sabato 19 gennaio 2008

I consigli di quartiere sono una palestra per i giovani

Come giovani impegnati in politica, abbiamo scelto di metterci a lavorare al livello più a contatto con i problemi quotidiani dei cittadini, per questo ci siamo candidati e siamo stati eletti nei nostri consigli di quartiere.

Il consiglio circoscrizionale è un organismo che rappresenta per il quartiere in cui opera una sorta di “antenna sul territorio”: un supporto attivo agli amministratori, costruttivo, di proposta e di stimolo, ma anche di collegamento dei cittadini con gli amministratori nel senso opposto, ovvero uno strumento per richiedere a questi ultimi maggiori informazioni riguardo a problemi sentiti dalla gente, al fine di fornire informazioni più dettagliate che sono di interesse per certi gruppi di persone ben individuati nel territorio, come testimonia anche la visita da parte di vari assessori ai consigli circoscrizionali.

Per i giovani il consiglio circoscrizionale è un’occasione per “farsi le ossa”, conoscere ed affrontare in concreto le reali esigenze dei residenti, al fine di formare futuri amministratori che abbiano sempre a mente il reale senso del loro mandato: risolvere i problemi della cittadinanza. Un impegno nei consigli circoscrizionali è certamente occasione d’oro al fine di ottenere una tale formazione.

Cancellare questa esperienza significherebbe “buttare al vento” trent’anni di lavoro fatto per dare sostanza e un’anima alle nostre comunità, che sanno di potersi rivolgere ai consiglieri ed ai presidenti circoscrizionali per i problemi locali. Togliere questi riferimenti significherebbe caricare tutti i problemi sull’apparato comunale, e soprattutto causerebbe un ulteriore distaccamento tra il livello amministrativo e la popolazione. Verrebbe inoltre meno la preziosa attività di valorizzazione e promozione delle culture e delle tradizioni proprie dei singoli quartieri.

Chi dice che bisogna partire da qui per ridurre gli sprechi della politica ha veramente sbagliato bersaglio. Molto spesso mille euro investiti dai consigli di quartiere fruttano molto più degli stessi mille euro spesi dal comune, dato che per molti tipi di “micro-intervento” i cdq vi aggiungono molte ore di vero “volontariato”: chi sarebbe disposto poi a fare il lavoro svolto dai consiglieri circoscrizionali per quell’esiguo compenso che vediamo ora riconosciuto? Siamo sicuri che quel poco denaro che i consigli circoscrizionali richiedono siano sprechi della politica? I consigli circoscrizionali siciliani dove i consiglieri hanno l’auto blu e percepiscono migliaia di euro al mese, che sono il vero problema degli sprechi tra i consigli circoscrizionali, non sono neppure lontanamente paragonabili al caso goriziano. Sentirci dire che la nostra attività di “quasi volontariato” è uno spreco della politica ci suona come una vera e propria presa in giro.

Se vogliamo dirigerci verso un’ulteriore restringimento della classe dirigente, ignorando il desiderio di partecipare e di contare della gente, allora la strada imboccata ci porterà esattamente a questo. Se invece ci si vuole soffermare a riflettere seriamente sul lavoro e sui costi che hanno i consigli circoscrizionali a Gorizia, ci si renderà che la loro eliminazione non ha alcun senso, e che tale soluzione per i tagli dei costi della politica è solamente una scorciatoia demagogica che causerebbe in realtà molti più problemi di quanti non ne risolva, come ad esempio spingere ulteriormente la gente verso quella che viene definita come “antipolitica”.

I consiglieri circoscrizionali del PD di Gorizia:
Luca Corolli – Straccis
Stefano de Fabris – Madonnina del Fante
Andrea Gradenigo – Madonnina del Fante

3 commenti:

  1. Di fatto però, l'utilità dei Cdq non è COSI' rilevante (ammettiamolo...), né del resto l'attività volontaristica ne costituisce motivo sufficiente a ritenerli necessari. Semmai dobbiamo guardare alla loro rilevanza istituzionale: scarsa per la funzione sostanzialmente solo consultiva, per la scarsa capacità di incidere sull'indirizzo politico comunale.
    Per quanto riguarda poi il decentramento, bisogna giustamente valutare quando questo è necessario, poiché troppo decentramento può finire per allungare la "catena di comando" magari in luoghi e ambiti non necessari.
    Nel caso di Gorizia, è mia opinione che gli unici cdq che abbiano una necessaria funzione siano quelli "periferici", poiché lì giustamente si può ritenere che sia minore la capacità del Comune di valutare tutte le esigenze locali e sia maggiore anche la richeista di servizi decentrati: Lucinico, Piedimonte, Oslavia, S.Andrea (eventualmente Madonnina..).
    Ciao,
    Marco R.

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  2. Ciao ragazzi/e,
    mi chiamo Marco e sono il webmaster del sito della Sg di Catania "Grieco", sono passato da questo blog per vedere come vanno le cose ad altre persone che come noi credono nel Pd e nella giovanile :D visitate anche il nostro sito internet:
    www.altavocect.tk

    P.S: sareste d'accordo ad uno scambio di link?

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