltre ai tagli il ministro ha anche previsto la possibilità che le università si trasformino in fondazioni private. Altro aspetto interlocutorio è il blocco del turn over: cioè fino al 2011 ogni 10 docenti che smetteranno di insegnare ne saranno assunti solo due. Nel 2012 invece saranno 5 su 10. Se si tiene contro delle cifre fornite dal rapporto 2007 del Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario, significa in sostanza una riduzione di oltre 7.200 unità, pari al 12% del corpo insegnante.
Il rettore dell’Università La Sapienza di Roma, Renato Guarini, ha indetto un’assemblea generale sul decreto 112 cui ha preso parte tutta la comunità universitaria, e che alla fine ha portato all’approvazione di una mozione per la sospensione delle misure riguardanti l’università. Inoltre, come si legge in una nota della Sapienza, il decreto Tremonti limita l’inserimento dei giovani ricercatori nell’organico universitario.
L’allarme lanciato dal mondo universitario denuncia chiaramente come la manovra metta in crisi il sistema universitario italiano, il modello e la missione delle università. Guarini durante l’assemblea ha auspicato la sospensione del decreto legge 112, ma docenti e ricercatori sono pronti ad astenersi dagli incarichi aggiuntivi e ad attenersi al lavoro ordinario, mettendo così a repentaglio un terzo delle attività didattiche. In discussione, come aggiunge ancora Guarini a nome anche degli altri rettori italiani in collegamento con l’assemblea, non sono solo i tagli ma il fatto che siano indiscriminati, e che come al solito si ripercuoteranno contro gli studenti, quelli meno abbienti, visto che i fondi andranno cercati altrove con il conseguente aumento delle tasse.
Dall’assemblea è emersa la volontà di indire quindi una grande protesta di tutti gli atenei perché i tagli colpiscono tutte le università pubbliche.
“Una norma di occulta privatizzazione dell’Università – non esita a definirla Manuela Ghizzoni capogruppo del Pd della commissione Cultura della Camera - poco chiara nei contenuti che non risolve i problemi dell'università, ma rappresenta l'obiettivo dell'esecutivo di disimpegnarsi dalla missione costituzionale di sostenere l'istruzione e la formazione di grado superiore". Una manovra depressiva incapace di far crescere il Paese - ribadisce ancora la Ghizzoni - che interviene su scuola, università e tutto il sistema della conoscenza e della ricerca con la sola preoccupazione di tagliare"
La mobilitazione degli atenei italiani è stata quindi condivisa pienamente dal PD che, come annuncia la Ghizzoni, darà vita ad un tavolo permanente di confronto sull'università".

martedì 15 luglio 2008

Raffaele, 18 anni

L'avevamo già detto a marzo, all'epoca del nostro incontro con il ministro del lavoro Cesare Damiano. A morire sui luoghi di lavoro sono soprattutto giovani, ragazze e ragazzi come noi. Spesso inesperti, perché la formazione costa, spesso precari. Eppure costretti a lavorare come gli altri, ed esposti al rischio come gli altri se non di più.

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Raffaele, 18 anni
di Walter Veltroni


