giovedì 17 aprile 2008

Tenere la rotta

Un contributo di Federico Nastasi.

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Tenere la rotta: guai a lasciare adesso

È finita questa lunga tornata elettorale.
Berlusconi ed il centrodestra hanno preso tutto: maggioranza blindata alla Camera e al Senato, i governi regionali della Sicilia (che per la verità mai avevano perso) e del Friuli Venezia Giulia, comuni come Brescia e Viterbo. Ci domandiamo che cosa bisogna fare per vincere le elezioni in questo paese, se anche nel Friuli avanguardia d’Italia con Riccardo Illy non siamo riusciti. Se perdiamo in Liguria, nella democraticissima Genova, ed in Puglia, faro del meridione in questi anni.
La tentazione più forte, quella che ci balena ogni tanto tra i pensieri, è di lasciar perdere, chi ce lo fa fare. È l’idea più diffusa tra i ragazzi, lasciamo perdere andiamo via dall’Italia, in Spagna c’è gente simpatica che ci aspetta. Ed invece non bisogna lasciar perdere, non adesso. Guai a mollare.

Il fatto stesso che tanti, molti ragazzi in questi giorni parlandoci esprimano una delusione scottante, difficile da digerire, dimostra inequivocabilmente che la sfida del Pd di Walter Veltroni è stata vissuta da tutti in maniera diretta. Non è un partito a perdere le elezioni, sono le decine di migliaia di ragazzi che hanno incontrato Veltroni in tutte le province italiane. La sconfitta del Pd è la sconfitta della possibilità di rilancio dell’Italia, e soprattutto del salto di qualità di una generazione: la nostra. Lasciare adesso vorrebbe dire non esserci più, mancare i prossimi appuntamenti che ci aspettano - l’anno prossimo ci saranno le elezioni europee, le strutture sopranazionali diventeranno sempre più importanti nei prossimi anni – non essere determinanti, capaci di più incisività come lo siamo stati fino ad adesso. Ora abbiamo una responsabilità enorme, enorme: siamo l’unica voce fuori dal coro nelle istituzioni. Ci spetta l’opposizione adesso, avremo il tempo di costruire il partito ed affinare le nostre capacità. Dovremo essere vigili sul governo ostaggio della Lega Nord, già oggi Bossi si è detto deluso del primo incontro con gli alleati. Ci sono problemi imminenti, dovremo affrontarli da opposizione, evitando la demonizzazione dell’avversario, costruendo proposte alternative a quelle di un governo che sappiamo sarà quello di Berlusconi e Bossi.
Il governo della Lega, che punta a dividere il paese tra nord e sud con questo egoismo razzista che crede in un Italia divisa che non ha bisogno del mezzogiorno. Una proposta che non trova nessun riscontro nelle politiche che si stanno facendo in tutta Europa di unità nazionale e solidarietà internazionale.
Dovremo essere rappresentanti di tutte le italiane e gli italiani, gli oltre 12 milioni che ci hanno votato e anche quelli che non lo hanno fatto. La scomparsa della Sinistra non è un caso: una classe dirigente e una proposta politica che si sono manifestate come vecchie e necessarie solo a se stesse, questa parte della popolazione che certamente non è il 3% adesso cercherà rappresentanza.
Noi siamo gli unici che possono spendersi per unire il paese che è dentro il Parlamento e che ne è rimasto fuori. Ci aspettano anni duri, ma guai a mollare. La storia dimostra che le ritirate sull’Aventino non pagano, bisogna restare a valle e resistere.
Ha dà passa à nuttata: come si dice.

Noi giovani del partito democratico abbiamo adesso il compito, il dovere di migliorarci per essere vera forza progressista, la proposta di cambiamento per il paese. Già qui, già a Gorizia. Dovremo riuscire ad entrare nelle scuole, più di quanto abbiamo fatto fino ad ora, nell’università, nei luoghi di lavoro e superare il confine iniziando una collaborazione con i ragazzi sloveni che come noi si appassionano di politica. I luoghi e le amicizie non sono per sempre, si cambia casa, le persone passano, quello che restano sono i ricordi e le esperienze. Alcuni di noi sono qui solo per un periodo, poi andranno via, credo che sia una buona occasione per sperimentare e trarre il massimo da questa esperienza isontina. Da questo impegno ritornerà tutto per noi, per il Partito Democratico e per l’Italia. Se saremo capaci di centrare questi obiettivi, se saremo cioè realmente rappresentativi, utili al paese, propositivi e dinamici allora la sfida del partito democratico sarà vinta e l’Italia tutta da nord a sud potrà ricominciare a correre. Io sono ancora convinto che si può fare.

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