lunedì 17 novembre 2008

Non restare a guardare!

Riceviamo e pubblichiamo una lettera di invito al voto per le primarie dei Giovani Democratici da parte di Federico Nastasi


Partecipa, non restare a guardare
Il 21 novembre si eleggono gli organismi dei Giovani democratici, in Friuli Venezia Giulia e in tutta Italia. Sarà un'occasione per decidere che impronta dare all'organizzazione giovanile, e quindi anche al Partito Democratico. Sarà un'occasione per fare un censimento di quello che i ragazzi pensano e vogliono. Sarà un'iniziativa politica, adesso che si vuole far passare l'idea che apolitico è meglio. Io ho deciso di candidarmi e di non stare a lamentarmi di quello che Veltroni dovrebbe fare e non fa, perché credo che se il PD non si risolleva adesso sarà l'ennesima occasione sprecata. L'ho fatto per tre buone ragioni:
1. Perché credo nel ruolo della scuola e dell'università pubblica come momento centrale della formazione della personalità, la destra taglia i fondi alle scuole pubbliche “comincia a trascurarle, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private” scriveva Piero Calamandrei quasi sessant'anni fa, anticipando quello che oggi fa la Gelmini. Ecco, io credo che con tutti i difetti e i ritardi che ha la nostra istruzione pubblica, questa debba essere accompagnata e migliorata, e vada difesa da chi pensa di poter utilizzare il governo per favorire i suoi affari.
2. la seconda ragione, è perché credo che la presente classe politica, con difetti e privilegi, mostri tutti i segni della vecchiaia, e quindi anche una forma crescente di cecità. Non vede questioni urgenti per la generazione futura, la nostra. E' una questione generazionale, internet è immediato per un ragazzo che ha meno di 30anni, difficile per chi ne ha più di 50. La questione ambientale, che diventa emergenza, è questione generazionale noi ne pagheremo le conseguenze e dunque bisogna iniziare adesso, qui e ora, a costruire alternative sostenibili per il pianeta. L'Europa è una questione generazionale, è la polizza assicurativa sul nostro futuro, le porte chiuse che troviamo in Italia, si trasformano in possibilità in Europa. Il ricambio dei politici non è una cosa da urlare in piazza e basta, diventa bisogno davanti alle sfide che ci attendono e che dovremo affrontare da soli.
3. Sopratutto ci lamentiamo del PD, i limiti del partito democratico vanno affrontati, va affrontato il rapporto con il governo – dialogo non vuol dire silenzio- e vanno dette parole chiare su temi che sono nelle corde della sinistra italiana: vanno condannate le nuove forme di razzismo-risultato di un decennio delle politiche della paura della Lega-, bisogna affrontare il problema della collocazione europea, Pse oppure no, e non farne merce di scambio elettorale, va arricchito un dibattito culturale monotono. I nostri genitori hanno avuto la possibilità di sognare di poter cambiare il mondo, noi – un po' meno sognanti- abbiamo la concreta possibilità di farlo, oggi tutti gli equilibri internazionali sono cambiati. Gli USA di Obama devono ricostruirsi un posto nel mondo, altri paesi si fanno largo per ottenere le prime file, e l'Europa non deve restare a guardare: costruire il futuro è una necessità, se restiamo a guardare lo faranno altri per noi. Costruirsi un futuro a partire da un lavoro decente, diverso dalle nuove forme di sfruttamento, ottenuto per quello che hai fatto e non per chi ti ha raccomandato, questi credo siano i temi più urgenti della società attuale e parole d'ordine per chi voglia far parte di un processo di trasformazione e miglioramento.

Per questo vi chiedo di partecipare, di non restare a guardare e andare a votare nei seggi allestiti nella provincia venerdì 21.

Federico Nastasi

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