Raffaele, diciott’anni ancora da fare, una vita onesta da operaio e un sogno da calciatore tenuto nel cassetto, è insieme un ragazzo come tanti e un eroe. Secondo le statistiche i morti sul lavoro sono qualcosa di più di tre ogni giorno, domeniche e Natale compresi.
Ormai ci vogliono le tragedie collettive, i sette siderurgici della Thyssen di Torino bruciati dall’olio bollente, o i sei poveri operai di Mineo morti asfissiati uno dopo l’altro in una cisterna avvelenata, per darci il senso dell’enormità di queste morti. Così Raffaele Chianese caduto dal quinto piano mentre stava istallando un condizionatore, per qualcuno sarà uno dei tre morti di sabato 12 luglio.
Per me ­ e credo per tantissimi con me ­ non è così. È un esempio, è una tragedia personale, è un lutto che tocca la nostra vita e la rende meno bella per mille motivi. Per la sua età, prima di tutto. Perché i minorenni uccisi sul lavoro sono ancora tanti, perché questa è una età di sogni e di speranze e Raffaele era tra quelli capaci di coltivarle queste speranze con amore e con fatica. Leggo che era il secondo di cinque figli di una famiglia «difficile», che da due anni viveva in un appartamento occupato a Scampia, nella «Vela rossa».
Le cronache da questo pezzo di Napoli sui giornali sono sempre le solite: vetri spezzati, tapparelle divelte, sotterranei scuri, un gran via vai di ragazzini in motorino. Vivere qui, scrivono, è sinonimo di pusher, sentinelle della camorra, spaccio. Raffaele no, per lui c’era la voglia di lavorare e di fare, sperando magari nell’ingaggio in qualche squadra di calcio a cinque. E il lavoro era diventato realtà da un paio di mesi con un contratto regolare: apprendista in un’azienda edile.
Contro i soldi facili e sporchi i soldi pochi e puliti, faticati lavorando sotto il sole nei cantieri o negli appartamenti da ristrutturare. Fino al tragico volo dal terrazzo di quell’attico di Casalnuovo: lavorava senza protezioni e senza esser legato, senza neppure il casco giallo in testa. Ma questo lo stabilirà un’inchiesta della magistratura.
Qualcuno ricaverà una morale a rovescio da questa storia. Dirà che in fondo tra soldi puliti e soldi sporchi non c’è gran differenza di pericolo e che i soldi sporchi sono tanti, ma tanti di più. Se vogliamo rendere onore a Raffaele dobbiamo fare il contrario. Trattarlo come chi ha fatto la scelta giusta, come chi ha davvero avuto il coraggio di mettersi a faticare (malgrado le tante delusioni dei lavoretti in nero che durano pochi giorni e non hanno futuro) per costruirsi una vita con le proprie mani. E farlo capire anche ai ragazzini della Vela rossa che hanno scelto l’altra strada. Ma dobbiamo anche lottare per mettere fine a queste morti ingiustificabili.
Gli strumenti, le leggi ci sono (e qualcuno nel governo attuale vorrebbe anche toglierle di mezzo perché le giudica troppo severe) si tratta allora di farle funzionare, di aumentare i controlli, di spiegare a tutti ­ anche alle minuscole ditte dell’edilizia ­ che gli incidenti si possono e si devono prevenire. È qualcosa che dobbiamo a Raffaele e a tutti gli altri che stanno appesi a un’impalcatura o in fabbrica.

lunedì 7 luglio 2008

Gorizia: ma quale coinvolgimento dei giovani?

Ecco il comunicato di Luca Corolli, inviato al "Piccolo" in seguito all'intervista domenicale del sindaco di Gorizia, Ettore Romoli.


Appare evidente che il sindaco di Gorizia, Ettore Romoli, cerchi ancora una volta di negare l'evidenza di fronte all'attuale rapporto tra la sua amministrazione ed il mondo giovanile Goriziano. Egli parla di "numerosi incontri con i rappresentanti giovanili", con i quali si sarebbe ipotizzata l'organizzazione di varie manifestazioni. Al momento, l'unica iniziativa giovanile che ho visto concretizzarsi grazie al sindaco è stato un video rap girato contro la sua ordinanza antischiamazzi, che va ricordato è stata effettuata senza dibattere prima con i giovani stessi i problemi che si è cercato - invano - di risolvere, mettendoli invece davanti al fatto compiuto.
Appare inoltre abbastanza chiaro che il sindaco non abbia ben letto la proposta inerente l'istituzione di una consulta giovanile, che già prevede cose che lui stesso auspica, come il fondamentale coinvolgimento delle associazioni orientate al mondo giovanile. Questa proposta contiene davvero ben poco di politico, ma tanto in favore dei giovani. Non volerla prendere in considerazione rappresenterebbe un'ulteriore prova di chiusura nei confronti del mondo giovanile Goriziano da parte del sindaco, che onestamente non so sul parere di "quali" giovani si basi per emettere a nome loro determinati giudizi riguardo la proposta sopra citata.

