sabato 31 gennaio 2009

Andrea Gos

E a seguire il programma dell'altro candidato, Andrea Gos.

Programma di Andrea Gos (stralci)

DOVE SI RINNOVA LA SOCIETÀ: Scuola e Università
L'università e la scuola fanno parte delle fondamenta sulla quale costruire i Giovani Democratici. [...] E' necessario radicarci nei due atenei, dobbiamo organizzare la nostra presenza, ed anche qui, non solo al fine di vincere le elezioni ma, soprattutto, di essere riconosciuti rappresentanti della vasta comunità universitaria.
Nelle scuole superiori c'è molto lavoro da fare, ritengo una fortuna che in questa assemblea ci siano anche degli studenti delle superiori, ciò dimostra che il progetto riformista ha sostegno anche tra i giovanissimi. Non è ancora abbastanza, ma su di loro dovremo puntare per crearci uno spazio nelle comunità degli studenti.
Dovremo collaborare con le realtà già esistenti, come l'UDS, senza nasconderci che la galassia delle sigle studentesche ha difficoltà a trovare un suo centro: noi dovremo essere quel centro
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FORMAZIONE
C’è bisogno di fornire quelle basi per prepararsi a governare un domani (ad iniziare dai comuni) e quindi conoscere gli strumenti che abbiamo in mano per agire nella vita pubblica ed istituzionale del paese, ad esempio per fare proposte alternative in un’amministrazione dobbiamo essere in grado di “leggere” un Bilancio e conoscere la differenza che corre tra una Convenzione ed un Consorzio tra Comuni. Ma cosa ancora più importante è la Formazione Culturale e Politica delle persone, portandole a conoscere le tematiche di attualità, ma anche la storia e i valori che rappresentano questo movimento giovanile che si riconosce nei valori fondamentali della Costituzione.
Uno degli obiettivi che mi pongo è quello di realizzare una scuola di formazione estiva.

AMBIENTE
Parlare di ambiente è un po’ parlare delle nostre preoccupazioni per il futuro. [...] Non si possono fare politiche ambientalmente sostenibili senza mettere in discussione il nostro stile di vita e la logica del profitto immediato imperante nelle scelte economiche. In concreto crediamo che le amministrazioni debbano impegnarsi per la creazione dei processi indicati affrontando il problema in maniera complessiva [...]
POLITICHE SOCIALI E IMMIGRAZIONE
Riteniamo fondamentale, rispetto alla questione dell’immigrazione, la politica dell’accoglienza. Ad esso però dobbiamo garantire una legislazione valida e affidabile. Dobbiamo garantire ad ogni straniero diritti e doveri.
[...] La famiglia è il nucleo fondamentale della società [...] Proprio perché è un piccolo mondo, arricchito dall’amore e dall’affetto che tiene unite le persone, riflette le dinamiche della società moderna e quindi oggi ha bisogno di manifestarsi in forme nuove e di trovare delle risposte concrete a problemi che la mettono seriamente in crisi. Proprio per questo noi giovani democratici riteniamo che sia necessaria una politica più incisiva nei confronti della famiglia, con interventi a tutela e promozione delle relazioni familiari in qualsiasi forma si presentano. [...] Inoltre riteniamo che per migliorare il benessere della famiglia sia necessaria una riorganizzazione del mercato del lavoro con una rimodulazione degli orari che permetta di conciliare la vita lavorativa con la vita familiare.
LAVORO
Il Movimento dei Giovani Democratici dovrà stimolare il Partito Democratico a proporre provvedimenti per tutelare i giovani che entrano nel mondo del lavoro: certe forme di contratto che sfiorano lo sfruttamento dovranno essere modificate e si dovrà creare un sistema equanime, in cui tutti, indipendentemente dalle amicizie e dalle parentele, possano raggiungere il livello che gli spetta in base alle loro capacità, perché niente qualifica di più una società ed uno stato che basa le sue scelte sulla meritocrazia.

