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lunedì 19 ottobre 2009

I Giovani Democratici al CIE di Gradisca: si rispetti la Costituzione su immigrazione e accoglienza


dal Messaggero Veneto del 19 ottobre
Presidio simbolico davanti al sito di via Udine. Marco Zanolla: per la nostra cittadina questa realtà è un peso gravissimo. La campagna Stranieri di nome, italiani di fatto

«Il Cie sia reso più a misura d'uomo»
I Giovani democratici: si rispetti la Costituzione su immigrazione e accoglienza


GRADISCA. Non la chiusura come il punto fermo su cui costruire una revisione nazionale delle leggi su immigrazione e accoglienza, ma il rispetto della Costituzione italiana e delle direttive internazionali sui diritti delle persone: è la richiesta avanzata ieri mattina dai circoli regionali dei Giovani democratici a Gradisca.


I giovani del Pd si sono riuniti per un presidio simbolico davanti al Cie di via Udine, organizzato nell.ambito di una manifestazione articolata su tre tappe regionali (Pozzuolo e Azzano X le altre due mete) sui temi dell'immigrazione e dell'accoglienza e per presentare la campagna nazionale "Stranieri di nome, italiani di fatto".
Presente anche la candidata alle primarie per la segreteria regionale del Pd, Maria Cristina Carloni, che ha precisato come la sua presenza sia «un atto doveroso, in una manifestazione simbolica davanti a un luogo simbolico che dice chi siamo, appunto democratici e assolutamente contrari alle leggi del centro-destra sull'immigrazione. Noi rispettiamo l.articolo 38 della Costituzione e vogliamo sia rispettato, perché al documento cardine della nazione ci teniamo e nessuno può permettersi di non tenerne conto,soprattutto la legislazione. Per la Provincia di Gorizia e la Regione il Cie di Gradisca, che noi abbiamo subìto in quanto voluto e costruito dal Governo Berlusconi, è un insulto a quello che siamo: una terra di accoglienza e di integrazione, di multietnicità e di multiculturalità. Noi siamo quelli che abbiamo chiuso i manicomi e quel principio di umanizzazione è tradito da questa struttura, perché qui ci sono persone che vivono dentro le gabbie. Tutto ciò senza dimenticare l'enorme spreco di risorse pubbliche».

Il Cie come il simbolo «delle condannabili politiche del Governo sull.immigrazione », invece, per il consigliere regionale del Pd,FrancoCodega. «Il Cie di Gradisca è il simbolo della filosofia del rifiuto, del respingimento e della segregazione, figlia di uno Stato .drogato. dai disvalori della televisione, una cultura malata che contrasta anche con l'enorme internazionali: al di là del muro ci sono persone, uomini come noi». A prendere la parola anche il presidente del circolo dei Giovani democratici di Gradisca, Marco Zanolla: «Per Gradisca il Cie è un peso gravissimo, una cittadina che sembra ormai dimenticata da tutti e lasciata sola in una battaglia troppo grande per lei: delle grandi manifestazioni degli anni scorsi non è rimasto più nulla. Non chiediamo la chiusura, ma umanizzazione, che siano rispettati i diritti di chi è trattenuto».

«Questo è un luogo di razzismo e di ghettizzazione - è l'attacco di Alessandro Grandi, consigliere comunale dell.Italia deivalori - Il fenomeno dell'immigrazione va affrontato con regole precise, che vanno stabilite anche in un.ottica comunitaria europea».

Marco Ceci

lunedì 29 giugno 2009

Un fiore per la libertà: la stampa


Anche i quotidiani hanno dato risalto all'iniziativa dei Giovani Democratici.
Un ritaglio del Messaggero Veneto:




domenica 25 gennaio 2009

Giorno della memoria

L'Assemblea regionale dei Giovani Democratici, che si è riunita ieri a Udine (si riunirà di nuovo sabato prossimo per eleggere il segretario regionale dei G.D.), ha approvato il seguente documento, ricordando che il 27 gennaio prossimo si celebra il "Giorno della Memoria".

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Il 27 gennaio si celebra il "Giorno della Memoria", in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi di sterminio nazisti.