Luca Corolli
Coordinatore dei Giovani Democratici della Provincia di Gorizia


lunedì 30 giugno 2008

Un venerdì a Trastevere

Riceviamo e pubblichiamo un articolo comparso su Liberazione il 21 giugno scorso, scritto da Luca Trinchieri, un ragazzo già laureatosi al SID a Gorizia.

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ROMA - C'è pure la televisione, per raccontare come la gioventù romana si diverte a Trastevere il venerdì sera. L'ora dell'aperitivo. Le vie attorno a piazza Trilussa gremite di persone. Cinque o sei bancarelle di venditori ambulanti. Un ragazzo ha appena regalato un paio di orecchini alla sua fidanzata. Le sirene della polizia colgono tutti di sorpresa. Non è un semplice controllo: tre macchine e una camionetta vuota che ha tutta l'impressione di dover essere riempita. È la prima operazione contro i venditori ambulanti dopo l'entrata in vigore del decreto sicurezza, che amplia i poteri per i sindaci in materia di ordine pubblico. Mi fermo ad osservare, come molti altri.
I poliziotti iniziano a sbaraccare i banchetti. Via la merce, raccolta sommariamente nei lenzuoli su cui era disposta. Un agente tiene un indiano stretto per il braccio, mentre dal suo viso trapela tutto, la paura, la rassegnazione, fuorché l'istinto di scappare. È ammutolito. Un donnone africano, del Togo, è invece molto più loquace. Se la prende quando l'agente raccoglie violentemente i lembi del telo a cui erano appoggiati gli orecchini e le collane che vendeva. «fammi mettere nella borsa, almeno!» dice all'agente. «Non scappo, non ti preoccupare, ecco il mio permesso di soggiorno». [...] Nessuna risposta dall'agente, che se ne va e lascia il posto ad un collega, molto meno accomodante. «E muoviti, su!», dice senza accennare ad aiutarla a trasportare le sue cose. Lei, con lo stesso sorriso sul volto, chiude la valigia arancione e con le mani occupate dice «dove andiamo, di qua?», mascherando con l'orgoglio la paura che in fondo in fondo le sta crescendo.
Due metri più distante due ragazzini italiani, con il loro banchetto in tutto e per tutto uguale agli altri. Devono sbaraccare anche loro, ma gli agenti usano maniere molto più educate. Non li tengono per le braccia, non gli ammassano la merce. La ragazza raduna le poche cose che avevano in vendita. Lui è allibito, terrorizzato, e inizia a parlare nervosamente: «ve lo giuro, è la prima volta che vengo, lasciatemi andare». «Se prendiamo loro dobbiamo prendere anche voi», risponde un agente. Ma alla fine non sarà così. Il ragazzo si dispera, «sono di Roma, non posso credere che mi trattiate allo stesso modo che a quelli lì». Evidentemente è un discorso convincente. Si avvicina un signore in borghese che è lì a dirigere l'intera operazione. «Dottò, Capitano, Maresciallo, giuro che non lo farò mai più…». Si sbraccia, sembra un bambino appena messo in punizione dalla mamma. L'uomo in borghese si mostra irremovibile, ma si capisce subito che vuole solo dargli una lezione, e appena gli altri fermati – 7 persone, tutte