sabato 22 novembre 2008

Grazie di cuore, cari amici

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Federico Vidic sulla giornata di ieri.

*****************************************************************


Grazie di cuore, cari amici.
Per avermi dato l’opportunità di assistere, seppure da lontano, alla distruzione di un progetto a cui ho dedicato, con serietà e passione, anni della mia vita.
Grazie per aver tradito, in un solo giorno, il clima di apertura e fiducia che con tanta fatica e sincero sforzo avevamo cercato di costruire con un lungo lavoro.
Grazie per aver insegnato, anche a ragazzi ancora minorenni, che non conta solo il fine, ma anche i mezzi con cui lo persegui.
Grazie per aver abusato della falsa democrazia delle cosiddette “primarie”, una corsa al voto fine a se stessa, priva di chiarezza, valori, programmi. Un esercizio organizzativo, un voto non “libero” perché l’opinione pubblica non era informata e perché vi ha partecipato gente che non aveva idea di che cosa fossero i Giovani Democratici, portata per mano nei seggi dicendole “come e cosa” doveva votare. Un voto viziato da pesanti irregolarità (mancano firme, carte, riscontri, c’erano volantini di candidati dentro le cabine!), tutte a senso unico e attuate con il sostegno e il concorso dei soliti “apparati”. Un voto a cui hanno partecipato anche persone pubblicamente contrarie al Pd, ma che hanno fatto un “favore” all’amico di turno. Un voto diseducativo, in sintesi, che proprio nei suoi piccoli numeri ha tolto ogni speranza in chi voleva ancora credere che il “movimento giovanile” fosse uno strumento, limitato sì, ma per cambiare il mondo e i suoi aspetti deteriori.
Grazie, infine, per aver umiliato la provincia di Gorizia, l’unico territorio a livello regionale e nazionale in cui il 40% dei suoi rappresentanti in Regione non abita e risiede nel territorio, non ne conosce realtà e difficoltà, non sa il nome dei paesi, il colore della laguna, delle viti del Collio, delle pietre del Carso. La segretezza con cui sono state preparate le candidature è indice dell’“operazione” messa in piedi. La presenza degli universitari fuori sede, anziché essere valorizzata in sinergia con i giovani isontini, è stata usata come “clava” e ha scavato un solco di diffidenza e timore difficilmente colmabile. Gorizia di nuovo ridotta a colonia.
Ringrazio in particolare chi, avendo incarichi delicati e importanti dentro il Partito, e ormai avviato verso un “professionismo della politica” lontano anni-luce dalle aspettative dei giovani e della società, ha organizzato con cura la presa del “potere” approfittando dell’assenza di chi – conoscendo da quasi 10 anni vizi e trucchi del mestiere – era forse l’unico a poter sbarrare la strada all’operazione di sfascio a cui abbiamo assistito. Adesso rimarrà a regnare, solo, sulle macerie.
Mi permetto il “lusso” di intervenire dopo un lungo silenzio proprio perché – e nessuno può negarlo – all’idea di costruire nella provincia di Gorizia un gruppo di giovani preparati e attenti alla politica ho dedicato un numero lunghissimo di ore, serate, speranze, disillusioni.
Già prevedo l’ira di chi dirà “Si è approfittato della password che ha per scrivere a tutti dall’email ufficiale dei giovani”: Sì, lo confesso, colpevole. “Doveva stare zitto, così ci discredita tutti”: Sì, lo confesso, colpevole!
La distanza da Gorizia mi aiuta ad avere più chiara la situazione, e nessun timore per me stesso. Grazie a Dio ho avuto il dono della libertà, e di questa me ne servirò ancora, perché non ho nessuna ambizione o calcolo personale che mi impedisca di farlo.
Sono certo che i giovani validi ed onesti, che ho conosciuto in questi anni e che sono stati i veri protagonisti di questa spiacevole vicenda, da oggi saranno più forti, più consapevoli, più maturi. Il cammino verso il bene comune che passa per la “politica” è irto di ostacoli, talvolta si cade, ma rialzarsi è ancora più bello. Perché ciò che conta è lavorare insieme, tutti i giorni, non solo il giorno delle primarie, condividendo fatica, entusiasmo, speranze. Perché lo faremo insieme.

Grazie per la vostra attenzione.

Federico Vidic

2 commenti:

  1. Un senso di sincera pena...
    Ricordo, infatti, ancora bene l'entusiasmo con cui, proprio di questi tempi nel 2004, tra una riunione su NES ed un convegno tra Presidenti di Consiglio, da ex giovane (anagraficamente parlando) davo una mano a Federico nel fondare il movimento dei giovani della Margherita...
    Un'era geologica fa, politicamente parlando. Ma, visti in retrospettiva, bei tempi (pur difficili, e con il "potere costituito" che soffiava nel verso contrario alla spinta innovatrice di buona parte della Margherita goriziana...).
    Ora, finiti tutti in questo nuovo calderone etichettato "democratico", sapremo come attrezzarci, caro Federico, anche tra i "senior"...
    Hasta luego... e che il tuo soggiorno spagnolo ti sia lieve...
    Appena torni, valuteremo la situazione e tutte le contromosse del caso.
    Federico.

    RispondiElimina
  2. Un voto a cui hanno partecipato anche persone pubblicamente contrarie al Pd, ma che hanno fatto un “favore” all’amico di turno. Un voto diseducativo, in sintesi, che proprio nei suoi piccoli numeri ha tolto ogni speranza in chi voleva ancora credere che il “movimento giovanile” fosse uno strumento, limitato sì, ma per cambiare il mondo e i suoi aspetti deteriori.

    Vorrei farti notare che quanto tu affermi essere negativo è in realtà un fattore positivo per la crescita della controparte politica a cui tu ti riferisci: l'esempio di democraticità del PD è ancora unico in Italia, ma si deve lavorare affinchè non sia più così, per il bene di tutto il paese; sarà un processo lungo, ma il nostro esempio in futuro verrà imitato.

    Inoltre vorrei precisare che nessuno è stato portato per mano a votare: giorni prima sono stati distribuiti volantini con scritti i nomi e i progetti di alcuni candidati (e vorrei anche vedere...) e per quanto mi riguarda (sono stato al seggio di via Locchi per 2 ore e a quello di Corso Italia almeno altri 45 minuti) non ho visto alcun volantino nei seggi, nè tantomeno ne ho sentito parlare dai colleghi di seggio. Federico, spero che le informazioni ti siano arrivate da una persona che ha visto male e non da qualcuno in malafede, perchè se è da una parte comprensibile la tua amarezza per i risultati dei candidati goriziani e della provincia, dall'altra lanci accuse del tutto infondate e delegittimanti a chi è stato eletto rispettando tutte le regole, esattamente come dovrebbe essere.

    Parli poi degli studenti del Polo distaccato come se fossero estranei al luogo in cui studiano, ma Gorizia è vissuta tanto dai goriziani quanto da emiliani, veneti, toscani, lombardi e via dicendo. Io vedo nell'impegno degli studenti fuori sede un segnale importante per la vitalità sia del PD, sia della stessa Gorizia: sono stati loro in prima fila col movimento "Gorizia è Viva" a far retrocedere la giunta di centrodestra dalle sue posizioni riguardo l'anticipata chiusura dei locali. Gli studenti dei poli distaccati sono una realtà che nè il PD di Gorizia, nè Gorizia medesima possono permettersi di rigettare ed escludere.

    Saluti.

    RispondiElimina