Elisa De Sabbata

Oggi si eleggerà il segretario regionale dei Giovani democratici. Con questo passo si conclude il percorso di strutturazione del movimento giovanile che potrà finalmente iniziare a lavorare anche su scala regionale. Si confrontano due candidati, Elisa De Sabbata e Andrea Gos.
Pubblichiamo i programmi (in sintesi) dei due candidati.


Programma di Elisa De Sabbata

(stralci)

Io voglio un Movimento nuovo, disancorato dalle vecchie organizzazioni, e per certi versi autonomo dal PD. Vorrei inoltre che i GD abbiano un ruolo centrale nell'elaborazione della linea politica del Partito relativamente a tematiche come istruzione, disagio giovanile, lotta al precariato, cultura e sport ecc.

A) La formazione delle nuove leve ed il radicamento sul territorio Ritengo che i GD debbano concentrare i loro sforzi per formare nuove leve. E' per questo che ritengo necessario creare veri e propri corsi di formazione presenti in tutte le provincie (ma coordinati a livello regionale) e non semplici incontri su tematiche generali con cadenza bimestrale o “summer school” dalla dubbia utilità pratica. Per fare qualche esempio:

-principi di diritto amministrativo

-principi di diritto pubblico

-comprendere un bilancio comunale

-come funziona un comune: organi, competenze ecc...

La sola attività teorica, però, è fine a se stessa: è per questo che i GD dovranno radicarsi nel loro territorio di appartenenza. La politica infatti non si fa nelle sedi dei partiti, dietro alle scrivanie, ma nelle strade, a contatto diretto con i propri concittadini: la gente vuole più fatti e meno sproloqui.

B) I GD e la Resistenza I giovani democratici devono avere un ruolo centrale nella promozione dei valori della Resistenza. Il mio obbiettivo è creare una collaborazione duratura e proficua con l’A.N.P.I., affinché il tempo ed il revisionismo non facciano dimenticare le origini della nostra Repubblica.

C) Scuola ed Università Non credo si debba vedere la scuola esclusivamente come un luogo da cui partire per arrivare al CNSU. Ovviamente è importante far sentire la nostra voce, per non rimanere in disparte, ma i punti più importanti sono:

-far capire ai giovani perché è necessario riavvicinarsi o quantomeno interessarsi alla politica;

-cosa c'è di buono e cosa c'è di cattivo nel sistema scolastico del nostro Paese;

...e scusatemi ma parlare di cariche non è sicuramente il punto di partenza migliore! Invece di parlare ai giovani di CNSU preferirei fare informazione sui fatti e sui reali problemi delle scuola, a partire dalla riforma Gelmini, che in molti contestano ma in pochi conoscono. Un'opposizione (e in questo caso una contestazione) efficace si fa se si hanno le conoscenze necessarie...

domenica 25 gennaio 2009

Giorno della memoria

L'Assemblea regionale dei Giovani Democratici, che si è riunita ieri a Udine (si riunirà di nuovo sabato prossimo per eleggere il segretario regionale dei G.D.), ha approvato il seguente documento, ricordando che il 27 gennaio prossimo si celebra il "Giorno della Memoria".

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Il 27 gennaio si celebra il "Giorno della Memoria", in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi di sterminio nazisti.

L'assemblea regionale dei Giovani Democratici del Friuli Venezia Giulia vuole unirsi al ricordo di questa giornata, portare il contributo di una comunità di giovani che vuole farsi garante della Storia del nostro paese, sulla quale costruire un'Italia giusta, tollerante e accogliente.

Sentiamo il peso che grava sulla nostra civiltà, madre di quelle ideologie devastatrici causa di morte per milioni di esseri umani, colpevoli solo dal fatto di essere pochi.

Oggi si sta riaffermando la normale pluralità umana, si sgretolano i pregiudizi, le logiche di potere razziste. La violenza non si ferma invece, temiamo che quella tragedia possa non essere stata sufficiente, che l'uomo non abbia imparato da sé stesso.

Ricordiamo le vittime dell'olocausto, per la loro memoria oggi bisogna interrompere la violenza che investe il mondo, nel conflitto a Gaza, nell'inumana vicenda degli sbarchi a Lampedusa, nel rigurgito antisemita che torna a manifestarsi talvolta anche in Italia.

Fermare la violenza nel mondo, questo è il nostro sogno e vogliamo dedicarlo alle vittime che ricorderemo nelle celebrazioni del 27 Gennaio.

lunedì 19 gennaio 2009

L'università delle cattedre grigie

Il sito lavoce.info pubblica un'analisi di Giovanni Caputo, fra gli animatori del Coordinamento di ricercatori dell'Università di Salerno nato in opposizione alle politiche del governo Berlusconi sull'università.

Vi rimandiamo al sito lavoce.info per l'articolo completo.

Qui, alcuni stralci:


"La classe docente italiana è anche la più vecchia d'Europa. Come riportato nel rapporto Miur, il 55 per cento dei docenti di ruolo supera i 50 anni con una distribuzione dell’età diversa fra le tre fasce. Gli ultra-cinquantenni costituiscono l’82 per cento degli ordinari, il 55 per cento degli associati e il 31 per cento dei ricercatori. Se poi si osserva la fascia d’età degli ordinari, si rileva che il 45 per cento ha più di 60 anni e che addirittura il 24 per cento ne ha oltre 65. Nel panorama internazionale ed europeo in particolare, l’Italia è tra i paesi con la quota più alta di docenti ultra-cinquantenni"

"Le cause dell'elevata età media dei docenti sono essenzialmente due: i tempi troppo lunghi per l'immissione in ruolo dei ricercatori, che avviene secondo percorsi non definiti, e una normativa troppo generosa sull'età pensionabile dei professori ordinari."

domenica 18 gennaio 2009

Gaza

In queste ore i morti palestinesi hanno superato il migliaio, pare che il piano israeliano abbia raggiunto la sua fase finale, cosa che certamente non da ragione di credere che il numero dei morti si fermerà.

La vicenda tra israeliani e palestinesi e assai contorta, e a ben guardare non si può dire che nessuno abbia manifestatamente torto. I morti ci sono da una parte e dall'altra, da un lato muoino sotto le bombe e dall'altro lato saltano in aria sugli autobus o nei mercati.

Umanamente non si può onestamente pensare di dare ragione ad una sola parte, anche se le proporzioni stanno a 900 palestinesi uccisi contro 10 israeliani, i morti sono tali ovunque e non ha senso mettersi a fare i conti sulle sofferenze di chi è in lutto. Politicamente, la soluzione al conflitto passa certamente dall'esclusione della rabbia cieca che ha portato alla guerra, all'intervento sproporzionato dell'operazione Piombo fuso israeliana, ed anche dall'estromissione della religione in questa vicenda. Eliminando questi due fattori, fermando immediatamente questo massacro, si potrà immaginare un futuro di pace per due popoli che hanno il diritto ad avere uno Stato. Senza fare questo, realistiacamente, non c'è speranza di credere che la situazione possa trovare un'evoluzione: alle manifestazioni che vediamo in televisione, continuamenti vengono inquadrati bambini e ragazzini che gridano per esprimere la loro rabbia, si crea un circolo vizioso per cui le generazioni nuove crescono con l'odio e la paura ereditate dalle precedenti-qui chi non terrorizza, si ammala di terrore-e il ciclo di violenza inutile continua da ormai sessant'anni.

Noi, qui dalla nostra posizione di comodità ed agio, possiamo ed abbiamo il dovere di tenerci informati e cercare di razionalizzare, rendere logica una vicenda che oggi ha fatto fin troppe vittime per continuare ad essere sottaciuta.

di F. Nastasi

venerdì 16 gennaio 2009

Affollato incontro sull'università



Una sala affollata e interventi approfonditi e a tutto campo hanno caratterizzato l'incontro pubblico che si è tenuto ieri sera nella Sala del Consiglio provinciale di Gorizia, che vi avevamo già segnalato.

Avremo modo di tornare in maniera più dettagliata sull'iniziativa, a cui hanno partecipato i delegati dei rettori dei due atenei presenti a Gorizia, Pascolini e Gabassi, nonché l'assessore provinciale Salomoni (Pd) e quello comunale Devetag (Pdl) a testimoniare la volontà del Pd di portare anche il centrodestra ad esprimersi (ed agire) sul tema università. Il presidente del Consorzio Universitario, Niccolò Fornasir, ha illustrato sia i vari problemi che i poli universitari isontini devono affrotnare, sia il lavoro del Consorzio in questi anni e le prospettive che si aprono per il futuro.
L'iniziativa, organizzata dal Circolo comunale del Pd (il segretario Giuseppe Cingolani ha introdotto l'incontro e spiegatone il senso all'interno dell'importante attenzione che il Pd locale attribuisce all'università come volano di sviluppo) in collaborazione con il Circolo Camillo Medeot (per esso ha portato i saluti il presidente Carlo Rojic), ha goduto della presenza di Claudio Cressati, docente universitario e ex assessore comunale alla Cultura e Università, che ha moderato l'incontro e ne ha sintetizzato le conclusioni.

Nel dibattito che è seguito, hanno avuto modo di intervenire alcuni studenti universitari e il consigliere provinciale monfalconese Fabio Del Bello: un fatto che sottolinea come l'università sia patrimonio (e questione) che interessa l'intero territorio provinciale.


martedì 13 gennaio 2009

Il futuro dell'università a Gorizia

Un incontro pubblico per discutere di università, e in particolare del futuro della vocazione universitaria della città di Gorizia all'interno del sistema universitario regionale.
L'incontro, organizzato dal Circolo Pd di Gorizia con la collaborazione del Circolo "Camillo Medeot", si terrà:

giovedì 15 gennaio
ore 18.00
presso la Sala del Consiglio Provinciale
Palazzo della Provincia, Gorizia
Corso Italia 55

"Gorizia nel sistema universitario regionale"

Interverranno:

Piergiorgio Gabassi direttore del Polo Didattico e Culturale di Gorizia – Università di Trieste
Mauro Pascolini, direttore del Centro Polifunzionale di Gorizia - Università di Udine
Nicolò Fornasir, presidente del Consorzio Universitario di Gorizia
Antonio Devetag, assessore Cultura e Università - Comune di Gorizia
Maurizio Salomoni, assessore Istruzione e Università - Provincia di Gorizia

L'incontro sarà moderato da Claudio Cressati, già assessore comunale alla Cultura e Università dal 2002 al 2007 durante il mandato Brancati.

giovedì 8 gennaio 2009

Tavola rotonda sull'università a Gorizia

Ci spiace informare che l'assemblea che si sarebbe dovuta tenere domani mattina è stata annullata per motivi di salute di uno dei relatori invitati.

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Lunedì mattina si terrà nell'Aula magna del Polo universitario di Gorizia (Univ. di Trieste) di Via Alviano, una tavola rotonda, organizzata dai rappresentanti degli studenti di Scienze politiche, e aperta a tutta la cittadinanza.

Si discuterà dello stato del sistema accademico italiano, dei suoi mali e delle ricette per rilanciarlo in un'ottica di "Europa regione della conoscenza".

Interverranno:
FABIO MUSSI
già ministro dell'università e della ricerca 2006-2008

FRANCESCO PERONI
Rettore dell'Università di Trieste

ROBERTO SCARCIGLIA
preside della facoltà di Scienze politiche dell'Univ. di Trieste

GILIBERTO CAPANO
preside della Facoltà di Scienze politiche, Univ. di Bologna (da confermare)

PAOLO PRELAZZI
presidente del Consiglio degli Studenti, Università di Trieste

Online il sito dell'on. Maran

Segnaliamo che è online il nuovo sito dell'on. Alessandro MARAN, goriziano, eletto alla Camera dei Deputati per il Partito Democratico, di cui è capogruppo nella Commissione Affari Esteri; attualmente unico parlamentare della Provincia di Gorizia, Maran nella precedente legislatura era stato capogruppo Ulivo in Commissione Giustizia.