straniere – non sono più a vista, lo lascia andare. A operazione conclusa vado dal signore in borghese, mi presento, «sono un giornalista e ho assistito alla scena. Perché avete fermato solo gli stranieri?», chiedo. La risposta è eloquente. «Portatelo via, identificatelo, e controllate – aggiunge guardandomi negli occhi – perché ha l'alito che puzza di birra». [...] Mi portano in due verso il ducato dove sono radunati gli stranieri, tenendomi strette le mani sulle braccia. Non mi era mai successo, prima, ed è una sensazione davvero sgradevole. «Questo per adesso è nell'elenco dei fermati» dice l'uomo alla mia destra, anche lui in borghese, ad un collega. Spalle alla camionetta, mani fuori dalle tasche, cellulare sequestrato. «Perché avete fermato solo gli stranieri?». L'uomo con la polo rosa, quello che mi stringeva da destra, mi risponde, anche se – dice – non sarebbe tenuto: «perché questi sono tutti irregolari». Balle, ho visto con i miei occhi la donna togolese dare il proprio permesso di soggiorno al poliziotto, prima. Ma non mi aspettavo certo una risposta veritiera. «Certo che non avevi proprio nient'altro di meglio da fare», dice con sprezzo uno degli agenti. «Ho fatto una domanda, voglio una risposta». L'uomo in rosa, che ha la mia carta d'identità e sta scandendo il mio nome per radio si gira verso di me, «hai finito di parlare?» grida. A quanto pare anche rispondere alle domande costituisce un grave errore, e infatti un terzo poliziotto, defilato fino a poco prima si indirizza a me dicendo «guarda che a fare così peggiori solo la tua situazione». Chiedo di sapere i loro nomi e gradi, come avevo fatto già con l'uomo in borghese al principio, convinto che per legge sia un loro dovere identificarsi. Un altro poliziotto – ma quanti ne ho attorno, quattro, cinque? – mi da la sua versione della legge. «Vedi qual è la differenza, è che io posso chiederti come ti chiami e tu non puoi chiedermi niente, chi comanda sono io». Un suo collega aggiunge: «certo, se lo vuoi mettere per iscritto è diverso, ma non te lo consiglio, la cosa si farebbe piuttosto scomoda». La minaccia mancava, in effetti. Interrompe la discussione l'uomo in rosa. «Luca!», e con la mano mi fa cenno di andare da lui. «Vuoi andare?» «Voglio una risposta alla mia domanda», insisto. «Non hai capito – si spiega – hai voglia di chiuderla qui questa storia o no?». «Non sono stupido, so quello che mi sta dicendo, ma io voglio la mia risposta». Mi accompagna lontano dal furgone, in piazza Trilussa. Davanti a me l'uomo che comanda l'operazione, quello dell'alito puzzolente. Mi chiedo se tornare da lui, ma mi rendo conto che nel gioco del muro contro muro il suo è molto più duro. Aspetto ancora in piazza, osservo l'operazione concludersi, fino all'istante i cui gli immigrati vengono caricati sul furgone che si mischia al traffico del lungotevere. Non c'è altro da fare, questa sera, se non raccontare in giro quello che ho visto. Questa triste deriva, quest'inverno italiano che avanza.
(21 giugno 2008)

