sabato 29 novembre 2008

L'Onda degli studenti di nuovo in piazza



Scuola, torna in piazza la protesta: diecimila in piazza contro la riforma
Studenti di superiori e università, insegnanti, genitori, tanti bambini e ragazzi, esponenti di partiti della sinistra e dei sindacati sono ancora una volta scesi in strada per chiedere al governo di fare marcia indietro.

"Noi non ci stiamo": si può raccogliere in questa affermazione, scritta su tanti striscioni e cartelli, il senso della manifestazione di protesta dell'Onda anomala contro la riforma Gelmini che si è tenuta nel pomeriggio a Milano. Studenti di superiori e università, insegnanti, genitori, tanti bambini e ragazzi, esponenti di partiti della sinistra e dei sindacati sono ancora una volta scesi in strada per chiedere al governo di fare marcia indietro
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venerdì 28 novembre 2008

Comunicazione sulla presentazione ricorsi

Il collegio dei garanti regionale ha deliberato che eventuali ricorsi riguardanti le elezioni primarie dello scorso Venerdì 21 Novembre dovranno pervenire entro e non oltre il giorno Venerdì 5 Dicembre.

Tali ricorsi, per la provincia di Gorizia, possono essere inviati all'indirizzo giovanipdgorizia@gmail.com oppure ai membri del collegio dei garanti, composto da Matej Iscra, Luca Corolli, Luca Dovigo, Michela Cicismondo e Marco Rossi.

martedì 25 novembre 2008

Sicurezza scuole: è scontro

Sulla sicurezza degli edifici scolastici italiani è scontro tra la maggioranza e il Pd.


"Il governo ha tagliato 23 milioni sui 100 destinati all'edilizia scolastica, e la tragedia di Rivoli dimostra che non si possono fare certi tagli". Manuela Ghizzoni e Mariangela Bastico, parlamentari del Pd, accendono la miccia. Si infiamma lo scontro tra opposizione e governo sull'incidente che ieri l'altro ha ucciso Vito Scafidi nel liceo Darwin. "Non è stata fatalità - rincara la dose Di Pietro - ma miopia politica". Il leader dell'Italia dei Valori attacca Berlusconi dopo la dichiarazione del premier che addebita la tragedia di Rivoli ad una fatalità inevitabile. E gli fa eco il vicesegretario del Pd Dario Franceschini che polemizza: "C'è una responsabilità politica, non sull'incidente in sé, ma sul fatto di aver tagliato risorse alla scuola".

lunedì 24 novembre 2008

Raciti segretario nazionale dei GD

Si sono concluse a livello nazionale le operazioni di scrutinio delle primarie dei Giovani democratici. Ad essere eletto segretario nazionale è stato infatti FAUSTO RACITI, che ha ottenuto il 72% dei voti (il 12% a Giulia Innocenzi, l'8% a Dario Marini e il 7% a Salvatore Bruno).
Hanno partecipato alle primarie ben 121.623 ragazzi e ragazze tra i 14 e i 29 anni in tutta Italia.

A metà dello scrutinio il candidato del segretario Veltroni ottiene il 72% dei consensi, la sfidante Radicale non va oltre il 12%

Dal quotidiano nazionale Il Tempo

A metà dello scrutinio il candidato del segretario Veltroni ottiene il 72% dei consensi, la sfidante Radicale non va oltre il 12%
Raciti è il nuovo leader, ma Innocenzi denuncia brogli e irregolarità alle primarie

Nicola Imberti n.imberti@iltempo.it
Sono le 5 di pomeriggio quando le agenzie di stampa battono una dichiarazione di Pina Picierno, ministro ombra delle Politiche Giovanili con un passato da responsabile dei ragazzi della Margherita. «Auguri di buon lavoro a Fausto Raciti, il neosegretario dei giovani del Partito Democratico - commenta -, e un enorme grazie a tutti le ragazze ed i ragazzi che hanno voluto partecipare a quella che è stata una grande festa della democrazia».