L'assemblea regionale dei Giovani Democratici del Friuli Venezia Giulia vuole unirsi al ricordo di questa giornata, portare il contributo di una comunità di giovani che vuole farsi garante della Storia del nostro paese, sulla quale costruire un'Italia giusta, tollerante e accogliente.

Sentiamo il peso che grava sulla nostra civiltà, madre di quelle ideologie devastatrici causa di morte per milioni di esseri umani, colpevoli solo dal fatto di essere pochi.

Oggi si sta riaffermando la normale pluralità umana, si sgretolano i pregiudizi, le logiche di potere razziste. La violenza non si ferma invece, temiamo che quella tragedia possa non essere stata sufficiente, che l'uomo non abbia imparato da sé stesso.

Ricordiamo le vittime dell'olocausto, per la loro memoria oggi bisogna interrompere la violenza che investe il mondo, nel conflitto a Gaza, nell'inumana vicenda degli sbarchi a Lampedusa, nel rigurgito antisemita che torna a manifestarsi talvolta anche in Italia.

Fermare la violenza nel mondo, questo è il nostro sogno e vogliamo dedicarlo alle vittime che ricorderemo nelle celebrazioni del 27 Gennaio.

giovedì 20 novembre 2008

Le primarie dei GD

Pd, venerdì le primarie dei giovani
da Il Messaggero del 16 novembre 2008
C’è attesa anche nell’Isontino per le primarie che eleggeranno, venerdì prossimo, l’assemblea regionale e quella nazionale dei Giovani democratici e il segretario nazionale. A presentare il voto in provincia di Gorizia sono stati ieri Luca Corolli e Marco Rossi, in rappresentanza degli stessi giovani, e il segretario provinciale del Partito democratico, Omar Greco. «È vero – ha detto Corolli –, siamo la generazione dell’Erasmus e, proprio per questo, abbiamo una visione aperta della società, una visione europea che va oltre i confini del proprio territorio di appartenenza. E possiamo anche fare dei confronti fra l’Italia e gli altri paesi stranieri, confronti che ci portano a dire un no deciso ai tagli proposti dalla riforma scolastica e universitaria dell’attuale governo. Non c’è bisogno di tagli perché già oggi, nel nostro paese, la situazione è al limite perché si investe troppo poco rispetto agli altri Stati. Noi giovani vogliamo contribuire a creare la società del futuro e le primarie di venerdì rappresentano una grande occasione in questo senso». È poi intervenuto Omar Greco che ha auspicato «un rinnovamento della classe politica italiana, visto che in questo senso siamo un paese gerontocratico. C’è stata una grande effervescenza in questo periodo nel mondo giovanile, generata dalle riforme scolastiche, un’effervescenza che, ci auguriamo possa avere effetti positivi sulle scelte future». Elena Mazza del Sid dell’Università di Trieste a Gorizia ha parlato delle iniziative di protesta degli ultimi giorni ricordando che «sono state iniziative spontanee e non politiche». Concetto ripreso anche da Marco Rossi: «Ci batteremo comunque in tutte le sedi perché questi tagli vengano revocati e le primarie dei Giovani democratici rappresentano un momento importante anche in questo senso, un momento per consentire ai giovani di riappropriarsi del proprio futuro e investire sulla propria formazione». Le primarie che faranno nascere ufficialmente i Giovani democratici si svolgeranno, come detto, venerdì. Si potrà votare nei sette seggi dislocati nell’Isontino e per la precisione a Gorizia, dove ce ne saranno due, uno nella sede del Pd, in via Locchi e l’altro in un gazebo in corso Italia, mentre in tutti gli altri comuni, Monfalcone, Cormòns, San Pier d’Isonzo e San Canzian, si voterà nella sede del Pd, tranne che a Gradisca, dove il seggio sarà allestito nella Casa del popolo.
(p.a.)

lunedì 7 luglio 2008

Gorizia: ma quale coinvolgimento dei giovani?

Ecco il comunicato di Luca Corolli, inviato al "Piccolo" in seguito all'intervista domenicale del sindaco di Gorizia, Ettore Romoli.


Appare evidente che il sindaco di Gorizia, Ettore Romoli, cerchi ancora una volta di negare l'evidenza di fronte all'attuale rapporto tra la sua amministrazione ed il mondo giovanile Goriziano. Egli parla di "numerosi incontri con i rappresentanti giovanili", con i quali si sarebbe ipotizzata l'organizzazione di varie manifestazioni. Al momento, l'unica iniziativa giovanile che ho visto concretizzarsi grazie al sindaco è stato un video rap girato contro la sua ordinanza antischiamazzi, che va ricordato è stata effettuata senza dibattere prima con i giovani stessi i problemi che si è cercato - invano - di risolvere, mettendoli invece davanti al fatto compiuto.
Appare inoltre abbastanza chiaro che il sindaco non abbia ben letto la proposta inerente l'istituzione di una consulta giovanile, che già prevede cose che lui stesso auspica, come il fondamentale coinvolgimento delle associazioni orientate al mondo giovanile. Questa proposta contiene davvero ben poco di politico, ma tanto in favore dei giovani. Non volerla prendere in considerazione rappresenterebbe un'ulteriore prova di chiusura nei confronti del mondo giovanile Goriziano da parte del sindaco, che onestamente non so sul parere di "quali" giovani si basi per emettere a nome loro determinati giudizi riguardo la proposta sopra citata.

Luca Corolli
Coordinatore dei Giovani Democratici della Provincia di Gorizia


martedì 20 maggio 2008

"Romoli e Gentile senza risposte"

I consiglieri comunali del Pd sono anch'essi particolarmente attivi per mettere in luce l'inconsistenza delle motivazioni alla base dell'ordinanza antischiamazzi, nonché come essa non sia lo strumento migliore a tutelare i diritti dei residenti.

Un esempio fra i tanti (in passato il giovane consigliere Daniele Orzan è intervenuto con due interrogazioni, la prima nel settembre 2007, la seconda un mese fa), l'interpellanza presentata da Federico Portelli nel c.c. di lunedì. Di seguito alcuni stralci dell'articolo del giorno dopo con cui ha risposto al sindaco Romoli:

"Non era uno show: Romoli e Gentile senza risposte”
Avevo chiesto, nella mia interpellanza al sindaco e all’assessore Gentile, sulla base di quali elementi oggettivi avessero potuto associare gli avventori dei locali del centro ai casi di danneggiamento e furti avvenuti in questi giorni. Nessi che, secondo la giunta, sarebbero il segno dell’aggravarsi di una situazione di vera e propria emergenza di ordine pubblico tale da rendere necessaria l’ordinanza di chiusura di tutti i bar del centro.
Avevo chiesto, poi, quali contatti preventivi avesse avuto con ASCOM, prima di giungere ad un atto così estremo. Quali pressioni e quale gradualità avesse usato, in qualità di responsabile dell’amministrazione, nei confronti degli esercenti. Avevo chiesto, poi, se fosse stato lui a far convocare il Comitato per la Sicurezza e l’Ordine Pubblico per discutere di tale “emergenza”. Citavo le affermazioni fatte a mezzo stampa dal Questore secondo il quale, contrariamente a quanto sostenuto dalla giunta, il problema dei bar non sarebbe una questione di ordine pubblico. Definivo inquietanti, infine, le dichiarazioni del Questore di disponibilità ad un blitz se qualche ente (il Comune?) lo avesse richiesto.
Proseguivo poi l’interpellanza chiedendo al sindaco quali azioni amministrative avesse messo in atto per prevenire o limitare i disagi degli schiamazzi di pochi maleducati che, opportunamente isolati, avrebbero resa non necessaria l’ordinanza. Chiedevo, ad esmpio, perché non fosse stato applicato il protocollo d’intesa tra Ascom e Comune sottoscritto fin dal 2003. Chiedevo, ad esempio, cosa avesse fatto il Comando dei Vigili e l’assessore alla Polizia Municipale Gentile per fare in modo che il protocollo fosse applicato. [...] Chiedevo, cioè, risposte a domande che tutti i cittadini si sono posti. Romoli ha definito la mia interpellanza di ieri in Consiglio uno “show”. Davvero un modo poco elegante per sfuggire alle risposte che, infatti, ieri non ha saputo dare.
In molti cominciano a capire che questa giunta [...] non ha reale volontà di dialogo e di confronto. Credo invece che l’azione amministrativa debba fondarsi su un dialogo preventivo con di tutti gli attori (non solo con il fantomatico comitato antischiamazzi o con la sola ASCOM). Si debba poggiare sulla costruzione di scenari condivisi su cui coinvolgere tutta la città, a partire dai giovani. Debba partire da una progettazione partecipata che metta a fuoco i bisogni ed i problemi. [...]

Goriška mladina zahteva, da ji uprava prisluhne

Primorski Dnevnik
GORIŠKI PROSTOR
torek 20.05.2008


»Gorica tvega, da postane parkirišče Nove Gorice. Medtem ko je sosednje mesto vedno bolj živahno, je ”stara Gorica” vedno bolj stara.« O tem so prepričani mladi ustanovitelji odbora »Gorizia è viva«, ki zahteva od občinske uprave, da prekliče sklep št. 40/2008 o predčasnem zaprtju nočnih lokalov v mestnem središču. Nov odbor sestavljajo predstavniki mladinskih združenj, študentje Videmske in Tržaške univerze, dijaki višjih šol, upravitelji barov, brezposelni, ki so izgubili delo zaradi krčenja urnika lokalov, in celo starši.»Zahtevamo, da nam uprava prisluhne, kot je prisluhnila odboru proti nočnemu hrupu. Menimo, da je županov sklep omejevalen in da bo mestu škodil. Mladi bodo ob tem primorani uporabljati avtomobile, da bodo zahajali v druge kraje, vsi pa vemo, do kolikih nesreč prihaja ob sobotah ponoči,« so povedali predstavniki novoustanovljenega odbora Cristian Natoli, Lorenzo Lenzini in Giorgia Gambino. Skupina mladih je izrazila pripravljenost na iskanje dogovora z upravo in z občani, ki so protestirali proti nočnemu hrupu. »Pripravljeni smo tudi na prirejanje pobud, od koncertov do drugih iniciativ, za vse to pa potrebujemo stik z institucijami.«Odbor »Gorizia è viva« bo na občino naslovili pismo z zahtevo po srečanju z županom Ettorejem Romolijem. V teku soočenja ga nameravajo vprašati za ustanovitev konzulte mladih, ki jo predvideva statut občine Gorica in ki ni bila še nikoli uresničena. Mladi bodo že danes začeli z zbiranjem podpisov za peticijo, ki zahteva ukinitev županovega sklepa. »Podpise bomo zbirali med dijaki, študenti in gosti lokalov. Menimo, da bomo brez težav presegli 150 podpisov, ki jih je zbral odbor proti nočnemu hrupu,« so povedali mladi. Le-ti so tudi poudarili, da bi se radi pogovorili s predstavniki tega odbora in z njimi iskali rešitev, ki bi zadovoljila potrebe vseh. »Treba je razločevati med tisto manjšino mladih, ki povzročajo nevšečnosti, in ostalimi. Proti steklenicam in drugim odpadkom bi morda zadostoval kakšen zabojnik za smeti v ulici Nizza,« so predlagali mladi, ki so svoje nasprotovanju zaprtju lokalov izrazili tudi s prisotnostjo na sinočnjem občinskem svetu. (Ale)

domenica 18 maggio 2008

Universitari delusi: "Gorizia non ci vuole"

Un gruppo di universitari che studiano a Gorizia, tra cui molti Giovani democratici, sono intervenuti sul dibattito scatenato dall'ordinanza anti-schiamazzi del sindaco di Gorizia, con una Lettera aperta alla città, pubblicata oggi sul Messaggero Veneto.

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Continua a far discutere l'ordinanza anti-schiamazzi decisa dal Comune.
"La città corre il pericolo di perdere la comunità studentesca".
Universitari delusi: "Gorizia non ci vuole"
Lettera aperta alla città: perché chiudere i bar alle 24? La verità è che siamo sopportati


Gli universitari goriziani hanno scritto una lettera apertà alla città sulla questione dell'ordinanza antischiamazzi. La lettera è firmata dai rappresentanti degli studenti di Udine e Trieste, dal gruppo "Studenti in movimento" e dal gruppo "Univatma.it". "Intendiamo esprimere la nostra contrarietà e denunciare un grande pericolo - esordiscono - Si è convinti che i bar, quattro, siano luogo di ritrovo di masnade di briganti che usano la città come discarica all'aria aperta e si sostiene l'equazione "studente = vandalo", ma quello che noi vediamo e viviamo è, invece, una normale vita notturna studentesca e, semmai si dovessero essere verificati episodi eccessivi, non spetta certo ai gestori del bar controllarli. C'è una più che sufficiente presenza di forze dell'ordine atte a questo".
Gli universitari continuano affermando che "il decreto ci sembra esagerato rispetto all'entità del fatto: si tenta di spegnere una fiammella con un idrante. Invitiamo chiunque a poter dire che Gorizia sia una città chiassosa e sporca e che, per questo, sia necessario chiudere i bar a mezzanotte. Crediamo che queste misure colpiscano noi e il nostro tempo libero, ma anche, e soprattutto, l'economia cittadina. Non ci è mai sembrato di essere benvoluti da questa città e il decreto ne è la conferma".
Gli studenti, dunque, mettono in dubbio che Gorizia voglia, di fatto, l'università. "L'ordinanza ci sembra, quindi, una misura squilibrata, perché agisce senza trovare una soluzione: chiudendo i locali in una zona è evidente che la vita notturna non si spegnerà, ma si sposterà solamente in altre zone della città. Chiuderanno allora anche gli altri locali, finché non ce ne sarà più uno aperto?"
Aggiungono anche: "A chiunque pensi che che le riunioni di giovani nei bar siano rumorose e incivili consigliamo di passare un qualunque giorno della settimana a Udine o a Trieste. Città straordinarie e civilissime. Udinesi e triestini certamente non sono sordi o non vedenti: accettano la vivacità degli studenti perché questi danno risalto e prestigio alla loro città. Invece temiamo che a Gorizia non ci sia un reale interesse a convivere con gli studenti universitari e che la nostra presenza sia vissuta come una costrizione, un obbligo". "Si delinea un pericolo chiaro: Gorizia rischia di perdere la comunità universitaria che, otlre a rappresentare un importante aspetto economico, mercato immobiliare, copisterie, librerie, ristoranti e appunto bar è, per sua natura, un valore aggiunto alla città".

lunedì 5 maggio 2008

Il Piano "Antigiovani"? No, grazie!

GORIZIA - La giunta Romoli (centrodestra, anzi destra-destra!) che guida la città dallo scorso anno, dopo le sollecitazioni di uno (sparuto) gruppo di cittadini, ha deciso che nelle vie del centro la sera c'è davvero troppo chiasso (???) e che quindi era urgente e indispensabile un Piano antischiamazzi: locali chiusi a mezzanotte e musica spenta addirittura alle 23! Già se ne era parlato lo scorso anno, ma dopo le forti polemiche dei commercianti il Comune aveva preferito limitarsi ad invitare a tenere più basso il volume della musica. Ora, dopo mesi di trattative con l'Ascom e gli esercenti del centro, arrivate quasi al punto delle minacce della giunta ai titolari dei bar, il Comune sceglie la linea dura, un provvedimento punitivo che, per colpire singoli episodi di ubriachezza molesta (invero piuttosto rari) colpisce tutta l'economia cittadina, tutti i bar del centro, i goriziani e gli studenti universitari. In breve: la qualità della vita.
E per ironia, secondo Romoli si tratterebbe di un provvedimento "soft"!

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Ecco di seguito il comunicato mandato oggi alla stampa a nome dei Giovani democratici di Gorizia:

Una netta stroncatura all’ipotesi di chiusura anticipata dei locali pubblici contenuta nell’ordinanza che la giunta Romoli si appresta a emanare, arriva dai giovani del Partito democratico: “Le città sono sempre state luogo di socializzazione, di incontro, e perché no anche di svago e divertimento: è la funzione stessa di una città che viene messa in discussione dal centrodestra, ciò che distingue una città come vorremmo fosse la nostra Gorizia da un paesotto!”
Per i Giovani Democratici, questo il nome del gruppo giovanile del Pd: “l’ordinanza della giunta si merita l’appellativo di “Piano Antigiovani” più che di piano antischiamazzi. E ci tengono a evidenziare anche l’aspetto della sicurezza: “Si dimentica, o si fa finta di non vedere, che a causa di quest’ordinanza saranno tantissimi i nostri coetanei che sfrecceranno in auto verso Nova Gorica o il Monfalconese in auto, con i rischi di incidenti, invece di potersi divertire nella propria città”.
L’ordinanza è anche una grossa delusione per tanti giovani goriziani che speravano finalmente di poter vivere in una città vivace: “è anche una questione di qualità della vita: a Gorizia si fa pochissimo per noi giovani e ora ci viene tolta anche la possibilità di divertirci”.
I Giovani democratici invitano infine a non demonizzare una categoria intera, e a impedire a un’intera generazione di vivere la propria città a causa dei comportamenti di pochi: “Se ora il Comune vuole utilizzare la polizia municipale, addirittura in borghese, per vigilare l’applicazione dell’ordinanza, perché non poteva già vigilare per evitare il superamento dei limiti all’inquinamento acustico, o per evitare gli episodi di ubriachezza molesta? La giunta Romoli – continuano i giovani del Pd – ha voluto colpire esercenti, giovani goriziani, studenti universitari, senza confrontarsi con nessuno: un metodo semplicemente punitivo: non è questo il modo con cui si amministra la cosa pubblica”.
Una forte reazione arriva anche dagli studenti universitari, molti dei quali impegnati in questo stesso gruppo giovanile: “Perché dovremmo restare a Gorizia? Altre città ci offrono una didattica analoga con più servizi e anche più svaghi: se Gorizia vuole essere una città universitaria, e secondo noi può esserlo perché ha un potenziale importante, perché allora si fa di tutto per allontanare gli studenti? La città dovrebbe promuovere la propria immagine di città universitaria, anziché distruggerla.” I Giovani del Pd invitano infine a guardare oltre i confini del territorio comunale: agli esempi di tante città dove il settore dello svago è un volano di crescita economica e occupazione, in specie per molti giovani, e dove le “Notti bianche” sono occasione per pubblicizzare l’intero sistema-città.
“Non escludiamo ulteriori iniziative contro questo provvedimento illiberale: di certo, vigileremo sui prossimi passi della giunta Romoli” è la conclusione dei giovani del Pd che, ricordando il proprio sito www.giovanipdgorizia.blogspot.com, ricordano come nelle prossime settimane saranno anche impegnati a costituire i propri circoli sul territorio: “Un’occasione per far avvicinare i nostri coetanei alla politica, certo, ma soprattutto per incontrarci e confrontarci, mettere insieme le nostre esperienze e condividere in amicizia un'idea di Italia fuori dai vecchi schemi e aperta alla discussione”.

lunedì 24 marzo 2008

Corolli (PD): «La maggioranza dovrà rispettare gli impegni presi con i quartieri»

Alcuni dei giovani del Pd sono già impegnati nell'attività amministrativa. Qui di seguito l'articolo comparso sulla stampa locale che riporta l'attività di uno di questi, Luca Corolli, consigliere circoscrizionale a Gorizia.
«Il recente dibattito riguardo l’utilità dai consigli di quartiere cittadini deve da oggi tener conto di un nuovo importante traguardo: l’approvazione dell’ordine del giorno di variazione al bilancio comunale affinché questo preveda l’inserimento di interventi proposti dai quartieri di Straccis, Lucinico, S. Andrea e Piuma-San Mauro-Oslavia». A rilevarlo è il Consigliere circoscrizionale di Straccis Luca Corolli, del PD.
«L’odg presentato dall’opposizione – spiega – renderà infatti possibile l’esecuzione di importanti interventi nel territorio dei quartieri in questione, tra i quali la realizzazione del marciapiede attualmente mancante in via Cordaioli e l’anticipazione al 2009 della sistemazione del parco della villa Ritter, di modo da favorirvi l’insediamento in tempi rapidi della nuova sede universitaria, soltanto per citare gli interventi richiesti dal consiglio circoscrizionale di Straccis. Quest’ultimo aveva infatti subordinato il proprio parere favorevole a condizione che la giunta Romoli si impegnasse ad integrare i lavori programmati con quelli richiesti dal nostro quartiere. Facendo proprio l’ordine del giorno promosso dal consigliere Portelli, il sindaco si è impegnato a soddisfare le richieste del quartiere, che grazie al consigliere Portelli sono finalmente giunte in aula».
Corolli auspica pertanto che gli impegni presi dal sindaco Romoli «vengano rispettati fino in fondo. Spero che la circostanza che nessun consigliere di maggioranza abbia voluto sostenere l’Odg in aula non faccia considerare questi come interventi di “serie B” rispetto a lavori più vistosi, come ad esempio quello di piazza Vittoria. Questo è un successo per la voce dei quartieri, che vogliono far propri i problemi comuni della gente promuovendoli al livello adeguato. Un risultato che dovrà essere di ulteriore stimolo per tutti i consiglieri di quartiere e che fa sperare che possa invogliare la gente a collaborare e comunicare ancor più con i consigli di quartiere di tutta la città».



dal Messaggero Veneto del 22 marzo 2008

sabato 19 gennaio 2008

I consigli di quartiere sono una palestra per i giovani

Come giovani impegnati in politica, abbiamo scelto di metterci a lavorare al livello più a contatto con i problemi quotidiani dei cittadini, per questo ci siamo candidati e siamo stati eletti nei nostri consigli di quartiere.

Il consiglio circoscrizionale è un organismo che rappresenta per il quartiere in cui opera una sorta di “antenna sul territorio”: un supporto attivo agli amministratori, costruttivo, di proposta e di stimolo, ma anche di collegamento dei cittadini con gli amministratori nel senso opposto, ovvero uno strumento per richiedere a questi ultimi maggiori informazioni riguardo a problemi sentiti dalla gente, al fine di fornire informazioni più dettagliate che sono di interesse per certi gruppi di persone ben individuati nel territorio, come testimonia anche la visita da parte di vari assessori ai consigli circoscrizionali.

Per i giovani il consiglio circoscrizionale è un’occasione per “farsi le ossa”, conoscere ed affrontare in concreto le reali esigenze dei residenti, al fine di formare futuri amministratori che abbiano sempre a mente il reale senso del loro mandato: risolvere i problemi della cittadinanza. Un impegno nei consigli circoscrizionali è certamente occasione d’oro al fine di ottenere una tale formazione.

Cancellare questa esperienza significherebbe “buttare al vento” trent’anni di lavoro fatto per dare sostanza e un’anima alle nostre comunità, che sanno di potersi rivolgere ai consiglieri ed ai presidenti circoscrizionali per i problemi locali. Togliere questi riferimenti significherebbe caricare tutti i problemi sull’apparato comunale, e soprattutto causerebbe un ulteriore distaccamento tra il livello amministrativo e la popolazione. Verrebbe inoltre meno la preziosa attività di valorizzazione e promozione delle culture e delle tradizioni proprie dei singoli quartieri.

Chi dice che bisogna partire da qui per ridurre gli sprechi della politica ha veramente sbagliato bersaglio. Molto spesso mille euro investiti dai consigli di quartiere fruttano molto più degli stessi mille euro spesi dal comune, dato che per molti tipi di “micro-intervento” i cdq vi aggiungono molte ore di vero “volontariato”: chi sarebbe disposto poi a fare il lavoro svolto dai consiglieri circoscrizionali per quell’esiguo compenso che vediamo ora riconosciuto? Siamo sicuri che quel poco denaro che i consigli circoscrizionali richiedono siano sprechi della politica? I consigli circoscrizionali siciliani dove i consiglieri hanno l’auto blu e percepiscono migliaia di euro al mese, che sono il vero problema degli sprechi tra i consigli circoscrizionali, non sono neppure lontanamente paragonabili al caso goriziano. Sentirci dire che la nostra attività di “quasi volontariato” è uno spreco della politica ci suona come una vera e propria presa in giro.

Se vogliamo dirigerci verso un’ulteriore restringimento della classe dirigente, ignorando il desiderio di partecipare e di contare della gente, allora la strada imboccata ci porterà esattamente a questo. Se invece ci si vuole soffermare a riflettere seriamente sul lavoro e sui costi che hanno i consigli circoscrizionali a Gorizia, ci si renderà che la loro eliminazione non ha alcun senso, e che tale soluzione per i tagli dei costi della politica è solamente una scorciatoia demagogica che causerebbe in realtà molti più problemi di quanti non ne risolva, come ad esempio spingere ulteriormente la gente verso quella che viene definita come “antipolitica”.

I consiglieri circoscrizionali del PD di Gorizia:
Luca Corolli – Straccis
Stefano de Fabris – Madonnina del Fante
Andrea Gradenigo – Madonnina del Fante