martedì 17 giugno 2008

Il programma dei Giovani Democratici


Perché abbiamo costituito i Giovani Democratici?

Davanti a noi c'è un lungo cammino, tempo per molte iniziative, la necessità di darsi da fare. Un'utile e breve sintesi del programma del Coordinamento appena eletto, tratta dalla mozione a sostegno di Luca Corolli, coordinatore provinciale dei G.D.:
- Perchè i Giovani Democratici?
I Giovani Democratici sono uno strumento fondamentale per coinvolgere e far partecipare i giovani. Dobbiamo essere un organo attivo del PD, capace di fare proposte e di fornire una visione completa del mondo giovanile al nostro partito.

- Investire nei giovani, accrescere la partecipazione
L'Italia è un paese che soffre particolarmente la mancanza di ricambio generazionale all'interno delle forze politiche e delle istituzioni. L'elezione non è facilmente gestibile da un giovane, perchè deve apprendere troppo spesso da solo il funzionamento della macchina istituzionale con la quale devono lavorare. I giovani nel PD sono una risorsa fondamentale, pertanto se esso vuole proporsi come una forza realmente nuova dovrà appoggiarci e spendersi attivamente per la nostra formazione politica e culturale.

- Il coraggio di innovare e di ascoltare
Non si può più ragionare per ideologie contrapposte, il mondo attuale ci chiede risposte concrete a problemi reali. Una politica che chieda ai cittadini di seguire delle ideologie risulterà difficilmente una politica di successo, occorre stare vicini alle persone e subordinare le politiche ai desideri della popolazione, informandola adeguatamente e facendola partecipare nelle decisioni. Bisogna pertanto interloquire costruttivamente con le persone, per sanare quella difficoltà comunicativa che purtroppo caratterizza il centro sinistra. Ai giovani devono essere date opportunità di emergere, ma non gli devono essere regalati posti solamente "perchè giovani". Il PD deve coinvolgerci, e noi dovremo rendere conto delle opportunità a noi offerte.

- Problemi a noi vicini: famiglia e lavoro
I primi problemi con i quali deve scontrarsi un giovane che esce dal mondo dell'istruzione sono quelli di trovare un lavoro e di come poter mettere sù famiglia. I due problemi sono strettamente correlati: i posti di lavoro al giorno d'oggi sono principalmente precari, che non danno garanzie per il futuro, e nella nostra Provincia sono posti per lo più a bassa scolarizzazione, così chi ha molto studiato è spesso costretto ad emigrare, anche all'estero. Nella nostra Provincia occorre rivitalizzare il tessuto produttivo ed imprenditoriale attraverso la crescita dell'"economia della conoscenza". Anche la collaborazione transfrontaliera è un'importante fonte di opportunità che in questo senso si dovranno cercare di sfruttare.

- I grandi temi di oggi
Non solo le problematiche locali possono formare la coscienza critica di un giovane democratico, ma è necessario analizzare anche le problematiche nazionali e globali. Una visione critica ci è necessaria per analizzare compiutamente e sotto ogni diverso punti di vista e sfaccettatura i problemi dei nostri tempi, stimolando così le capacità di confronto, di sintesi e di mediazione. I principali problemi che abbiamo individuato essere di interesse per noi giovani sono quelli della parità tra i sessi, della laicità, quello inerente la questione energetica, che si lega con la questione del nucleare, dell'ambiente e dei rifiuti, il tema della sicurezza, il divario tra il Nord ed il Sud del mondo, i diritti umani troppo spesso violati, e la questione morale che risulta ancora irrisolta.

- Collaborazione sul confine
I Giovani Democratici non hanno paura delle sfide provenienti dal confine, anzi vogliono andare oltre le lingue e le ideologie che continuano a porre resistenze all'apertura dei confini. Non dovremo pertanto cercare collaborazione soltanto con le province confinanti di Trieste e di Udine, ma dovremo guardare anche al confine con la Slovenia come possibile fonte di opportunità e di cooperazioni.

- Comunicazione a misura di giovani
Dovremo intervenire frequentemente nel dibattito politico e culturale locale, e dovremo attivarci per realizzare un sito web, che non appaia troppo istituzionale ma che risulti interessante per i giovani, al fine di raccordare le nostre esperienze, mettere a disposizione materiali e proposte da noi realizzate e, soprattutto, di saper comunicare alle persone il nostro importante ruolo.

- Proposizioni politiche conclusive
I Giovani Democratici si attiveranno per:
  1. realizzare una consulta dei giovani provinciale, sosterranno la finalizzazione della consulta giovanile nel Comune di Gorizia,
  2. ricercheranno una maggiore espansione dei propri aderenti su tutto il territorio provinciale, ed effettueranno riunioni dell'assemblea e del coordinamento provinciale "itineranti" sul territorio provinciale,
  3. si propongono di ricercare soluzioni nuove per stimolare la partecipazione delle persone e dei giovani,
  4. cercheranno una maggior presenza e comunicatività con scuole ed università,
  5. si attiveranno per stimolare occasioni di formazione imprenditoriale,
  6. chiedono al PD sostegno, anche economico, e coinvolgimento,
  7. si auspicano la collaborazione ed il confronto con altre organizzazioni giovanili partitiche,
  8. agiranno per il raggiungimento degli obiettivi programmatici del programma dei Giovani per l'Unione redatto per le elezioni comunali di Gorizia nel 2007,
  9. si attiveranno per scongiurare il depotenziamento dei corsi universitari delle sedi distaccate sul territorio della Provincia di Gorizia.