In effetti, stando ai dati comunicati poche ore prima dal segretario Walter Veltroni, le primarie dei giovani democratici che si sono celebrate venerdì non sono andate malissimo: 121.623 votanti tra i 14 e 29 anni. Non tantissimi ma, sottolinea il leader del Pd, più dei francesi iscritti al partito socialista che hanno partecipato al ballottaggio tra Royal e Aubry (in realtà sono un po' meno ndr). C'è solo un piccolo particolare. Basta aprire il sito internet dedicato all'evento (http://primariegd.ilcannocchiale.it/) per sapere che le votazioni non sono ancora terminate. In gran parte della Lombardia, ad esempio, i seggi sono aperti. Così perlomeno è scritto. Di dati ufficiali, poi, neanche l'ombra. Eppure nelle stanze del potere, quelle abitate presumibilmente dal ministro ombra Picierno, c'è già un vincitore. Perché? Basta guardare il curriculum del ventiquattrenne Raciti. Nel 2007 è diventato segretario nazionale della Sinistra giovanile (i giovani ex Ds) e, alle primarie che incoronarono Walter, è stato eletto membro dell'Assemblea costituente del Pd nella lista «Con Veltroni, ambiente, innovazione, lavoro». Insomma Raciti non è uno qualunque. Le trattative di Palazzo avevano già da tempo affidato a lui la poltrona di leader. Ma, come accaduto a Veltroni, c'era bisogno dell'investitura popolare. E così è stato. Salvo che, all'ultimo minuto, è spuntata dal nulla Giulia Innocenzi. Giovane, carina e radicale (lavora per l'Associazione Luca Coscioni), ha cominciato a insidiare il trono di Raciti. Solo virtualmente, però. Il segreto dell'urna, infatti, non ha tradito il prescelto. Anche grazie a qualche piccolo «aiutino». Già giovedì, infatti, alcuni giovani palermitani avevano denunciato anomalie nello svolgimento della consultazione: un solo seggio a Palermo contro i 42 dei comuni della Provincia, nessuna regola certa per la composizione dei seggi e la nomina degli scrutatori, poca pubblicità dell'evento. Il tutto, spiegavano i denuncianti, per «rafforzare le "posizioni" di alcuni gruppi a scapito di chi è più radicato in città». Ieri, a questa prima denuncia, se ne sono aggiunte altre che Giulia Innocenzi ha raccolto sul proprio blog. Così, ad esempio, si scopre che in Trentino Alto Adige non c'erano seggi (anche il sito delle primarie non li indica) ma qualcuno è riuscito a votare ugualmente. A Roma, nel V municipio, l'unico scrutatore, un candidato regionale, invitava tutti a scrivere il nome di Raciti. Qualcuno, a Massa, è riuscito a votare telefonicamente. Mentre un po' dovunque (a Pescara, Roma, Napoli) i seggi indicati erano chiusi o inesistenti. A Nizza Monferrato sono stati i candidati stessi a fare da scrutatori invitando, ovviamente, a votare Raciti. E che dire poi delle urne aperte, del voto palese davanti al presidente di seggio, dei documenti non richiesti e della possibilità di votare più volte in seggi diversi, dell'euro (obbligatorio da versare) che non veniva nemmeno richiesto perché tanto «paga il partito»? Insomma, per dirla con i ragazzi, si è trattato di elezioni false. Poco male, alle 20, una nota ufficiale del partito informa che, a metà scrutinio, Raciti ha raggiunto il 72%, Giulia Innocenzi è ferma al 12%, Dario Marini 8% e Salvatore Bruno 7%. A Monza, in piazza Roma si continuerà comunque a votare fino alle 23.

23/11/2008

sabato 22 novembre 2008

Grazie di cuore, cari amici

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Federico Vidic sulla giornata di ieri.

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Grazie di cuore, cari amici.
Per avermi dato l’opportunità di assistere, seppure da lontano, alla distruzione di un progetto a cui ho dedicato, con serietà e passione, anni della mia vita.
Grazie per aver tradito, in un solo giorno, il clima di apertura e fiducia che con tanta fatica e sincero sforzo avevamo cercato di costruire con un lungo lavoro.
Grazie per aver insegnato, anche a ragazzi ancora minorenni, che non conta solo il fine, ma anche i mezzi con cui lo persegui.
Grazie per aver abusato della falsa democrazia delle cosiddette “primarie”, una corsa al voto fine a se stessa, priva di chiarezza, valori, programmi. Un esercizio organizzativo, un voto non “libero” perché l’opinione pubblica non era informata e perché vi ha partecipato gente che non aveva idea di che cosa fossero i Giovani Democratici, portata per mano nei seggi dicendole “come e cosa” doveva votare. Un voto viziato da pesanti irregolarità (mancano firme, carte, riscontri, c’erano volantini di candidati dentro le cabine!), tutte a senso unico e attuate con il sostegno e il concorso dei soliti “apparati”. Un voto a cui hanno partecipato anche persone pubblicamente contrarie al Pd, ma che hanno fatto un “favore” all’amico di turno. Un voto diseducativo, in sintesi, che proprio nei suoi piccoli numeri ha tolto ogni speranza in chi voleva ancora credere che il “movimento giovanile” fosse uno strumento, limitato sì, ma per cambiare il mondo e i suoi aspetti deteriori.
Grazie, infine, per aver umiliato la provincia di Gorizia, l’unico territorio a livello regionale e nazionale in cui il 40% dei suoi rappresentanti in Regione non abita e risiede nel territorio, non ne conosce realtà e difficoltà, non sa il nome dei paesi, il colore della laguna, delle viti del Collio, delle pietre del Carso. La segretezza con cui sono state preparate le candidature è indice dell’“operazione” messa in piedi. La presenza degli universitari fuori sede, anziché essere valorizzata in sinergia con i giovani isontini, è stata usata come “clava” e ha scavato un solco di diffidenza e timore difficilmente colmabile. Gorizia di nuovo ridotta a colonia.
Ringrazio in particolare chi, avendo incarichi delicati e importanti dentro il Partito, e ormai avviato verso un “professionismo della politica” lontano anni-luce dalle aspettative dei giovani e della società, ha organizzato con cura la presa del “potere” approfittando dell’assenza di chi – conoscendo da quasi 10 anni vizi e trucchi del mestiere – era forse l’unico a poter sbarrare la strada all’operazione di sfascio a cui abbiamo assistito. Adesso rimarrà a regnare, solo, sulle macerie.
Mi permetto il “lusso” di intervenire dopo un lungo silenzio proprio perché – e nessuno può negarlo – all’idea di costruire nella provincia di Gorizia un gruppo di giovani preparati e attenti alla politica ho dedicato un numero lunghissimo di ore, serate, speranze, disillusioni.
Già prevedo l’ira di chi dirà “Si è approfittato della password che ha per scrivere a tutti dall’email ufficiale dei giovani”: Sì, lo confesso, colpevole. “Doveva stare zitto, così ci discredita tutti”: Sì, lo confesso, colpevole!
La distanza da Gorizia mi aiuta ad avere più chiara la situazione, e nessun timore per me stesso. Grazie a Dio ho avuto il dono della libertà, e di questa me ne servirò ancora, perché non ho nessuna ambizione o calcolo personale che mi impedisca di farlo.
Sono certo che i giovani validi ed onesti, che ho conosciuto in questi anni e che sono stati i veri protagonisti di questa spiacevole vicenda, da oggi saranno più forti, più consapevoli, più maturi. Il cammino verso il bene comune che passa per la “politica” è irto di ostacoli, talvolta si cade, ma rialzarsi è ancora più bello. Perché ciò che conta è lavorare insieme, tutti i giorni, non solo il giorno delle primarie, condividendo fatica, entusiasmo, speranze. Perché lo faremo insieme.

Grazie per la vostra attenzione.

Federico Vidic

Primarie: ecco i risultati ufficiosi di Gorizia

Eccovi i risultati ufficiosi delle primarie dei Giovani Democratici avuti nella provincia di Gorizia:

Segretario nazionale:
1) Fausto Raciti 47
2) Salvatore Bruno 25
3) Giulia Innocenzi 20
4) Dario Marini 5

Assemblea nazionale:
1) Emi Bertoli 57 (eletta)
2) Michele Di Lorenzo 50 (eletto)
3) Giulia Trevisan 31 (eletta)
4) Francesco Cristin 30

Assemblea regionale:
1) Guglielmo Federico Nastasi 47 (eletto)
2) Chiara Gobbo 31 (eletta)
3) Andrea Passoni 22 (eletto)
4) Beatrice Defacio 24 (eletta)
5) Carlo Andrea Rojic 16 (eletto)
6) Valentina Buran 16
7) Stefano De Fabris 10
8) Chiara Dall'Osto 15


Questi risultati saranno comunque ufficializzati dopo l'esaminazione di un ricorso che è stato annunciato in fase di verifica della regolarità del voto a Gorizia, per l'incompletezza delle schede relative ai votanti di numerosi seggi.