lunedì 16 giugno 2008

Assemblea di Cormòns: eletto il Coordinamento provinciale GD


Nuova tappa nella costruzione del Partito Democratico nella nostra provincia. L’Isontino è, infatti, una delle prime realtà in Italia in cui sono nati e si sono organizzati i Giovani Democratici, il movimento giovanile del PD.

Si è svolta sabato 14 giugno alla Sala Civica di Palazzo Locatelli, a Cormòns, l’Assemblea costituente dei GD della Provincia di Gorizia. I lavori, inziati alle 10.30 e proseguiti fino alle 16.30, hanno visto la presenza, tra gli altri, del segretario provinciale del PD, Omar Greco, e del parlamentare Ivano Strizzolo. I giovani, tutti di età compresa tra 16 e 28 anni, hanno animato un articolato dibattito e costituito, durante la giornata, tre gruppi di lavoro, approfondendo i temi di “Scuola e università”, “Laicità e democrazia” e “La nuova classe dirigente”. Quest’ultimo tavolo ha visto la presenza dell’assessore comunale di Ronchi, Enrico Masarà, e dell’ex sindaco di Gorizia, Vittorio Brancati.



Il momento culminante dell’Assemblea è coinciso con l’elezione del primo Coordinatore provinciale dei Giovani Democratici, il goriziano Luca Corolli, che ha presentato all’Assemblea un’articolata mozione sui principali obbiettivi e valori del nuovo gruppo giovanile.

Questo invece è il Coordinamento provinciale, composto da sedici membri eletti:

Valentina Buran
Manuel Bernardel
Giulia Cragnolini
Marco Brandolin
Giulia Cristofoli
Francesco Cristin
Chiara Dall’Osto
Michele Di Lorenzo
Giulia Trevisan
Marco Fabozzi
Alice Zanon
Andrea Lucietti
Tommaso Milocco
Marco Rossi
Luca Tringali
Federico Vidic

Come Tesoriere provinciale è stato indicato Carlo Andrea Rojic, Addetti stampa sono Elena Mazza e Marco Magalini, mentre il Referente giovani amministratori del PD è Fernando Gradenigo. Referente per l'Università di Trieste è Federico Nastasi.
L’Assemblea ha anche eletto la Commissione provinciale di Garanzia, composta da Stefano de Fabris, Nicola Donda e Andrea Gradenigo.

Il nuovo Coordinamento rappresenta una platea di oltre quattrocento giovani che hanno votato alle primarie del PD nella nostra provincia, insieme ad un discreto numero di giovani amministratori locali, circoscrizionali e comunali operanti nel territorio. Il panorama è completato da un vivace nucleo di studenti fuori sede che hanno scelto le facoltà goriziane per i propri studi universitari. Il neonato gruppo giovani, tra l’altro, è già stato protagonista della recente visita di Veltroni a Gorizia, e di un’iniziativa su “Lavoro e sicurezza” con l’ex Ministro del Lavoro, Cesare Damiano.

«Abbiamo molti progetti in cantiere – ha dichiarato Luca Corolli (che è anche consigliere di quartiere a Straccis) – e il primo sarà seguire da vicino l’istituzione della Consulta giovanile a Gorizia. Vogliamo rendere i ragazzi protagonisti del proprio futuro – ha aggiunto –, e sin da subito cominceremo una serie di incontri itineranti nel territorio, proprio per coinvolgere quanti più giovani possibile».

E per finire... le foto dell'assemblea: